ULTIME NOTIZIE! Immunità in Ungheria: i pubblici ministeri chiedono la sospensione dell’immunità per il primo ministro Péter Magyar e due ex ministri del Fidesz

Il tema dell’immunità in Ungheria è tornato alla ribalta dopo che i pubblici ministeri hanno chiesto al Parlamento di sospendere l’immunità di due ex ministri del governo, mentre è stata presentata anche una richiesta separata riguardante il primo ministro Péter Magyar. Le tre richieste si riferiscono a indagini penali distinte e non costituiscono di per sé un’accusa di colpevolezza.
Secondo quanto riportato da 24.hu, i pubblici ministeri hanno richiesto la sospensione dell’immunità parlamentare dell’ex ministro della Cultura e dell’Innovazione Balázs Hankó, deputato del Fidesz, e dell’ex ministro dello Sviluppo Nazionale Miklós Seszták, deputato del KDNP. Le autorità hanno inoltre riavviato il procedimento a carico di Magyar in merito a un episodio risalente al 2024.
I diritti di immunità in Ungheria e l’indagine su Miklós Seszták
Le accuse più gravi formulate dalla Procura riguardano Seszták, che ha ricoperto la carica di ministro dello Sviluppo nazionale tra il 2014 e il 2018.
Secondo quanto riportato dalla procura e citato da 24.hu, gli investigatori sospettano che Seszták e l’ex amministratore delegato della società ungherese National Asset Management abbiano ricevuto, tra il 2015 e il 2018, oltre 11 miliardi di HUF (circa 30,4 milioni di euro) in benefici illeciti da un rappresentante di società che avevano rapporti contrattuali con la società di trasporti statale Volánbusz.
Gli investigatori sospettano inoltre che un rappresentante di un gruppo edile si sia offerto di restituire a Seszták, tramite un intermediario, il 10 per cento del valore di determinati contratti in cambio di commesse statali anticipate. Secondo la Procura, il gruppo aziendale si è aggiudicato diversi importanti appalti pubblici tra il 2015 e il 2018 e avrebbe fornito benefici illeciti per oltre 1 miliardo di HUF, pari a circa 2,8 milioni di euro.
L’indagine più ampia sul caso Volán sta esaminando presunte perdite pari a circa 10 miliardi di HUF (27,6 milioni di euro) legate ad acquisti di autobus presumibilmente a prezzi gonfiati e ad altre transazioni. Si tratta di accuse ancora oggetto di indagine e la responsabilità penale potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva del tribunale.
I pubblici ministeri chiedono inoltre la revoca dell’immunità di Balázs Hankó
Una richiesta separata riguarda Balázs Hankó e un’indagine sul Fondo Nazionale per la Cultura, noto con l’acronimo ungherese NKA.
I pubblici ministeri sospettano che un comitato temporaneo dell’NKA sia stato utilizzato per distribuire fondi pubblici per finalità diverse da quelle autorizzate dalla legislazione e dagli atti costitutivi dell’ente. Secondo gli investigatori, alcune domande presentate nell’ambito di un programma di finanziamento avviato nel luglio 2025 sarebbero state approvate senza una valutazione approfondita, con fondi che sarebbero stati presumibilmente utilizzati per spese relative alla campagna elettorale o per scopi personali.
Il caso riguarda decisioni di finanziamento per un valore superiore a 17 miliardi di HUF, pari a circa 46,9 milioni di euro. I pubblici ministeri ritengono che la presunta condotta di Hankó possa configurarsi come abuso di fiducia con conseguente danno finanziario particolarmente grave. Hankó e le altre persone coinvolte nell’indagine godono della presunzione di innocenza.
L’ex primo ministro Viktor Orbán aveva in precedenza respinto le accuse relative al caso NKA, descrivendo l’indagine come motivata da ragioni politiche e sostenendo che i responsabili delle decisioni del fondo si fossero limitati a distribuire i fondi stanziati a favore della cultura ungherese.
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È in discussione anche l’immunità di Péter Magyar
In un caso del tutto distinto, i pubblici ministeri hanno nuovamente chiesto la sospensione dell’immunità parlamentare del primo ministro Péter Magyar in relazione a un presunto furto risalente al giugno 2024.
Le autorità sostengono che, durante una lite in un locale notturno di Budapest, Magyar abbia sottratto il cellulare a un uomo dopo essersi accorto di essere ripreso. Il telefono sarebbe stato successivamente gettato nel Danubio. La Procura aveva inizialmente chiesto la revoca dell’immunità di Magyar mentre questi ricopriva la carica di membro del Parlamento europeo.
Il Parlamento europeo ha rifiutato di revocare la sua immunità nell’ottobre 2025, citando preoccupazioni riguardo a possibili motivazioni politiche alla base del procedimento. Il Parlamento europeo ha sottolineato all’epoca che una procedura di revoca dell’immunità non costituisce una determinazione della responsabilità penale.
Il mandato di Magyar al Parlamento europeo, e l’immunità ad esso connessa, è scaduto l’8 maggio 2026. Il giorno seguente è diventato membro dell’Assemblea nazionale ungherese ed è stato eletto primo ministro il 9 maggio, in seguito alla vittoria del partito TISZA nelle elezioni parlamentari di aprile.
In qualità di deputato ungherese, tuttavia, Magyar gode nuovamente dell’immunità parlamentare. I pubblici ministeri devono pertanto ottenere il consenso del Parlamento prima di poter proseguire il procedimento penale a suo carico.
In base alle norme ungheresi sull’immunità parlamentare, i procedimenti penali nei confronti di un deputato non possono generalmente essere avviati o proseguiti senza il previo consenso dell’Assemblea nazionale. Il Parlamento dovrà quindi decidere separatamente se l’immunità dei politici in questione debba essere sospesa, rendendo tali richieste la prossima importante fase procedurale in tutti e tre i casi.
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