Il Ministro degli Esteri slovacco critica l’affermazione del Premier Magyar “l’Ungheria confina con se stessa”, mettendo in guardia dalla retorica irredentista

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È emersa una nuova controversia diplomatica tra l’Ungheria e la Slovacchia, dopo che il Primo Ministro Péter Magyar ha fatto delle osservazioni sulla situazione storica dell’Ungheria durante un discorso che celebrava la Giornata della Coesione Nazionale.

Parlando in Piazza Kossuth a Budapest giovedì, Magyar ha detto che l’Ungheria è “forse l’unico Paese al mondo che confina con se stesso”, un riferimento comunemente usato nelle discussioni sulle comunità ungheresi che vivono oltre gli attuali confini del Paese dopo il Trattato di Trianon del 1920.

Secondo Új Szó, i commenti hanno scatenato la risposta del Ministro degli Esteri slovacco Juraj Blanár, che ha accusato il Primo Ministro ungherese in un post su Facebook di promuovere un’interpretazione storica che potrebbe mettere in discussione i confini riconosciuti a livello internazionale.

Commenti fatti durante la commemorazione del Trianon

Durante la cerimonia del Giorno della Coesione Nazionale, che commemora la firma del Trattato di Trianon e la perdita di circa due terzi del territorio ungherese dopo la Prima Guerra Mondiale, Magyar ha sottolineato l’importanza di mantenere relazioni forti con i Paesi vicini.

Ha sostenuto che l’Ungheria dovrebbe essere un partner e un alleato affidabile nella regione, aggiungendo che questo è particolarmente importante perché l’Ungheria è “forse l’unico Paese al mondo che confina con se stesso”.

Il Primo Ministro ha anche affermato che il dialogo con diversi partner regionali, tra cui il Gruppo di Visegrád, si è deteriorato negli ultimi anni e deve essere ricostruito.

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Foto: Agenzia Anadolu

Il ministro slovacco respinge la dichiarazione

In una dichiarazione rilasciata dal Ministero degli Esteri slovacco, Blanár ha respinto fermamente i commenti di Magyar.

“No, signor Primo Ministro dell’Ungheria”, ha detto. “I vostri confini, e quindi i nostri, sono stati chiaramente stabiliti dai negoziati di pace del Trianon dopo la Prima Guerra Mondiale e riaffermati dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando l’Ungheria era dalla parte della sconfitta”.

Il Ministro degli Esteri slovacco ha sottolineato che la Slovacchia rifiuta qualsiasi messa in discussione dei suoi confini, della sua integrità territoriale e della sua sovranità.

Ha aggiunto che le relazioni amichevoli e costruttive tra l’Ungheria e la Slovacchia possono continuare solo senza quelli che ha definito “falsi toni irredentisti” e tentativi di mettere in discussione i fatti storici.

Decreti Beneš sollevati anche nel discorso

Un’altra questione delicata menzionata da Magyar ha riguardato i decreti Beneš, una serie di misure postbelliche che hanno colpito l’etnia ungherese e tedesca nell’ex Cecoslovacchia.

Il Primo Ministro ungherese ha detto che l’Ungheria deve difendere i cittadini di etnia ungherese in Slovacchia che, secondo lui, devono ancora affrontare le confische di proprietà basate sui decreti. Ha affermato che tali casi continuano a verificarsi e ha criticato la legislazione che impedisce di impugnare i decreti.

Queste osservazioni sono state notate anche nella copertura mediatica slovacca del discorso.

Se se l’è perso: L’Ungheria celebra la Giornata della Coesione Nazionale, i leader riflettono sul Trattato di Trianon e sull’unità nazionale

Una frase che ha già suscitato polemiche in passato

L’espressione che l’Ungheria “confina con se stessa” non è nuova nel discorso politico ungherese ed è stata utilizzata dai politici di tutto lo spettro politico quando si riferiscono alle comunità ungheresi che vivono nei Paesi vicini.

Secondo quanto riportato dai media slovacchi, un’espressione simile ha già causato tensioni diplomatiche tra Budapest e Bratislava. Nel 2010, anche l’allora Ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lajčák ha criticato la frase, secondo Telex.

Nonostante la forte reazione ai commenti di Magyar, questa volta i funzionari slovacchi non si sono opposti al suo uso del termine “Felvidék” (Alta Ungheria), che è stato anche una fonte ricorrente di controversie nelle relazioni bilaterali.

Cosa succederà? Péter Magyar dà una notizia importante: un accordo di ampio respiro con l’Ucraina – il veto all’adesione dell’Ucraina all’UE potrebbe essere revocato.

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