Ordine del tribunale: arrestati il miliardario ungherese Jellinek e l’ex capo dell’ente di gestione dei beni statali

Un tribunale ha disposto l’arresto dell’imprenditore miliardario Dániel Jellinek e dell’ex capo della gestione dei beni statali ungheresi Norbert Szivek in relazione all’indagine sulla corruzione nella società Volánbusz. Entrambi gli uomini sono sospettati di aver accettato tangenti e di altri reati legati alla corruzione.

Il tribunale ordina un mese di custodia cautelare

Giovedì il Tribunale distrettuale centrale di Buda ha disposto l’arresto di Jellinek e Szivek per un mese, a seguito di una richiesta presentata dall’Ufficio del Procuratore capo centrale, come ha riferito il portavoce della Procura di Budapest all’agenzia di stampa ungherese MTI. La decisione non è definitiva, poiché gli avvocati difensori di entrambi gli imputati hanno presentato ricorso.

La Procura Centrale sta indagando su presunti casi di corruzione e altri reati connessi alla Volánbusz, l’azienda statale ungherese di trasporto con autobus. Abbiamo trattato il caso in dettaglio qui.

Jellinek and Szivek arrested Volánbusz
Un
agente di polizia scorta un indagato al penitenziario di Budapest il 17 settembre 2026. Il Tribunale distrettuale centrale di Buda ha disposto l’arresto di due degli indagati nel caso Volánbusz, a seguito di una richiesta presentata dall’Ufficio del Procuratore centrale incaricato delle indagini. Foto: MTI/Bruzák Noémi

Jellinek, amministratore delegato del Gruppo Indotek, e Szivek, ex amministratore delegato della Società nazionale ungherese di gestione patrimoniale (MNV), sono stati posti in stato di fermo martedì e successivamente incarcerati.

L’ufficio del procuratore ha ora interrogato cinque persone in qualità di indagati nel caso e ha richiesto la detenzione di tre di loro. Secondo i procuratori, i presunti reati attribuiti a Jellinek, Szivek e a un terzo indagato comportano una possibile pena detentiva complessiva compresa tra i cinque e i 15 anni, in base alle norme ungheresi in materia di determinazione della pena.

L’indagine verte su presunte perdite per miliardi

L’indagine riguarda presunti casi di corruzione legati ai servizi di trasporto passeggeri e all’acquisto di autobus da parte di Volánbusz.

Secondo gli investigatori, le società Volán di proprietà statale potrebbero aver subito perdite pari a circa 10 miliardi di HUF tra il 2015 e il 2018 a seguito di acquisti, presumibilmente a prezzi gonfiati, di oltre 600 autobus usati e di altre transazioni controverse. Le autorità stanno inoltre verificando se il denaro che si presume sia stato ottenuto tramite atti di corruzione sia stato successivamente riciclato o trasferito attraverso operazioni societarie e immobiliari.

L’Ufficio Nazionale di Investigazione ha annunciato il 10 settembre che otto ex dirigenti aziendali erano stati interrogati in qualità di indagati in relazione alla presunta sovrafatturazione degli autobus Volán. Tra gli indagati figurava l’ex direttore dell’MNV, il cui nome non era stato reso noto dalle autorità in quel momento, ma che è stato successivamente identificato come Szivek.

Secondo quanto riportato da 24.hu, a maggio la Procura Centrale ha poi assunto la direzione di un’indagine separata e da allora il caso ha subito un’accelerazione.

I pubblici ministeri invocano il rischio di fuga e di interferenze

L’accusa sostiene che sussistano motivi per sospettare un rischio di fuga, data la gravità dei presunti reati e le somme in gioco. Secondo la Procura, i presunti pagamenti illeciti ammontavano a centinaia di milioni di fiorini e, nel caso di due indagati, a miliardi di fiorini.

I pubblici ministeri hanno inoltre espresso il timore che gli indagati possano interferire con la raccolta delle prove, mentre in un caso hanno segnalato il rischio di recidiva. La decisione del tribunale riguarda la custodia cautelare e non stabilisce la colpevolezza degli imputati.

Indotek respinge le accuse mosse contro Jellinek

A seguito della decisione del tribunale, il Gruppo Indotek ha dichiarato di ritenere sproporzionata la misura di custodia cautelare nei confronti del proprio amministratore delegato.

La società ha affermato che Jellinek si è sempre tenuto a disposizione delle autorità durante l’intero procedimento e ha collaborato pienamente con gli investigatori. Indotek ha inoltre dichiarato che, a suo avviso, Jellinek non ha commesso alcun reato e si è detta fiduciosa che l’indagine in corso chiarirà la situazione.

La società ha aggiunto che la decisione del tribunale non avrebbe influito sulle attività operative del Gruppo Indotek e che l’indagine non riguardava alcuna delle sue società o dei suoi beni.

Jellinek è uno degli uomini d’affari più facoltosi dell’Ungheria. Nella sua ultima classifica, Forbes ha stimato il suo patrimonio in 313 miliardi di HUF (0,86 miliardi di euro), collocandolo al settimo posto tra le persone più ricche dell’Ungheria.

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