Il leader del partito Tisza promette una rapida adozione dell’euro in Ungheria

L’Ungheria potrebbe avvicinarsi rapidamente all’adozione dell’euro e porre fine a quello che i critici chiamano “governo per decreto”, se il partito di opposizione Tisza vincerà le prossime elezioni, secondo István Kapitány, il nuovo responsabile dello sviluppo economico e della politica energetica del partito.

In un’ampia intervista a Magyar Hang, l’ex uomo d’affari ha delineato un programma ambizioso volto a stabilizzare l’economia, ripristinare la concorrenza e riorientare la spesa pubblica verso l’assistenza sanitaria e la crescita a lungo termine.

Uno degli impegni più chiari del partito: preparare l’Ungheria all’introduzione dell’euro non appena le condizioni economiche lo permetteranno.

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István Kapitány. Screenshot da Péter Magyar su Facebook.

L’adozione dell’euro di nuovo sul tavolo

Kapitány ha detto che la moneta unica è una priorità strategica per il partito, anche se non senza consultazioni.

“Il Partito Tisza considera l’introduzione dell’euro il prima possibile come uno dei suoi obiettivi chiave, a seconda della performance economica del Paese. I piani relativi alla tempistica sono già in fase di preparazione”, ha detto.

Ha sottolineato che la decisione seguirà discussioni professionali e sociali, piuttosto che una mossa politica affrettata.

L’Ungheria si è impegnata ad aderire alla zona euro al momento dell’ingresso nell’Unione Europea (nel 2004), ma i governi successivi hanno ritardato la definizione di una data limite. La questione è tornata sotto i riflettori della politica, mentre l’inflazione, la volatilità della valuta e le preoccupazioni degli investitori pesano sul fiorino.

Se se l’è perso:

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Kapitány ha detto che l’introduzione dell’euro è una priorità strategica per il partito, anche se non senza consultazioni. Foto: depositphotos.com

Fine della regola per decreto

Un altro passo immediato, ha detto Kapitány, sarebbe quello di eliminare la governance di tipo emergenziale.

“Dopo le elezioni, aboliremo immediatamente il governo per decreto, perché il Paese deve essere guidato da una strategia ben sviluppata, non da decisioni improvvisate”, ha affermato.

Negli ultimi anni, l’Ungheria è stata governata da diversi stati di emergenza, che hanno permesso al Governo di aggirare le normali procedure parlamentari: una pratica che, secondo l’opposizione, mina la prevedibilità e la fiducia degli investitori.

Promesse riforme sanitarie, del debito e fiscali

Oltre all’euro, la piattaforma economica del Partito Tisza include diverse promesse interessanti:

  • mantenere ed espandere i tetti di prezzo delle utenze domestiche
  • ridurre i costi degli interessi sul debito pubblico
  • stanziare altri 500 miliardi di fiorini (1,3 miliardi di euro) per affrontare i problemi più urgenti della sanità pubblica
  • introdurre quello che Kapitány ha descritto come un sistema fiscale “più amichevole” e più sensibile alla società

L’impegno per la sanità, in particolare, potrebbe risuonare con gli elettori, dato che gli ospedali e le cliniche in tutta l’Ungheria continuano a lottare con la carenza di personale, le lunghe liste d’attesa e l’invecchiamento delle infrastrutture.

“L’economia è frenata”

Kapitány ha criticato aspramente il modello economico dell’attuale Governo, sostenendo che i favoritismi e le imprese legate alla politica stanno distorcendo la concorrenza.

Secondo lui, la crescita viene soffocata perché un “gruppo selezionato” riceve il sostegno dello Stato, mentre la vera concorrenza di mercato viene indebolita. Questi attori protetti, ha affermato, spesso non riescono a competere a livello internazionale.

Ha anche accusato il Governo di sprecare ingenti somme in investimenti inutili, cambiando costantemente direzione politica.

“Il gabinetto continua a tirare il volante a destra e a sinistra”, ha suggerito, descrivendo l’approccio come imprevedibile e inefficiente.

Esperienza sotto esame

Essendo arrivato di recente nella politica del partito, Kapitány ha affrontato le critiche per la sua mancanza di esperienza nella politica macroeconomica. Ha respinto gli attacchi come controproducenti e politicamente motivati.

Ritiene che i partiti al governo riconoscano la minaccia rappresentata da quello che ha definito un movimento Tisza “fresco e giovane”, sostenuto da professionisti esperti.

Sono emerse anche speculazioni sul fatto che potrebbe emergere come futuro candidato premier, sebbene la sua attenzione attuale rimanga sulla pianificazione economica e sulla diversificazione energetica.

Un nuovo sfidante sulla scena

Il Tisza Party, che ha guadagnato slancio negli ultimi mesi, si sta posizionando come un’alternativa tecnocratica e orientata alla competenza all’attuale leadership. Con promesse di adozione dell’euro, investimenti nella sanità e una governance più prevedibile, il partito si rivolge chiaramente agli elettori frustrati dalla crescita stagnante e dall’aumento del costo della vita.

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