L’Ambasciata della Palestina in Ungheria condivide i messaggi degli attivisti ungheresi in occasione della Giornata dei Prigionieri.

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In occasione della Giornata dei Prigionieri Palestinesi, l’Ambasciata dello Stato di Palestina in Ungheria ha prodotto e pubblicato un video registrato dal titolo: “Dai liberati alla Palestina – Un messaggio nella Giornata dei Prigionieri”.
Il messaggio video, che si è aperto con l’Ambasciatore dello Stato di Palestina in Ungheria, Dr. Fadi Elhusseini, in piedi per rendere omaggio ai prigionieri, ha visto la partecipazione di circa 22 attivisti ungheresi. Tra questi, l’artista ungherese “G Ras”, che ha cantato per una Palestina libera davanti a centinaia di migliaia di ungheresi alla vigilia delle elezioni parlamentari, nonché l’attivista Richard Walter, partecipante alla Global Steadfastness Flotilla diretta a rompere il blocco di Gaza, che ha registrato il suo messaggio dal mare.
Il video includeva anche diversi attivisti noti in Ungheria, oltre ad Amir Al-Atti, un bambino ungherese di origine palestinese, noto per aver recitato poesie ungheresi sulla liberazione risalenti agli anni ’50, tracciando paralleli tra i loro temi e l’attuale realtà palestinese. Il messaggio ha reso omaggio alla fermezza del popolo palestinese in generale e ai prigionieri in particolare, sottolineando che la giustizia non è vendetta e non può essere costruita sull’oppressione.
I partecipanti hanno chiesto: “Che tipo di giustizia è quella che mette la vittima sotto processo?”. Hanno sottolineato che dietro le sbarre si nascondono storie di dolore mai raccontate e che un essere umano è stato privato dei diritti più elementari. I partecipanti hanno anche espresso il loro rifiuto delle violazioni contro i prigionieri e la loro assoluta opposizione alle condanne a morte, chiedendo la loro immediata cessazione. Hanno sottolineato che il silenzio non giustifica l’ingiustizia, né nega i diritti – al contrario, il silenzio è complicità – impegnandosi a stare con i prigionieri e con la Palestina oggi e ogni giorno.
Il messaggio concludeva: “Poiché la libertà è indivisibile e la giustizia non cambia, diciamo: libertà e giustizia per i prigionieri palestinesi. Continueremo a cantare finché la Palestina non sarà libera: Libertà, libertà per la Palestina”.
L’immagine in primo piano è un’illustrazione. Fonte: depositphotos.com

