L’Ungheria chiede all’UE di revocare le sanzioni sul petrolio russo dopo che gli Stati Uniti hanno alleggerito le restrizioni

Il Ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha invitato l’Unione Europea a sospendere le sanzioni sul petrolio russo, sostenendo che il mantenimento delle restrizioni potrebbe far aumentare i prezzi del carburante in tutta Europa, mentre gli Stati Uniti alleggeriscono temporaneamente le proprie misure. Le osservazioni sono state pubblicate venerdì in risposta a una decisione degli Stati Uniti che, secondo Szijjártó, consentirebbe a più petrolio russo di raggiungere i mercati globali via mare e di aumentare l’offerta.

I commenti sono stati riportati dall’Agenzia Anadolu.

Perché l’Ungheria dice che l’UE potrebbe subire un aumento dei prezzi del carburante

Szijjártó ha detto che la decisione di Washington di sospendere le sanzioni sul petrolio russo trasportato via mare – collegata nel rapporto alle interruzioni derivanti dal conflitto in Medio Oriente – aumenterebbe l’offerta globale e potrebbe ridurre i prezzi, che secondo il rapporto erano scambiati intorno ai 100 dollari al barile venerdì.

In un post su X citato da Anadolu, Szijjártó ha sostenuto che l’Europa non beneficerebbe di questo sviluppo perché il petrolio russo rimane vietato dal mercato europeo secondo la politica dell’UE. Ha esortato Bruxelles a riconsiderare e a “seguire l’esempio americano” sospendendo le restrizioni sulle forniture di petrolio russo, affermando che il ritorno di questi volumi potrebbe contribuire a frenare l’aumento dei prezzi.

Ha anche avvertito che i prezzi del carburante stanno aumentando in tutta Europa, a causa dell’aumento dei costi della benzina e del diesel, e ha invitato l’UE a rinunciare alla sanzione sul petrolio russo.

La misura statunitense: temporanea e limitata, secondo Washington

Secondo il riassunto di Anadolu, giovedì gli Stati Uniti hanno autorizzato temporaneamente l’acquisto di petrolio russo già bloccato in mare, descrivendo la mossa come un tentativo di stabilizzare i mercati energetici globali.

Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent, come citato nel rapporto, l’ha definita una “misura a breve termine e su misura” che si applica solo al petrolio già in transito. L’esenzione del Dipartimento del Tesoro che consente gli acquisti di petrolio russo in mare scadrà l’11 aprile, ha riferito Anadolu.

Critiche dell’UE: “decisione unilaterale” e preoccupazioni per la sicurezza

L’UE, tuttavia, ha criticato il passo degli Stati Uniti come una “decisione unilaterale”, ha detto Anadolu.

Il Presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, citato nel rapporto, l’ha definita “molto preoccupante” e ha avvertito che potrebbe influire sulla sicurezza europea. In una dichiarazione su X citata da Anadolu, Costa ha sostenuto che l’aumento della pressione economica sulla Russia è decisivo per spingerla verso negoziati seri per una pace giusta e duratura, e che l’indebolimento delle sanzioni aumenta le risorse della Russia per condurre una guerra contro l’Ucraina.

Riserve strategiche: comunicati aggiuntivi citati nel rapporto

Anadolu ha anche riferito che il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha deciso di rilasciare 172 milioni di barili di petrolio dalla Riserva Petrolifera Strategica.

La mossa ha seguito un accordo da parte dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, composta da 32 membri, di rilasciare circa 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche – descritto da Anadolu come il più grande rilascio coordinato nella storia dell’agenzia.

Cosa significa politicamente all’interno dell’UE

I commenti di Szijjártó evidenziano una linea di faglia familiare all’interno dell’Unione Europea: l’equilibrio tra le pressioni economiche in patria (compresi i costi energetici) e l’obiettivo politico di mantenere la pressione sulla Russia attraverso le sanzioni.

Nella visione dell’Ungheria, l’allentamento temporaneo delle restrizioni potrebbe essere giustificato come un passo di protezione dei consumatori in un momento di stress del mercato. Nella visione della leadership dell’UE, l’indebolimento delle sanzioni rischia di compromettere gli obiettivi di sicurezza più ampi legati alla guerra in Ucraina.

Con Washington che presenta la sua misura come limitata nel tempo e ristretta, la domanda immediata per le capitali dell’UE è se questo episodio aumenti la pressione per rivedere la posizione del blocco – o se Bruxelles invece raddoppierà l’argomentazione che le sanzioni devono rimanere ferme, anche se i mercati energetici si irrigidiscono.

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