Potrebbe profilarsi una svolta radicale per le criptovalute in Ungheria, poiché il governo si appresta ad allentare le rigide norme

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Un cambiamento significativo potrebbe profilarsi all’orizzonte per il mercato delle criptovalute ungherese, dopo che il nuovo governo magiaro ha presentato al Parlamento una proposta di legge volta ad alleggerire le controverse norme introdotte lo scorso anno.
Il governo intende rivedere le norme sulle criptovalute
Secondo la proposta pubblicata sul sito web del Parlamento, l’obiettivo generale rimane quello di garantire che i servizi legati alle criptovalute operino in modo sicuro, trasparente e tracciabile. Tuttavia, il governo sostiene ora che il mantenimento del cosiddetto requisito di convalida non sia più necessario, come riporta l’agenzia di stampa ungherese.
La relazione illustrativa afferma che il regime di convalida è diventato un obbligo che limita la concorrenza nel mercato dei servizi legati alle criptovalute, un obbligo insostenibile nel lungo termine e che dovrebbe pertanto essere gradualmente eliminato dalla normativa ungherese.

Il requisito di convalida, introdotto lo scorso anno, imponeva che la conversione delle cripto-attività fosse soggetta a certificazione di conformità da parte di un fornitore di servizi di convalida dotato di licenza separata. La norma ha suscitato aspre critiche da parte degli operatori del settore, i quali hanno sostenuto che essa comportasse notevoli oneri amministrativi mentre, per un periodo considerevole, non esisteva alcun sistema funzionante che rendesse la conformità praticabile nella realtà. Di conseguenza, diversi fornitori internazionali hanno ridimensionato le proprie attività in Ungheria e la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti del Paese.
Prevedibilità e tutela dei consumatori
Si prevede che l’emendamento appena presentato allinei maggiormente il quadro normativo ungherese al regolamento dell’Unione Europea sui mercati delle cripto-attività (MiCA), che istituisce un regime unificato per le cripto-attività in tutti gli Stati membri. Il sistema è concepito per rafforzare la tutela dei consumatori, fornendo al contempo ai fornitori di servizi un contesto operativo prevedibile.

Qualora il Parlamento dovesse approvare la proposta, il mercato delle criptovalute ungherese potrebbe diventare notevolmente più facile da gestire, mentre la vigilanza continuerebbe a essere garantita in base a norme allineate agli standard dell’UE, preservando la trasparenza del mercato.
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Entrano in vigore le norme a livello dell’UE
La mossa ungherese giunge in un momento di profondi cambiamenti nel settore delle criptovalute in tutta Europa. A partire dal 1° luglio, il regolamento MiCA dell’UE è entrato pienamente in vigore, introducendo un regime unico di autorizzazione per i fornitori di servizi relativi alle cripto-attività, come riporta Portfólió.
Il nuovo quadro normativo sta già trasformando radicalmente il mercato. Secondo l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), attualmente solo 244 fornitori sono in possesso di una licenza UE. I dati di VASPnet indicano che ben 1.738 imprese stanno per essere escluse dal mercato europeo per non essere riuscite a ottenere l’autorizzazione in tempo. Di fatto, solo circa il 12 per cento delle società precedentemente attive potrà continuare a operare senza cambiamenti.
I principali operatori autorizzati, tra cui Coinbase, Kraken e OKX, hanno già iniziato ad assorbire la clientela dei concorrenti in uscita dal mercato. Il ritardatario più evidente, tuttavia, è Binance, che ha sospeso diversi servizi destinati ai propri clienti dell’UE in attesa di ottenere la necessaria licenza MiCA. L’ESMA ha inoltre avvertito le società prive di licenza di cessare immediatamente l’acquisizione di nuovi clienti, mentre i clienti esistenti potranno probabilmente limitarsi a prelevare i propri criptoasset o a trasferirli a fornitori autorizzati.
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