L’UE approva le norme in materia di previdenza sociale per i lavoratori all’estero: quali cambiamenti per gli ungheresi e per chi lavora in Ungheria?

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Il Parlamento europeo ha approvato una revisione tanto attesa delle norme UE che coordinano i sistemi di sicurezza sociale, introducendo regole più chiare per milioni di persone che vivono o lavorano in un altro Stato membro dell’UE. La riforma mira a semplificare l’accesso alle prestazioni previdenziali, a rafforzare la cooperazione tra le autorità nazionali e a ridurre le frodi, garantendo al contempo una maggiore certezza giuridica ai lavoratori mobili in tutta l’Unione europea.
Cosa cambierà?
La normativa aggiornata chiarisce quali norme di sicurezza sociale si applicano alle persone che vivono o lavorano in un altro Stato membro dell’UE. Tra le modifiche più significative figurano le seguenti:
Indennità di disoccupazione
I lavoratori che si recano in un altro paese dell’UE per cercare lavoro potranno continuare a percepire le indennità di disoccupazione dal proprio paese d’origine per un periodo massimo di sei mesi, con la possibilità di prorogare tale periodo fino alla scadenza del diritto previsto dalle norme nazionali.
La normativa prevede inoltre norme più chiare sulle modalità con cui i periodi di lavoro dipendente, di lavoro autonomo e di assicurazione maturati in diversi paesi dell’UE debbano essere presi in considerazione ai fini della determinazione del diritto all’indennità di disoccupazione.
Lavoratori pendolari transfrontalieri
Per le persone che risiedono in un paese dell’UE ma lavorano in un altro, la responsabilità del pagamento delle indennità di disoccupazione spetterà generalmente al paese in cui hanno lavorato, a condizione che vi abbiano maturato almeno 22 settimane consecutive di lavoro subordinato, lavoro autonomo o assicurazione. Si prevede che questa modifica riduca l’onere finanziario a carico dei paesi in cui risiedono i pendolari.
Lavoratori distaccati
I lavoratori dipendenti o autonomi distaccati temporaneamente in un altro paese dell’UE per un periodo massimo di 24 mesi continueranno a essere assicurati nel sistema di sicurezza sociale del proprio paese d’origine, a condizione che non sostituiscano un altro lavoratore distaccato. Al fine di contrastare le frodi, i lavoratori devono essere stati coperti dal sistema di sicurezza sociale del proprio paese d’origine per almeno tre mesi prima di essere distaccati all’estero.
La riforma introduce inoltre un sistema di notifica preventiva obbligatoria prima che i lavoratori vengano distaccati in un altro Stato membro. I brevi viaggi d’affari e i distacchi di durata non superiore a tre giorni sono generalmente esenti da tale obbligo, sebbene il settore edile non beneficerà di tale esenzione.
Assistenza a lungo termine e prestazioni familiari
La normativa introduce, per la prima volta, una definizione a livello dell’Unione europea delle prestazioni di assistenza a lungo termine e distingue chiaramente tra prestazioni familiari sostitutive del reddito e altre indennità familiari. Secondo il Parlamento europeo, tali modifiche dovrebbero agevolare i genitori che riducono l’orario di lavoro per prendersi cura dei figli e contribuire a distribuire in modo più equo le responsabilità relative alla cura dei bambini.
Misure più severe contro le frodi
Le norme aggiornate impongono agli Stati membri uno scambio più rapido di informazioni al fine di individuare errori, frodi e pratiche abusive, comprese le cosiddette «società di comodo» costituite esclusivamente per sfruttare le differenze tra le normative nazionali.
Come hanno votato i deputati ungheresi al Parlamento europeo?
La normativa è stata approvata con 511 voti a favore, 87 contrari e 61 astensioni. Secondo il resoconto delle votazioni pubblicato:
- I deputati europei della Coalizione Democratica (DK) hanno votato a favore.
- I membri del Partito Tisza, di Fidesz-KDNP e di «La nostra patria» (Mi Hazánk) si sono astenuti.
Perché il Partito Tisza si è astenuto?
In una dichiarazione, la delegazione del Partito Tisza al Parlamento europeo ha affermato che l’accordo contiene diverse disposizioni vantaggiose per l’Ungheria, in particolare per quanto riguarda le indennità di disoccupazione per i lavoratori pendolari transfrontalieri.
Tuttavia, secondo Telex, il partito ha sostenuto che la proposta continui a imporre oneri amministrativi sproporzionati alle imprese ungheresi, specialmente nel settore edile, a causa dei requisiti di notifica più rigorosi previsti per i lavoratori distaccati.
L’eurodeputato Viktor Weisz ha affermato che l’orientamento generale della riforma è positivo, ma ha aggiunto che «l’attuale compromesso non tutela ancora sufficientemente gli interessi delle imprese ungheresi», il che significa che la delegazione non ha potuto sostenere il testo nella sua forma attuale.
Quali saranno i prossimi passi?
La normativa richiede ancora l’approvazione formale da parte del Consiglio dell’Unione europea, che rappresenta i governi degli Stati membri. Tuttavia, poiché il Consiglio e il Parlamento hanno già raggiunto un accordo provvisorio, l’adozione definitiva dovrebbe essere una mera formalità. Una volta adottate, le nuove norme si applicheranno in tutta l’UE, interessando circa 16 milioni di persone che attualmente vivono o lavorano in uno Stato membro diverso dal proprio.
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