La ministra degli Esteri Anita Orbán illustra ciò che l’Ungheria si aspetta dall’Ucraina affinché il governo ritiri il proprio veto

L’Ungheria ha nuovamente bloccato l’avanzamento dei negoziati di adesione dell’Ucraina all’UE, affermando di attendere che Kiev attui un accordo sui diritti della minoranza ungherese in Ucraina.
Budapest non ha approvato le relazioni di valutazione relative al secondo e al terzo gruppo di negoziati, impedendo così al processo di adesione di procedere in tali ambiti.
Secondo l’Agenzia di stampa ungherese (MTI), il vice primo ministro e ministro degli Esteri ungherese Anita Orbán ha dichiarato giovedì che la posizione del governo sull’adesione dell’Ucraina all’UE rimane ferma e che l’Ungheria non sosterrà un processo di adesione accelerato «in nessuna circostanza».
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Budapest vuole che l’Ucraina attui l’accordo di giugno
Intervenendo in occasione dell’apertura della Conferenza sulla diplomazia culturale, Orbán ha affermato che le aspettative dell’Ungheria sono chiaramente legate a un accordo raggiunto tra i due Paesi nel mese di giugno in merito ai diritti della minoranza ungherese in Transcarpazia.
In base all’accordo, il parlamento ucraino, la Verkhovna Rada, dovrebbe adottare emendamenti legislativi che garantiscano i diritti delle minoranze in settori quali l’istruzione, la cultura e la rappresentanza politica.
Il termine per l’attuazione degli impegni relativi all’istruzione è fissato al 31 dicembre 2026, mentre le misure riguardanti altri settori, tra cui la partecipazione politica, dovrebbero essere adottate nel 2027.
«Ciò che ci aspettiamo è l’attuazione dell’accordo sulle minoranze negoziato a giugno», ha affermato Orbán. Ciò significa che la Rada dovrà adottare gli emendamenti legislativi necessari a garantire i diritti concordati dai due paesi nei settori dell’istruzione, della cultura e della rappresentanza politica.
Secondo le informazioni fornite dal governo ungherese, il governo ucraino ha già preparato i progetti di legge necessari. Le proposte sono attualmente all’esame dei vari ministeri prima di essere eventualmente presentate al parlamento.

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L’Ungheria afferma che la sua posizione sull’adesione all’UE rimane immutata
Orbán ha sottolineato che l’Ungheria non sostiene l’accelerazione del processo di adesione dell’Ucraina all’UE. Ha inoltre ribadito il precedente impegno del governo a indire un referendum sull’adesione dell’Ucraina all’UE una volta che Kiev avrà completato i negoziati di adesione.
Secondo il ministro, tale posizione è stata chiarita anche durante una recente cena di lavoro con il presidente del Consiglio europeo António Costa. L’ultima mossa dell’Ungheria implica che i progressi nei negoziati di adesione dell’Ucraina rimangano strettamente legati all’attuazione dell’accordo bilaterale sui diritti delle minoranze.
Una fonte di tensione di lunga data
Le relazioni tra l’Ungheria e l’Ucraina si sono notevolmente deteriorate sotto il precedente governo ungherese, con la guerra tra l’Ucraina e la Russia e la sua potenziale adesione all’UE che sono diventate questioni politiche di primaria importanza in Ungheria.
Il precedente governo ha ripetutamente sollevato preoccupazioni riguardo ai diritti della minoranza ungherese in Transcarpazia e, in alcune occasioni, ha sfruttato la propria posizione nel processo decisionale dell’UE per rallentare o bloccare misure riguardanti l’Ucraina.
Dopo l’insediamento del governo di Péter Magyar, Budapest e Kiev hanno avviato negoziati volti a migliorare le relazioni bilaterali. A giugno, le due parti hanno raggiunto un accordo in base al quale l’Ungheria ha acconsentito a ritirare la propria obiezione all’apertura del primo capitolo negoziale dei colloqui di adesione dell’Ucraina all’UE, a condizione che l’Ucraina affrontasse la questione dei diritti della minoranza ungherese.
L’ultima controversia riguarda il secondo e il terzo capitolo. L’attuale posizione dell’Ungheria è che si attende che Kiev mantenga gli impegni assunti a giugno prima che Budapest acconsenta a ulteriori progressi.
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Le scadenze si avvicinano
La prima scadenza importante prevista dall’accordo di minoranza è ormai a pochi mesi di distanza: l’Ucraina dovrà infatti attuare le misure relative all’istruzione entro la fine del 2026. Altri impegni, compresi quelli riguardanti la partecipazione politica, dovranno essere affrontati nel corso del 2027.
Il governo ungherese afferma di essere ora in attesa che l’Ucraina traduca gli impegni concordati in atti legislativi. Qualora le modifiche legislative necessarie non venissero adottate entro i termini concordati, l’attuazione del primo gruppo di negoziati verrebbe automaticamente sospesa ai sensi dell’accordo.

