Secondo un sondaggio, l’era Orbán riceve un duro giudizio da parte dell’opinione pubblica, con la maggioranza che la definisce uno “Stato mafioso”

Un nuovo sondaggio d’opinione traccia un quadro sorprendentemente negativo di come gli elettori ungheresi valutino oggi i 16 anni di governo di Viktor Orbán, con una maggioranza che ha scelto «Stato mafioso» tra i due termini che, a loro avviso, descrivono meglio il suo precedente sistema politico. Sette intervistati su dieci hanno inoltre affermato di ritenere che la corruzione sotto i governi Orbán sia stata organizzata sistematicamente dall’alto.

I risultati provengono da un’indagine condotta dall’istituto di sondaggi ungherese Medián, riportata da HVG. I dati misurano la percezione che gli elettori hanno dell’ex governo e non devono essere interpretati come conclusioni giuridiche riguardanti Orbán o singoli ex funzionari.

La maggioranza associa il sistema di Orbán a uno «Stato mafioso»

Agli intervistati è stato chiesto quali espressioni descrivessero meglio il sistema politico instaurato sotto Orbán.

Tra le sette possibili descrizioni, il 37% ha scelto «Stato mafioso» come prima risposta. La «democrazia civica» è stata selezionata dal 15%, l’«autocrazia» dal 14%, mentre il 13% ha scelto il termine utilizzato dallo stesso governo, ovvero il Sistema di Cooperazione Nazionale, comunemente noto con la sua sigla ungherese NER.

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Foto: www.facebook.com/MészárosLőrinc-vállalkozó

Se si sommano la prima e la seconda scelta degli intervistati, il 53% ha selezionato «Stato mafioso» come una delle due descrizioni preferite.

Ciò rappresenta un netto cambiamento rispetto al 2023, quando la percentuale corrispondente si attestava al 34% – un aumento di 19 punti percentuali in tre anni. La percentuale di coloro che hanno scelto descrizioni legate all’autocrazia è rimasta sostanzialmente invariata, mentre i riferimenti alla dittatura e alla democrazia civica hanno registrato un leggero calo.

Il risultato suggerisce che la percezione della corruzione e del rapporto tra potere politico ed economico sia diventata sempre più centrale nel modo in cui molti elettori ricordano il periodo di Orbán.

Un’altra prospettiva – Viktor Orbán sugli ultimi 16 anni: tutto è stato legittimo e corretto, tutto il resto è propaganda politica

Sette persone su dieci ritengono che la corruzione sia sistemica

Il sondaggio ha inoltre chiesto agli intervistati un parere sui presunti abusi finanziari verificatisi durante i governi Orbán.

Tre quarti degli ungheresi in età di voto hanno affermato che tali abusi hanno caratterizzato in larga misura il governo: il 60% ne ha descritto la portata come «molto ampia», mentre un ulteriore 15% ha selezionato la categoria immediatamente superiore. Sette su dieci hanno dichiarato di ritenere che la corruzione durante il periodo del NER fosse stata organizzata a livello centrale e fosse di natura sistemica.

L’età ha determinato una differenza sostanziale.

Tra gli elettori di età inferiore ai 30 anni, l’82% ha descritto la portata degli abusi come molto ampia. Tra gli intervistati di età pari o superiore ai 65 anni, la percentuale è scesa al 46%.

L’appartenenza politica ha determinato una divisione ancora più netta. Circa l’89% dei sostenitori del Partito Tisza del Primo Ministro Péter Magyar ha selezionato la categoria «molto ampia», rispetto a appena l’1% dei sostenitori di Fidesz–KDNP.

Questo enorme divario sottolinea quanto l’era Orbán continui ad essere interpretata in modo diverso dai campi politici contrapposti in Ungheria.

Cosa pensano gli ungheresi degli imprenditori legati a Orbán

Un altro risultato degno di nota riguarda gli imprenditori che hanno ottenuto un successo eccezionale durante il precedente governo del Fidesz.

Secondo il sondaggio, il 56% degli intervistati riteneva molto probabile che alcuni di questi imprenditori avessero agito come prestanome, o «uomini di paglia», per conto di Orbán. Un ulteriore 29% riteneva tale possibilità plausibile.

Nel complesso, l’85% degli intervistati non escludeva l’esistenza di un simile accordo, sebbene ciò rappresenti, ancora una volta, la percezione dell’opinione pubblica piuttosto che la prova di specifici comportamenti finanziari o criminali.

Orbán e il Fidesz respingono da anni le accuse dell’opposizione secondo cui uomini d’affari legati alla politica avrebbero accumulato ricchezze per conto dell’ex primo ministro, e hanno spesso definito le accuse di corruzione mosse contro i loro governi come motivate da ragioni politiche.

L’eredità di Orbán continua a suscitare forti divisioni

Orbán ha ricoperto la carica di primo ministro dell’Ungheria dal 2010 fino al cambio di governo nell’aprile 2026, dopo averla già ricoperta in precedenza tra il 1998 e il 2002. I suoi governi hanno rimodellato il sistema costituzionale, il panorama mediatico e l’economia dell’Ungheria, scontrandosi ripetutamente con le istituzioni dell’UE su questioni relative allo Stato di diritto e alla corruzione.

Gli ultimi dati di Medián non mostrano un’opinione nazionale omogenea: le posizioni rimangono fortemente divise in base all’appartenenza politica, all’età e al livello di istruzione.

Tali dati indicano tuttavia un cambiamento significativo nel linguaggio utilizzato da molti ungheresi nel valutare i precedenti governi di Orbán. Tre anni fa, circa un terzo degli intervistati collocava la definizione di «Stato mafioso» tra le prime scelte. Oggi, secondo Medián, più della metà lo fa, rendendo la percezione della corruzione e della concentrazione del potere economico una componente sempre più rilevante dell’eredità politica di Orbán.

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