Il Ministro Szijjártó ha informato Lavrov durante i colloqui con l’UE e si è offerto di inoltrare dei documenti? Qui le registrazioni trapelate!

Un nuovo rapporto investigativo di VSquare sostiene che il Ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha tenuto diverse telefonate con il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov tra il 2023 e il 2025, compresa una conversazione fatta durante una pausa di una riunione del Consiglio Europeo sull’Ucraina e i colloqui di adesione all’UE della Moldavia.

Secondo il rapporto, Szijjártó non solo ha aggiornato Lavrov sulle discussioni sensibili dell’UE, ma ha anche indicato che avrebbe fatto inoltrare un documento alla parte russa attraverso i canali diplomatici.

Per i lettori internazionali: L’Ungheria è un membro dell’UE e della NATO, ma il Governo del Primo Ministro Viktor Orbán è stato spesso una voce fuori dal coro per quanto riguarda la politica della Russia e dell’Ucraina all’interno del blocco, scontrandosi regolarmente con i partner per quanto riguarda le sanzioni, il sostegno militare e il percorso di integrazione dell’Ucraina.

Ciò che VSquare sostiene sia accaduto durante una pausa del vertice UE

L’articolodi VSquare inizia con gli eventi del 2023, quando i leader dell’UE si sono riuniti in una riunione del Consiglio Europeo per discutere l’avvio dei colloqui di adesione all’UE con l’Ucraina e la Moldavia.

Orbán, che inizialmente aveva minacciato un veto, ha partecipato al vertice accompagnato da Szijjártó. Durante una pausa, il Ministro degli Esteri ungherese avrebbe chiamato Lavrov e lo avrebbe informato sullo stato dei colloqui.

Nella trascrizione citata dal rapporto, Lavrov risponde positivamente a ciò che sente e fa un’osservazione interpretata come un’approvazione delle tattiche di pressione, dicendo che a volte il “ricatto aperto” può essere la soluzione migliore.

La minaccia di veto non ha bloccato la decisione

Il rapporto racconta anche come il tentativo di bloccare la strategia alla fine sia fallito. Secondo l’articolo, Orbán ha lasciato la stanza durante la votazione – dopo che il Cancelliere tedesco lo avrebbe incoraggiato a uscire per prendere un caffè – permettendo ai restanti 26 leader dell’UE di adottare la decisione.

Szijjártó, secondo il rapporto, è rimasto nella sede fino alla fine dei colloqui.

Affermazioni dell’informatore e un ritratto controverso

Un elemento centrale – e molto carico – del rapporto è la sua caratterizzazione della relazione Szijjártó-Lavrov.

VSquare sostiene che le telefonate suggeriscono che il ruolo di Szijjártó andava oltre il contatto diplomatico generale, sostenendo che egli ha fornito a Lavrov “informazioni preziose” su come una “coalizione occidentale” mirava ad aumentare la pressione sulla Russia per porre fine alla guerra.

Una fonte descritta come una figura dell’intelligence è citata per dire che la relazione assomigliava a quella di un supervisore e di un agente, piuttosto che a due ministri degli Esteri alla pari. Questa è un’affermazione presentata nel rapporto investigativo; non è verificata in modo indipendente nel testo fornito.

Una chiamata del 2024 legata alla visita di Orbán a Kyiv e a un incontro programmato con Putin

Il rapporto evidenzia anche una telefonata del 2024 che avrebbe avuto luogo lo stesso giorno in cui Orbán ha visitato il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Kyiv.

Secondo VSquare, Szijjártó ha chiamato Lavrov in seguito per informarlo su quanto accaduto tra Orbán e Zelensky. Secondo quanto riferito, ha anche cercato informazioni sulla possibilità che il Presidente russo Vladimir Putin riceva Orbán prima di un vertice della NATO, perché Orbán voleva spiegare a Putin le conseguenze dell’incontro di Kyiv.

VSquare sostiene inoltre che questo piano per un incontro Orbán-Putin è stato tenuto segreto agli alleati dell’UE e della NATO, con funzionari europei che ritengono che la segretezza sia stata intenzionale per evitare che i partner cercassero di bloccare l’incontro.

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Accusa di trasferimento di documenti: “Te lo mando io. Nessun problema”.

Una delle affermazioni più concrete del rapporto riguarda una presunta richiesta da parte di Lavrov di un documento specifico relativo all’avvio dei negoziati di adesione dell’Ucraina.

Secondo la trascrizione citata da VSquare, Lavrov ha detto di aver chiamato per chiedere i dettagli relativi all’apertura dei colloqui, compresi i rapporti secondo cui la questione delle lingue minoritarie nazionali ha giocato un ruolo decisivo.

https://www.youtube.com/watch?v=1i5PkSo3gPM

Lavrov avrebbe detto che avrebbe cercato di ottenere il documento esatto. Szijjártó avrebbe risposto immediatamente: “Glielo manderò. Nessun problema”.

Il rapporto afferma che Szijjártó ha poi descritto un canale attraverso l’ambasciata ungherese, dicendo che avrebbe inviato il documento all’ambasciata ungherese a Mosca e che il suo ambasciatore lo avrebbe inoltrato al capo dello staff di Lavrov.

Un funzionario dell’UE è stato citato per aver affermato con “certezza al 99%” che il documento era il quadro negoziale – ma ha anche suggerito che era già stato reso pubblico, sollevando domande sul perché Lavrov lo abbia richiesto. Una fonte di intelligence occidentale citata da VSquare suggerisce che Lavrov potrebbe aver “testato” fino a che punto Szijjártó si sarebbe spinto nel fornire informazioni.

https://www.youtube.com/watch?v=YlRPWpf19PI

Perché la storia è importante

Se le accuse si rivelano vere, sollevano seri interrogativi sulla condotta dell’Ungheria nei processi decisionali dell’UE, in un momento in cui le tensioni si stanno intensificando a causa della guerra della Russia contro l’Ucraina.

Questa storia è anche collegata alla disputa di lunga data tra Budapest e Bruxelles sulla politica dell’Ucraina, in cui si sostiene che l’Ungheria abbia usato la questione dei diritti della minoranza ungherese in Ucraina per rallentare il processo di adesione di Kyiv all’UE. Allo stesso tempo, l’Ucraina si rifiuta di rispettare gli standard delle minoranze europee; gli studenti ungheresi non possono studiare nella loro lingua madre e Kyiv non è disposta a fare alcuna concessione in merito. Se ci pensiamo bene, sarebbe una mossa intelligente da parte di Kyiv concedere i tanto attesi diritti delle minoranze, non solo agli ungheresi ma a tutte le minoranze che vivono in Ucraina.

Come abbiamo scritto oggi, il piano in 12 punti Ungheria-Russia è stato reso pubblico, mentre Orbán e Putin cercano legami più stretti.

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