Un consigliere di Putin sostiene che l’Ucraina potrebbe perdere la Transcarpazia e definisce l’Ucraina occidentale un «covo del male»

Un consigliere di alto livello del presidente russo Vladimir Putin ha avanzato un’affermazione interessante sul futuro dei territori occidentali dell’Ucraina, compresa la Transcarpazia, sostenendo che l’Ucraina finirà per perdere le regioni che un tempo appartenevano all’Ungheria, alla Polonia e alla Romania.

Anton Kobyakov, consigliere di Putin e segretario esecutivo del comitato organizzativo del Forum economico orientale, ha rilasciato queste dichiarazioni mentre parlava con i giornalisti in merito ai risultati del forum.

Le sue osservazioni fanno eco alle dichiarazioni sempre più frequenti da parte di alti funzionari russi sul possibile futuro delle regioni occidentali dell’Ucraina — compresi i territori che storicamente facevano parte del Regno d’Ungheria. Secondo Kobyakov, queste aree sono ormai un «covo del male» in cui viene alimentato il nazionalismo ucraino.

«L’Ucraina finirà per perdere i propri territori occidentali»

Kobyakov ha fatto riferimento a dichiarazioni precedentemente rilasciate da Putin, il quale ha sostenuto che l’Ucraina, prima o poi, perderà i propri territori occidentali.

«L’Ucraina, prima o poi, perderà i propri territori occidentali che prima della Seconda guerra mondiale appartenevano alla Polonia, alla Romania e all’Ungheria», ha affermato Kobyakov, riferendosi alla posizione del presidente russo.

Egli ha descritto questi territori come il luogo in cui si starebbe presumibilmente alimentando il nazionalismo ucraino. Kobyakov ha poi tracciato un parallelo estremamente controverso tra l’Ucraina moderna e il fascismo, sostenendo che la Russia e l’Ucraina un tempo avessero combattuto insieme contro la Germania nazista.

«Abbiamo combattuto insieme contro i fascisti. Come è potuto accadere che ora siano alla guida del “Reich ucraino”?», ha affermato. Ha inoltre sostenuto che l’Ucraina fosse diventata «l’avanguardia del fascismo europeo».

Putin aveva già menzionato in precedenza l’Ungheria e la Transcarpazia

Kobyakov non è la prima personalità di spicco russa a sollevare la possibilità che l’Ucraina perda i propri territori occidentali. Lo stesso Putin ha affrontato la questione in occasione di un incontro con il personale della Marina russa a San Pietroburgo all’inizio di quest’anno. Ha affermato di ritenere che l’Ucraina finirà per perdere i territori che in passato erano appartenuti a Polonia, Ungheria e Romania.

Putin ha suggerito che un simile sviluppo potrebbe verificarsi tra anni o addirittura decenni, affermando che «storicamente, tutto andrà al suo posto». Ha inoltre sostenuto che la Russia fosse stata l’unica garante dell’integrità territoriale dell’Ucraina, una dichiarazione rilasciata sullo sfondo della guerra in corso tra Russia e Ucraina.

Anche l’ex presidente russo Dmitrij Medvedev ha più volte accennato alla possibile spartizione dell’Ucraina. In un’occasione, ha pubblicato una mappa fittizia che raffigurava un’Ucraina divisa, in cui i paesi confinanti, tra cui l’Ungheria, avrebbero ricevuto parti dei territori occidentali del paese.

Kobyakov ha inoltre avanzato un’affermazione riguardo a Kiev

Kobyakov ha concluso le sue ultime dichiarazioni con un’altra affermazione che riflette la narrativa storica del Cremlino, affermando che Kiev «è stata e rimarrà la madre delle città russe».

Tali commenti giungono mentre la Russia prosegue la sua guerra su vasta scala contro l’Ucraina, e le questioni relative al futuro dei territori occupati o rivendicati dalla Russia rimangono al centro dei negoziati internazionali e degli sforzi diplomatici.

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