Lo Stato ungherese torna ad espandersi: il governo magiaro riporta le università sotto il controllo statale

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Il governo ha avviato la riorganizzazione delle fondazioni per la gestione dei beni di interesse pubblico (KEKVA), come ha dichiarato in un comunicato martedì. Ciò significa che lo Stato ungherese riprenderà il controllo delle proprie università dalle fondazioni KEKVA.
Le università ungheresi tornano sotto il controllo dello Stato
L’obiettivo è quello di creare un sistema più chiaro, trasparente e responsabile per la gestione dei compiti statali, dei beni dello Stato e delle istituzioni finanziate con fondi pubblici, si legge nel comunicato. Il sedicesimo emendamento costituzionale e le modifiche legislative hanno consentito al governo di avviare la ristrutturazione delle fondazioni, che gestiscono i beni dello Stato e svolgono compiti pubblici. Regole e scadenze diverse si applicano alle fondazioni che gestiscono le università e a quelle che svolgono altri compiti pubblici, ha scritto l’agenzia di stampa ungherese.
La riforma si è resa necessaria poiché le fondazioni operavano come se fossero enti privati pur gestendo il patrimonio statale e spesso perseguendo attività di natura politica, ha affermato il governo.
Secondo l’Ufficio di revisione contabile dello Stato, entro il 2024 erano stati trasferiti a queste fondazioni oltre 3.000 miliardi di fiorini (7,8 miliardi di euro) di beni pubblici. Il governo precedente aveva inoltre rinunciato al pagamento di dividendi annuali per un valore di decine di miliardi di fiorini quando aveva trasferito alle fondazioni le partecipazioni statali in società redditizie quali la compagnia petrolifera e del gas MOL e il colosso farmaceutico ungherese Richter.

Influenzata dalla politica
Gli organi decisionali delle fondazioni erano fortemente influenzati dalla politica, con figure legate al precedente governo, tra cui alcuni ministri, nominate nei rispettivi consigli di amministrazione. Le decisioni venivano spesso prese senza tener conto di considerazioni di natura professionale o di interesse pubblico, e le cariche nei consigli di amministrazione erano spesso a vita, come sottolineato nella dichiarazione.
Di conseguenza, ingenti beni pubblici sono stati sottratti al controllo dello Stato e la gestione delle istituzioni è diventata incerta, antieconomica e poco professionale. È per questo motivo che il governo ha deciso di sciogliere le fondazioni e di riorganizzare i compiti pubblici da esse svolti, si legge nella dichiarazione.
Le fondazioni pubbliche non universitarie devono essere sciolte entro il 31 luglio. Per le fondazioni che gestiscono università, la legge prevede un periodo di transizione più lungo: cesseranno di esistere il 1° agosto 2027, al fine di garantire il funzionamento stabile e ininterrotto degli istituti di istruzione superiore.
Calendario definito
Un decreto governativo pubblicato lunedì nella Gazzetta Ufficiale ungherese ha designato il ministro che eserciterà i diritti di fondatore per ciascuna fondazione. Ciò crea le condizioni affinché lo Stato possa gestire il periodo di transizione con chiare responsabilità. Entro il 14 luglio, un decreto governativo dovrà disciplinare i dettagli, tra cui la data esatta di scioglimento di ciascuna fondazione, il futuro dei compiti pubblici e delle altre attività da esse svolte, nonché quali compiti pubblici non obbligatori lo Stato intenda continuare a svolgere, si legge nel comunicato.
Il decreto dovrà inoltre designare l’organismo centrale di bilancio che assumerà tali compiti ed eserciterà i diritti di proprietà sulle quote societarie trasferite allo Stato. Dovrà inoltre nominare un curatore fallimentare, ha aggiunto.
Il governo deciderà inoltre in che modo i singoli compiti pubblici e i beni continueranno a funzionare nell’ambito del quadro statale. Le fondazioni interessate dovranno ricevere istruzioni per redigere una relazione sulla propria situazione patrimoniale entro il 14 luglio e presentarla al ministero e al curatore fallimentare entro il 15 luglio.
Curatore fallimentare
Il curatore fallimentare supervisionerà gli aspetti finanziari e patrimoniali relativi alla chiusura della fondazione. Il suo ruolo è simile a quello di un revisore dei conti finale: dovrà esaminare le operazioni e la situazione patrimoniale della fondazione, garantire una corretta contabilità e tutelare i beni che tornano allo Stato.
Per le fondazioni con fondatori non statali si applicano norme speciali. In tali casi, i fondatori non statali possono decidere di continuare a gestire la fondazione. In tal caso, il patrimonio verrà suddiviso. I fondatori non statali devono dichiarare entro il 18 luglio se intendono continuare a gestire la fondazione come fondazione di gestione patrimoniale di interesse pubblico o come fondazione ai sensi del codice civile.
I diritti e gli obblighi delle fondazioni non universitarie saranno trasferiti allo Stato il 31 agosto, con il curatore fallimentare che agirà per conto dello Stato. Qualora un ente di bilancio centrale assuma i compiti di una fondazione, tale trasferimento avverrà anch’esso il 31 agosto di quest’anno.
Nel frattempo, le fondazioni di gestione patrimoniale di interesse pubblico che gestiscono le università cesseranno di esistere il 1° agosto 2027, ma il loro processo di trasformazione è già iniziato. Sono entrate in vigore nuove norme in materia di incompatibilità, trasparenza e divulgazione del patrimonio per rafforzare la vigilanza sulle attività delle fondazioni universitarie.
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I poteri torneranno nuovamente ai senati universitari
Con la revoca dei diritti del fondatore, verrà stabilita una responsabilità più chiara e saranno applicate garanzie più solide per l’utilizzo trasparente dei fondi pubblici. I membri dei consigli di amministrazione, molti dei quali sono stati nominati oltre quattro anni fa, saranno sostituiti tramite gare d’appalto aperte. Uno dei cambiamenti più importanti è che i poteri decisionali, precedentemente trasferiti dai senati universitari e dai vertici delle università ai consigli di amministrazione, torneranno alle università stesse.
Il periodo di transizione di un anno garantisce il funzionamento stabile e prevedibile degli istituti di istruzione superiore. Durante questo periodo, le attività degli istituti proseguiranno senza interruzioni, mentre avranno inizio ampie consultazioni con i vertici universitari, le organizzazioni studentesche, i sindacati e i professionisti dell’istruzione superiore. Il governo deciderà sul futuro dell’istruzione superiore ungherese in collaborazione con le comunità universitarie, si legge nella dichiarazione.
L’obiettivo del governo è garantire che la trasformazione delle fondazioni di gestione dei beni di interesse pubblico avvenga in modo ordinato, che lo svolgimento dei compiti pubblici non subisca interruzioni, che i beni pubblici siano tutelati e che le università acquisiscano maggiore autonomia, trasparenza e capacità decisionali a beneficio delle proprie comunità, conclude il comunicato.
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