Manfred Weber sostiene le riforme del primo ministro Magyar, affermando che gli elettori ungheresi gli hanno conferito un chiaro mandato per il cambiamento

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Manfred Weber ha espresso il proprio sostegno al primo ministro ungherese Péter Magyar, affermando che questi ha ricevuto un chiaro mandato democratico dagli elettori per trasformare il Paese.
Intervenendo martedì a una conferenza stampa a Strasburgo, al presidente del Partito Popolare Europeo è stato chiesto se ritenesse democratici gli emendamenti costituzionali previsti dal governo. Le riforme proposte prevedono la destituzione immediata del presidente Tamás Sulyok e del presidente della Corte costituzionale, nonché l’introduzione di un limite di otto anni per la carica di primo ministro e di un limite massimo di 12 anni per i mandati parlamentari.
«Péter Magyar ha ricevuto un chiaro mandato dal popolo ungherese»
Rispondendo alle domande sul controverso pacchetto costituzionale, Weber ha affermato che Magyar ha vinto un’elezione democratica e sta ora adempiendo al mandato ricevuto.
«Péter Magyar ha ricevuto un chiaro mandato dal popolo ungherese nel corso di elezioni democratiche per cambiare il Paese, ed è esattamente ciò che sta facendo», ha affermato Weber.
Il leader del PPE ha aggiunto di sostenere pienamente il primo ministro ungherese, che ha descritto come il leader forte e indipendente di un importante Paese europeo.
«L’Ungheria è un Paese orgoglioso e importante d’Europa, e pertanto sostengo pienamente i suoi sforzi volti a realizzare tutto ciò che ha promesso ai cittadini ungheresi», ha affermato Weber.

La riforma costituzionale scatena un acceso dibattito in Ungheria
Le dichiarazioni di Weber giungono mentre il Parlamento ungherese sta discutendo la proposta di 17° emendamento alla Legge fondamentale, uno dei pacchetti di riforme costituzionali di più ampia portata degli ultimi anni.
Il governo sostiene che le riforme siano necessarie per ricostruire le istituzioni democratiche e ripristinare la responsabilità politica dopo il precedente governo. I critici, tuttavia, avvertono che tali modifiche potrebbero indebolire l’indipendenza delle istituzioni e concentrare un potere eccessivo nelle mani del nuovo governo.
Il pacchetto introdurrebbe inoltre importanti modifiche che interessano la Corte costituzionale, la magistratura, le finanze pubbliche e le istituzioni statali, aprendo al contempo la strada alla stesura di una nuova costituzione.
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