Meno tasse per i meno fortunati, abbandono dell’energia russa: Il Partito Tisza svela il suo programma politico

L’opposizione ungherese del Partito Tisza ha presentato un programma politico completo che delinea la sua visione per quella che definisce una “Ungheria funzionale e umana”, impegnandosi a realizzare una riforma istituzionale, un rinnovamento economico e una rottura decisiva con quelli che descrive come anni di stagnazione politica e cattura dello Stato.
Péter Magyar e il Partito Tisza hanno rivelato il loro programma
Il documento di 240 pagine, pubblicato sul sito web del partito dopo mesi di preparazione, è stato redatto con il coinvolgimento di oltre mille esperti che lavorano in sessanta gruppi specializzati. Secondo i leader del partito, il programma è inteso come un progetto di governo piuttosto che un manifesto elettorale, e affronta i problemi strutturali dell’economia, dei servizi pubblici e dello Stato di diritto.
Nel suo capitolo introduttivo, il Tisza Party sostiene che un futuro governo dovrà concentrarsi “fin dal primo momento” sul ripristino dell’assistenza sanitaria, dell’istruzione, dei servizi sociali, della protezione dell’infanzia e dei trasporti pubblici, garantendo al contempo i fondi UE congelati e riavviando la crescita economica. Come scrive 444, il documento si impegna anche a ricostruire lo Stato di diritto, a recuperare i beni pubblici sottratti e a garantire che il potere politico non protegga più le malefatte.
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Quattro pilastri della riforma
Il programma è strutturato su quattro grandi pilastri, scrive 24.hu. Il primo, “Un Paese prospero e di successo”, è incentrato sullo sviluppo economico e sulla crescita. Il suo fulcro è il Programma di sviluppo economico di Ganz Ábrahám, che darebbe priorità alle piccole e medie imprese, ridurrebbe l’IVA e introdurrebbe un sistema fiscale più progressivo. Il partito propone tasse più basse per i lavoratori e una maggiore responsabilità per i lavoratori più ricchi, oltre a tagli a quelle che considera sovvenzioni distorsive per le grandi multinazionali.
Il secondo pilastro, “Un Paese pacifico e ordinato”, si concentra sulla sicurezza e sulla stabilità. Il Partito Tisza mantiene una posizione ferma contro l’immigrazione illegale, impegnandosi a mantenere la recinzione del confine meridionale e a rafforzare la protezione delle frontiere. Viene affrontato anche il tema del declino demografico, con l’obiettivo dichiarato di arrestare la perdita di popolazione entro il 2035 e di riportare la popolazione ungherese sopra i dieci milioni entro la metà del secolo. Il programma rivede anche l’autonomia dei governi locali, sostenendo la necessità di comuni più forti e di un processo decisionale decentralizzato.
Nel terzo pilastro, intitolato “Un Paese libero e felice”, l’accento si sposta sul benessere sociale e sulla qualità della vita. Il Partito Tisza promette aumenti mirati delle pensioni, misure immediate di sostegno al reddito per i pensionati e il mantenimento delle pensioni di tredicesima e quattordicesima. L’iniziativa faro “Famiglia al 100%” mira a spezzare i cicli di povertà attraverso una politica sociale coordinata, mentre le misure specifiche riguardano l’inclusione dei Rom e la parità di accesso all’istruzione.
Il quarto pilastro, “Un Paese pulito e lungimirante”, affronta la sostenibilità e la resilienza a lungo termine. Le proposte includono la modernizzazione dei servizi pubblici digitali, il sostegno alla digitalizzazione delle PMI, l’aumento della trasparenza dei dati in possesso dello Stato e lo sfruttamento dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione. La protezione dell’ambiente, la politica climatica e gli investimenti ecologici sono i punti salienti di questa sezione.
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Energia, istruzione e Stato di diritto
Parlando alla presentazione del programma, il leader del Partito Tisza Péter Magyar ha detto che gli ungheresi non si aspettano “miracoli”, ma vogliono uno Stato che funzioni. Ha sostenuto che la responsabilità politica è mancata per decenni e ha avvertito che l’Ungheria sta affrontando una profonda crisi sociale, morale ed economica che non può essere risolta da un giorno all’altro.
La politica energetica è stata evidenziata da István Kapitány, che ha promesso di eliminare la dipendenza dell’Ungheria dall’energia russa entro il 2035 attraverso la diversificazione, gli investimenti nell’efficienza energetica e una grande espansione delle energie rinnovabili. Il partito rivedrà anche il progetto nucleare Paks II e rivaluterà le strutture dei prezzi della rete.
Per quanto riguarda l’istruzione, il programma promette il ripristino di un Ministero dell’Istruzione indipendente, un aumento di stipendio del 25% per il personale di supporto, una riduzione degli oneri amministrativi per gli insegnanti, una maggiore libertà metodologica e il ripristino dell’autonomia universitaria. Verrà inoltre smantellato il monopolio statale dei libri di testo.
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Sanità, politica sociale e ambiente
Le proposte in materia di sanità includono l’aumento della spesa sanitaria pubblica al 7% del PIL entro il 2030, la riduzione dei tempi di attesa, il potenziamento degli ospedali regionali e la concessione al Ministro della Salute del potere di veto sulle decisioni governative ritenute dannose per la salute pubblica. Il Partito Tisza mira anche ad aumentare l’aspettativa di vita a 80 anni entro il 2035, attraverso politiche incentrate sulla prevenzione.
Per quanto riguarda la politica sociale, il Partito Tisza raddoppierà gli assegni familiari e le indennità di maternità, amplierà il congedo di paternità retribuito, investirà nelle strutture di assistenza agli anziani e aumenterà i salari nel settore sociale. Si è anche impegnato a indagare a fondo sugli abusi nella protezione dei bambini da parte dello Stato e a risarcire le vittime.
Gli investimenti controversi dal punto di vista ambientale, in particolare gli impianti di batterie, saranno sottoposti a una rigorosa revisione, mentre sarà creato un nuovo ministero dedicato alla protezione ambientale, alla gestione delle acque e al benessere degli animali.
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Dove troverebbero i fondi per tutti questi progetti?
Secondo l’esperto di bilancio András Kármán, i finanziamenti deriverebbero dal ripristino dei fondi UE, dall’eliminazione della corruzione, dalla fine delle sovvenzioni a sfondo politico e dal recupero dei beni pubblici. Il partito stima che queste misure potrebbero generare diverse migliaia di miliardi di fiorini in risorse aggiuntive.

