Un passo importante per la minoranza ungherese in Ucraina con la presentazione al Parlamento di un disegno di legge sull’istruzione

L’Ucraina ha compiuto un significativo passo legislativo verso il rafforzamento dei diritti all’istruzione della propria minoranza ungherese, presentando al Parlamento un disegno di legge che amplierebbe le tutele per l’istruzione nelle lingue minoritarie. L’iniziativa è stata accolta con favore dal primo ministro ungherese Péter Magyar e dal ministro degli Esteri Anita Orbán, sebbene la legge debba ancora essere approvata dal Parlamento.

Il disegno di legge, depositato presso la Verkhovna Rada ucraina il 1° ottobre, dovrebbe essere esaminato nel corso di questo mese. Esso fa seguito a un accordo siglato a giugno tra Budapest e Kiev riguardante i diritti linguistici, educativi e culturali della comunità di etnia ungherese residente in Ucraina.

Cosa cambierebbe?

Ai sensi della normativa proposta, l’ucraino rimarrebbe la lingua del sistema scolastico. Tuttavia, alle scuole con classi o gruppi in cui l’insegnamento avviene nella lingua di un popolo indigeno o in una lingua minoritaria ufficiale dell’UE verrebbe garantito il diritto di utilizzare tale lingua. Il disegno di legge istituirebbe inoltre uno status formale per le scuole secondarie al servizio delle minoranze nazionali. Potrebbero beneficiare di tale status gli istituti in cui più della metà degli alunni riceve un’istruzione in una lingua minoritaria.

Per gli alunni di lingua ungherese, il quadro normativo proposto consentirebbe alle scuole di insegnare la storia nazionale e di preservare elementi del loro patrimonio materiale e culturale, comprese tradizioni, simboli e usanze. Su richiesta dei genitori, i documenti scolastici ufficiali potrebbero inoltre essere redatti nella lingua minoritaria. I genitori avrebbero il diritto di richiedere un ampliamento delle materie insegnate in ucraino, a condizione che almeno due terzi dei genitori della classe o del gruppo in questione presentino una richiesta scritta.

Una controversia che si protrae da anni

L’istruzione nelle lingue minoritarie è stata una delle principali fonti di tensione tra Budapest e Kiev da quando l’Ucraina ha introdotto modifiche alle proprie politiche linguistiche ed educative alla fine degli anni 2010. L’accordo del giugno 2026 è stato raggiunto al termine di diverse settimane di negoziati a livello di esperti che hanno coinvolto funzionari ungheresi e ucraini, nonché rappresentanti della comunità ungherese in Transcarpazia. I dettagli dell’accordo non sono stati inizialmente resi pubblici, ma il suo obiettivo dichiarato era quello di ampliare i diritti linguistici, educativi e culturali.

La questione è stata inoltre collegata al processo di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. L’Ungheria si era precedentemente opposta all’apertura di alcune parti dei negoziati, mentre Magyar ha affermato che i progressi in materia di diritti delle minoranze costituiscono una condizione affinché Budapest sostenga ulteriori passi in avanti. Reuters ha riferito che l’ultimo disegno di legge ucraino è pertanto strettamente connesso agli sforzi volti a far progredire il processo di adesione.

Budapest accoglie con favore l’iniziativa

Anita Orbán ha affermato che il disegno di legge fa seguito alle recenti consultazioni bilaterali e alle discussioni con i rappresentanti della comunità ungherese della Transcarpazia. Magyar ha inoltre dichiarato che ciò rafforzerà le garanzie giuridiche relative all’istruzione in lingua ungherese e alla rete degli istituti scolastici.

La normativa segna tuttavia solo la fase successiva del processo. La sua formulazione definitiva potrebbe ancora subire modifiche nel corso del dibattito parlamentare, e il suo impatto concreto dipenderà dalle modalità di attuazione delle nuove disposizioni. Per la comunità di lingua ungherese in Ucraina, il processo parlamentare sarà quindi seguito con grande attenzione, in quanto costituirà un banco di prova per verificare se gli impegni assunti negli ultimi mesi si tradurranno in tutele giuridiche durature.

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