Tragedia dell’autobus polacco: un esperto rivela come e perché è avvenuta – e come si possa sopravvivere a incidenti di questo tipo

Dodici persone sono morte e 47 sono rimaste ferite nella tragedia dell’autobus polacco sull’autostrada M3 nei pressi di Mezőkeresztes nella tarda serata di domenica scorsa. L’autobus, che trasportava pellegrini da Medjugorje, in Bosnia-Erzegovina, di ritorno in Polonia, è uscito di strada, è precipitato in un canale di scolo e si è ribaltato. La polizia sospetta, in via preliminare, che l’autista si sia addormentato al volante. Un perito automobilistico forense ha ora illustrato per quanto tempo l’autista possa essere rimasto incosciente, come si sia verificato l’incidente e quali misure potrebbero impedire tragedie simili in futuro.
Tragedia dell’autobus polacco: come pochi secondi si sono rivelati fatali
Sulla base delle prove raccolte sul luogo dell’incidente, sembra che l’autista abbia perso la lucidità per pochi secondi soltanto. Sándor Boncsér, perito tecnico automobilistico certificato dal tribunale, ha dichiarato a Telex che sarebbero bastati da due a quattro secondi di microsonno per causare la catastrofe. A circa 100 km/h, il veicolo da 24 tonnellate avrebbe percorso più di 100 metri in quattro secondi senza nessuno al volante. Se fosse stato attivato il cruise control, la velocità sarebbe diminuita di pochissimo prima che l’autista riprendesse conoscenza.
Poiché le autostrade presentano una leggera curvatura per consentire il deflusso dell’acqua piovana, l’autobus ha iniziato a sbandare gradualmente verso destra dopo che il conducente si era appisolato. Le ruote di destra dello Scania sono uscite dall’asfalto, hanno attraversato la corsia di emergenza e sono salite sul terrapieno. Sul ripido pendio, le ruote di destra hanno perso trazione, rendendo praticamente impossibile riportare l’autobus sulla carreggiata.

L’assenza di una barriera di sicurezza continua su quel tratto ha fatto sì che non vi fosse nulla in grado di impedire al veicolo di uscire dalla carreggiata. Sul ripido terrapieno, il baricentro dell’autobus si è spostato lateralmente, provocandone il ribaltamento. L’esperto ha aggiunto che la struttura del tetto potrebbe non essere stata progettata per assorbire la massa e l’energia cinetica coinvolte, contribuendo così alla gravità dell’incidente.
Chi ha le maggiori possibilità di sopravvivenza?
L’uso delle cinture di sicurezza incide in modo significativo sulle probabilità di sopravvivenza. Sugli autobus classificati Tempo 100, la normativa autostradale impone a tutti i passeggeri di allacciare le cinture di sicurezza; tuttavia, con 50–60 passeggeri a bordo, non è realisticamente possibile per il conducente verificare chi le abbia slacciate durante il viaggio. Le testimonianze secondo cui diversi passeggeri sono stati sbalzati fuori dall’autobus suggeriscono che molti non fossero allacciati.

Come prevenire future tragedie
Il fattore più critico rimane la prontezza di attenzione del conducente. Le norme dell’UE disciplinano rigorosamente i periodi di guida e di riposo, sebbene dal 2024 siano in vigore disposizioni più flessibili per i conducenti di autobus turistici. Anche la tecnologia può essere d’aiuto: i moderni pullman possono essere dotati di sistemi che monitorano la stanchezza, i movimenti oculari e i modelli di guida, oltre a sistemi di avviso di deviazione dalla corsia, mantenimento attivo della corsia e assistenza alla frenata di emergenza.
Tuttavia, la tecnologia da sola non può eliminare il rischio. I dati della Commissione europea indicano che la stanchezza del conducente contribuisce al 15–20 per cento degli incidenti stradali. L’autorità ungherese competente per le strade pubbliche ha registrato 716 incidenti tra l’inizio del 2020 e marzo 2026 in cui è stato accertato che il conducente si era addormentato.

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Cosa rischia ora l’autista
La responsabilità penale dell’autista non è ancora stata accertata. Le autorità devono esaminare i dati del tachigrafo, i periodi di guida e di riposo, i dati relativi alla velocità e ogni possibile guasto meccanico. Se riconosciuto colpevole di aver causato un incidente stradale con numerose vittime e esito mortale, potrebbe incorrere in una pena detentiva compresa tra i due e gli otto anni, oltre a sanzioni pecuniarie e a un divieto di guida pluriennale. Nella determinazione della pena si terrà conto dei suoi precedenti penali e dell’eventuale violazione del codice della strada.
La lezione più cruda di questa tragedia è che, con un veicolo del peso di decine di tonnellate, anche pochi secondi di disattenzione possono rivelarsi fatali. Quando un conducente si rende conto che l’autobus è uscito di strada, il suo movimento potrebbe già essere irreversibile.
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