La Corte di Strasburgo si pronuncia contro Orbán: il suo governo ha limitato illegalmente il diritto di sciopero degli insegnanti ungheresi

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che l’ex governo ungherese ha limitato illegalmente il diritto di sciopero degli insegnanti; la ministra dell’Istruzione e degli Affari dell’infanzia, Judit Lannert, ha accolto con favore la decisione, sottolineando le riforme introdotte dal nuovo governo.
Mercoledì la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha stabilito che il governo guidato dall’ex primo ministro Viktor Orbán ha limitato in modo illegittimo il diritto di sciopero degli insegnanti ungheresi. La Corte ha ritenuto che le restrizioni imposte agli insegnanti e ai loro sindacati fossero sproporzionate e non necessarie in una società democratica.
Il ricorso è stato presentato dal Sindacato degli Insegnanti (PSZ) e dal Sindacato Democratico degli Insegnanti (PDSZ), che si sono rivolti alla Corte di Strasburgo nel 2022. Il Comitato ungherese di Helsinki e l’Unione ungherese per le libertà civili (TASZ) li hanno rappresentati nel procedimento, al quale si sono successivamente unite le cause intentate da due insegnanti coinvolti.
La sentenza non è ancora definitiva. Il governo ungherese ha tempo fino al 6 gennaio per richiedere che il caso sia deferito alla Grande Camera della Corte per un riesame.

Perché la Corte si è pronunciata contro il governo Orbán?
La controversia risale al febbraio 2022, quando il governo Orbán ha emanato un decreto che limitava il diritto di sciopero degli insegnanti, adducendo come motivazione la situazione pandemica. Le norme stabilivano i servizi minimi che le scuole e gli asili dovevano garantire durante gli scioperi. Tra questi figuravano l’assistenza all’infanzia e lo svolgimento di determinate lezioni anche quando gli insegnanti erano in sciopero.
Le misure sono state adottate poco dopo che i sindacati degli insegnanti avevano organizzato uno sciopero nazionale alla fine di gennaio 2022. Più di 20.000 insegnanti hanno preso parte alla protesta durata due ore. I sindacati hanno impugnato le restrizioni dinanzi alla Corte costituzionale ungherese, ma il loro ricorso è stato respinto per motivi procedurali. Successivamente, nel settembre 2022, hanno portato il caso a Strasburgo.
Nella sua ultima sentenza, la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha ritenuto che le restrizioni imponessero un onere sproporzionato sia agli insegnanti che ai loro sindacati. Lo Stato aveva superato il proprio margine di discrezionalità, ha concluso la Corte, e le limitazioni al diritto di sciopero non erano necessarie in una società democratica.
Se ve lo siete perso: L’Ungheria sbloccherà Erasmus e 4,2 miliardi di euro di fondi UE: Bruxelles chiude la procedura sullo Stato di diritto!
Il ministro dell’Istruzione accoglie con favore la sentenza
Il ministro dell’Istruzione e degli Affari dell’Infanzia, Judit Lannert, ha accolto con favore la sentenza giovedì, affermando che essa conferma la validità dell’approccio adottato dal nuovo ministero in materia di diritti degli insegnanti.
«Sono fermamente convinta che gli insegnanti debbano essere valorizzati, non umiliati, e che il loro parere professionale debba avere peso», ha scritto la Lannert su Facebook. «Una delle mie prime decisioni in qualità di ministro è stata proprio quella di modificare questa prassi».
Ha criticato il precedente governo di coalizione tra Fidesz e Democratici Cristiani per aver ridotto l’autonomia delle scuole, limitato il diritto di sciopero degli insegnanti e licenziato diversi docenti che avevano preso parte alle proteste.
La Lannert ha inoltre sottolineato gli emendamenti alla legge sull’istruzione pubblica adottati ad agosto, che, secondo lei, hanno ripristinato l’autonomia delle scuole, ampliato i poteri dei presidi e ripristinato i diritti decisionali e di consultazione del personale docente. Le modifiche hanno inoltre rafforzato la rappresentanza dei dipendenti e chiarito le condizioni alle quali gli insegnanti possono esercitare il proprio diritto di sciopero.
Non si perda mai una notizia: si iscriva al canale WhatsApp ufficiale di Daily News Hungary!
Cosa cambia per gli insegnanti?
La sentenza riguarda la legittimità delle restrizioni imposte dal precedente governo, mentre il nuovo governo ha già introdotto modifiche al quadro normativo che disciplina l’istruzione pubblica e le azioni sindacali. Lannert ha affermato che le opinioni e le critiche degli insegnanti saranno fondamentali per il rinnovamento del sistema educativo ungherese.

