Il Parlamento ungherese elegge cinque nuovi giudici costituzionali

Il Parlamento ungherese ha eletto cinque nuovi membri della Corte costituzionale con votazione a scrutinio segreto, in sostituzione dei giudici il cui mandato è giunto a termine o è destinato a scadere a seguito delle recenti modifiche costituzionali.

I nuovi membri entrano a far parte della Corte a seguito delle modifiche costituzionali e di un importante rimpasto

I nuovi giudici sono Nóra Chronowski, giurista costituzionalista e docente universitaria; András György Kovács, giudice della Curia e giurista amministrativo; Miklós Ligeti, avvocato penalista e direttore legale di Transparency International Ungheria; Árpád Gábor Orosz, ex presidente della Sezione di diritto civile della Curia; e Zsolt Szomora, professore di diritto penale all’Università di Szeged.

Tutti e cinque i candidati, designati dalla maggioranza Tisza, hanno ottenuto 137 voti a favore e sei contrari, senza astensioni. Successivamente hanno prestato giuramento dinanzi al Parlamento.

Perché erano necessari cinque nuovi giudici?

Il rimpasto è avvenuto a seguito del 17° emendamento alla Legge fondamentale ungherese, che ha ripristinato l’età pensionabile obbligatoria di 70 anni per i giudici della Corte costituzionale. Di conseguenza, i mandati del presidente della Corte costituzionale Péter Polt, insieme a quelli di Mária Ádám Haszonicsné, Miklós Juhász e Zoltán Lomnici, sono giunti a termine il 1° settembre, dopo che tutti e quattro hanno raggiunto il nuovo limite di età.

Il Parlamento disponeva di 60 giorni per coprire i posti vacanti. Un quinto seggio sarebbe rimasto vacante poiché Ágnes Czine, vicepresidente della Corte, concluderà il proprio mandato di 12 anni nel mese di novembre. In base alle nuove norme, i giudici della Corte costituzionale neoeletti ricopriranno un mandato di nove anni anziché di dodici. La riforma prevede inoltre che il presidente della Corte venga eletto dagli stessi giudici della Corte costituzionale.

Quali sono le posizioni dei nuovi giudici?

I candidati hanno illustrato le proprie priorità nel corso delle audizioni parlamentari. La signora Chronowski ha affermato che considererebbe l’annullamento di una legge come prova del successo del controllo di costituzionalità piuttosto che come un fallimento. Ha posto l’accento sullo Stato di diritto democratico, sulla dignità umana e sulla tutela delle minoranze e dei gruppi vulnerabili.

Kovács ha affermato che la Corte dovrebbe rilanciare e sviluppare ulteriormente la giurisprudenza costituzionale consolidatasi durante la transizione democratica dell’Ungheria. Ligeti si è mostrato particolarmente critico nei confronti dell’operato recente dell’istituzione, sostenendo che la Corte costituzionale debba essere «ripensata e ricostruita» e descrivendola come una «Corte costituzionale assoggettata».

La signora Orosz ha sottolineato che per ripristinare la fiducia dell’opinione pubblica occorrano giudici credibili e indipendenti, mentre il signor Szomora ha sostenuto la necessità di un dialogo costituzionale tra i poteri dello Stato, anziché considerare i disaccordi istituzionali semplicemente come conflitti.

Fidesz-KDNP boicotta le elezioni

L’alleanza Fidesz-KDNP non ha partecipato alla votazione. I suoi deputati hanno lasciato l’aula prima dell’inizio della votazione, definendo la procedura illegittima e una parodia del costituzionalismo. Il gruppo parlamentare Mi Hazánk ha invece partecipato e ha presentato cinque propri candidati, ma questi ultimi non hanno ottenuto il sostegno della commissione parlamentare competente.

Queste nomine segnano un significativo rinnovamento della Corte costituzionale ungherese, composta da 15 membri, in un contesto di continuo dibattito politico sull’indipendenza giudiziaria, lo Stato di diritto e l’equilibrio tra le istituzioni statali.

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