La nuova sede culturale di Orbán a Gerusalemme sorge in un quartiere di lusso, ma i finanziamenti e i documenti sono tenuti nascosti

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Un’istituzione culturale ungherese di recente fondazione a Gerusalemme ha attirato l’attenzione dopo che alcune inchieste hanno rivelato la mancanza di documentazione accessibile al pubblico riguardo al suo status giuridico, ai finanziamenti e alle attività. Secondo un’inchiesta giornalistica condotta da Átlátszó, l’accademia sembra operare nell’ambito della rete di diplomazia culturale dell’Ungheria, ma i dettagli fondamentali relativi alla sua creazione non sono chiari.
L’Accademia ha aperto i battenti in un quartiere d’élite di Gerusalemme
La Jeruzsálemi Magyar Akadémia (Accademia ungherese di Gerusalemme) ha aperto ufficialmente i battenti nel dicembre 2025 nel quartiere esclusivo di Talbiyeh, uno dei quartieri più prestigiosi di Gerusalemme. Secondo Átlátszó, l’istituzione opera in una posizione privilegiata, vicino all’edificio della YMCA (Young Men’s Christian Association) e a diverse sedi diplomatiche, tra cui le missioni della Repubblica Ceca e della Slovacchia.
L’Accademia si è presentata come fiore all’occhiello della diplomazia culturale ungherese e ha lanciato una propria rivista accademica, l ’«Hungarian Academy in Jerusalem Journal». Tuttavia, nonostante l’immagine che ne viene data al pubblico, sono disponibili poche informazioni verificabili riguardo alla sua base giuridica, al bilancio o alla struttura proprietaria.
Non vi è alcuna documentazione pubblica chiara relativa ai finanziamenti o alla base giuridica
Átlátszó riferisce che non è stato rintracciato alcun decreto di fondazione, decisione governativa o documentazione ufficiale relativa al bilancio in relazione all’istituzione. Il sito web dell’Accademia contiene informazioni minime, manca di elementi fondamentali di trasparenza quali i dati editoriali e non fornisce dettagli sul personale, sulle fonti di finanziamento o sulla struttura di governance.

Ciononostante, l’istituzione è elencata come parte della rete culture.hu, il che suggerisce che possa operare sotto l’egida dei ministeri ungheresi della Cultura o degli Affari esteri. Secondo l’indagine, né il Ministero della Cultura e dell’Innovazione né il Ministero degli Affari Esteri e del Commercio hanno pubblicato alcuna dotazione di bilancio identificabile o alcun accordo formale relativo all’Accademia.
Dirigenza e attività accademiche
L’Accademia è guidata dall’archeologo classico Győző Vörös, nominato direttore fino al 2030. Vörös ha già ricevuto un’onorificenza dal Vaticano e vanta un percorso accademico controverso, che include dibattiti passati sulle interpretazioni archeologiche in Egitto.
Egli ha descritto l’istituzione come parte integrante di una narrazione storica della presenza ungherese a Gerusalemme, inquadrandola come la continuazione di legami culturali secolari. L’Accademia ha inoltre avviato la pubblicazione di una propria rivista in lingua inglese, con contributi di studiosi ungheresi, tra cui figure precedentemente legate a istituti di ricerca nel settore della difesa.
Missione diplomatica o culturale?
Secondo quanto riportato dai media israeliani, l’istituzione sarebbe stata descritta non solo come un centro culturale, ma in alcuni casi anche come una «missione straniera» o una «sede distaccata dell’ambasciata», il che solleva interrogativi sul suo esatto status diplomatico. Il «Times of Israel» aveva precedentemente riportato che l’Ungheriaaveva «issato la propria bandiera»sopra l’istituzione di recente istituzione. Tuttavia, l’Accademia non figura nei registri israeliani delle organizzazioni senza scopo di lucro né in quelli delle società, il che complica ulteriormente la sua classificazione.
Bilancio sconosciuto, attività limitate
Secondo Átlátszó, non esiste un bilancio pubblicamente identificabile per l’accademia, né alcuna trasparenza riguardo al numero di dipendenti o ai costi operativi. Il calendario delle attività dell’istituzione non riporterebbe alcun evento aperto al pubblico dalla sua apertura, nonostante il lancio della sua pubblicazione accademica e della sua presenza online. L’indagine rileva inoltre che non è pervenuta alcuna risposta alle richieste di accesso alle informazioni presentate ai ministeri e agli enti statali ungheresi competenti.
Parte della strategia di diplomazia culturale
La creazione dell’Accademia di Gerusalemme fa seguito a precedenti iniziative diplomatiche ungheresi nella città, tra cui l’apertura nel 2019 di un ufficio di rappresentanza commerciale ungherese, inaugurato congiuntamente dal Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dal Ministro degli Esteri Péter Szijjártó. Mentre i sostenitori descrivono l’Accademia come parte della presenza culturale di lunga data dell’Ungheria a Gerusalemme, i critici citati nel rapporto ne mettono in discussione la trasparenza e la chiarezza istituzionale.
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