La corsa europea ai talenti: cinque insegnamenti dal QS Higher Education Summit 2026

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Budapest ha appena ospitato uno dei più influenti incontri europei tra rettori universitari, responsabili politici, dirigenti aziendali e rappresentanti governativi. Oltre 600 delegati provenienti da circa 60 paesi hanno partecipato al QS Higher Education Summit: Europe, ospitato dall’Università Széchenyi István.
Sebbene le discussioni si siano concentrate sulle università, il vero tema di confronto riguardava qualcosa di molto più ampio: la capacità dell’Europa di rimanere competitiva in un’epoca caratterizzata dall’intelligenza artificiale, dal declino demografico e dall’incertezza geopolitica.
Il messaggio era chiaro: i paesi che avranno successo nei prossimi decenni non saranno necessariamente quelli con le economie più grandi o i computer più veloci, ma quelli che sapranno sviluppare, attrarre e trattenere i migliori talenti.
Le cinque lezioni principali del QS Higher Education Summit
1. Il talento è la più grande risorsa strategica dell’Europa
L’Europa non può competere con ogni regione in termini di popolazione o crescita economica. Il suo vantaggio risiede altrove: nella qualità delle sue persone.
In quasi tutte le sessioni, i relatori hanno sostenuto che le università sono diventate risorse strategiche nazionali. Il loro ruolo non è più semplicemente quello di formare gli studenti, ma di aiutare i paesi a sviluppare la forza lavoro, la capacità di innovazione e l’eccellenza nella ricerca necessarie per rimanere competitivi a livello globale.
Per l’Ungheria, ciò rappresenta un’opportunità. Le università ungheresi hanno costantemente accresciuto la propria visibilità internazionale, mentre i legami più saldi con i partner globali stanno contribuendo a posizionare il Paese come una destinazione sempre più attraente per la ricerca, gli investimenti e l’innovazione.
2. L’intelligenza artificiale cambierà il mondo del lavoro, ma le persone saranno più importanti che mai
L’intelligenza artificiale ha dominato l’ordine del giorno, eppure il clima era ben lungi dall’essere pessimistico.
Anziché sostituire in massa i neolaureati, si prevede che l’intelligenza artificiale ridefinisca quasi ogni professione. Le attività di routine saranno sempre più automatizzate, rendendo le qualità tipicamente umane — capacità di giudizio, creatività, ragionamento etico, pensiero critico e collaborazione — più preziose che mai.
L’ex campionessa mondiale di scacchi Judit Polgár ha forse sintetizzato al meglio il concetto. Ha ammonito che la tecnologia non dovrebbe mai sostituirsi al pensiero. Il vero pericolo non è l’intelligenza artificiale in sé, ma il fatto di permettere alla tecnologia di pensare al posto nostro.
Il futuro non appartiene a chi sa semplicemente utilizzare l’IA, ma a chi sa quando metterla in discussione.

3. Il futuro appartiene a chi continua ad apprendere per tutta la vita
Per generazioni, l’istruzione è stata un percorso che le persone completavano intorno ai vent’anni.
Quel modello sta scomparendo.
Mentre la tecnologia trasforma il mondo del lavoro a un ritmo mai visto prima, l’apprendimento continuo sta diventando una necessità economica. Le università si considerano sempre più non come luoghi che le persone lasciano dopo la laurea, ma come partner per tutta la vita che sostengono i lavoratori nel corso della loro carriera.
Che si abbia 22 o 52 anni, l’acquisizione di nuove competenze diventerà una parte normale della vita lavorativa.
4. Il vantaggio competitivo dell’Europa è la collaborazione
Un aspetto ha contraddistinto l’Europa da molti dei suoi concorrenti globali.
Mentre altre regioni spesso competono puntando sulle dimensioni, l’Europa punta sulla collaborazione.
Da decenni, le università di tutto il continente hanno instaurato partnership di ricerca, programmi di scambio studentesco e reti scientifiche che poche regioni possono eguagliare. I relatori hanno ripetutamente sostenuto che il punto di forza principale dell’Europa non risiede nelle singole istituzioni, bensì nella capacità di collaborare oltre i confini nazionali.
L’Ungheria ne ha offerto un eccellente esempio. Nel corso del vertice, l’Università Széchenyi István ha messo in evidenza la sua stretta collaborazione con Audi Hungaria: una partnership che dimostra come le università e l’industria possano promuovere congiuntamente l’innovazione, la ricerca e la crescita economica regionale.

5. Il divario di competenze più significativo non è di natura tecnica
Forse la conclusione più sorprendente del QS Higher Education Summit è stata che la maggiore carenza di competenze in Europa non riguarda la programmazione, l’ingegneria o l’intelligenza artificiale.
Si tratta delle competenze umane.
I datori di lavoro affermano sempre più spesso di poter insegnare le competenze tecniche. Ciò che è molto più difficile da sviluppare sono la comunicazione, la resilienza, il lavoro di squadra, la leadership, l’adattabilità e il buon senso.
Man mano che l’intelligenza artificiale diventa più avanzata, queste qualità tipicamente umane assumono un valore sempre maggiore.
La domanda che le università si trovano ad affrontare sta quindi passando da «Cosa dovrebbero sapere gli studenti?» a «Che tipo di persone dovrebbero diventare?».
Se ve lo siete perso – Istruzione superiore e industria: la SZE ospita i partecipanti alla giornata inaugurale del QS Europe Summit a Győr
Perché questo è importante per l’Ungheria
Ospitare il QS Higher Education Summit: Europe è stato molto più che accogliere i delegati internazionali a Budapest.
Ha rispecchiato la crescente fiducia dell’Ungheria nel panorama dell’istruzione superiore europea e ha messo in luce l’ambizione del Paese di rafforzare la propria posizione come polo di riferimento per il talento, la ricerca e l’innovazione.
Il vertice ha inoltre rafforzato un messaggio più ampio che va ben oltre le università.
La futura competitività dell’Europa non sarà determinata esclusivamente dall’intelligenza artificiale. Dipenderà dalla capacità dei paesi di formare laureati dotati di capacità di adattamento, promuovere l’innovazione, instaurare partnership tra università e datori di lavoro e creare opportunità che incoraggino le persone di talento a rimanere e a realizzarsi.
Nella corsa alla competitività globale, il talento sta diventando la risorsa più preziosa dell’Europa — e investire nelle persone potrebbe rivelarsi la strategia più intelligente del continente.

Daily News Hungary è stato il principale partner mediatico del QS Higher Education Summit 2026.
Quali saranno i prossimi passi? Le università ungheresi si stanno internazionalizzando: cosa significa questo per gli studenti e per il mondo del lavoro? – INTERVISTA a Eszter Lukács

