Il Pakistan porta il proprio riso e la propria diplomazia in una cucina di Budapest

Importatori, chef e professionisti del settore alimentare ungheresi si sono riuniti questa settimana presso una scuola di cucina a Budapest per una promozione commerciale di tipo diverso: quella che si svolge davanti ai fornelli.
L’Ambasciata del Pakistan ha organizzato il primo Pakistan Rice Festival in Ungheria presso la KuktaParty Chef Academy, un evento incentrato su un unico prodotto. Il riso basmati pakistano, un riso aromatico a chicco lungo, è tra i prodotti di esportazione più noti del Paese, e l’obiettivo dell’Ambasciata era quello di presentarlo agli operatori commerciali ungheresi nella forma più persuasiva possibile: cotto, servito e gustato.
L’elenco degli invitati rifletteva tale scopo. Importatori e imprenditori del settore agroalimentare costituivano la maggior parte dei presenti, affiancati da rinomati chef ungheresi, rappresentanti di diversi enti pubblici e membri della comunità diplomatica.



Un chicco dotato di identità giuridica
L’ambasciatore Asif Hussain Memon ha aperto l’evento, spiegando agli ospiti che la cucina pakistana presenta una varietà notevolmente più ampia di quanto il pubblico internazionale tenda a credere, e che le spezie e il riso ne costituiscono il fulcro. Gran parte di ciò che all’estero viene riconosciuto come cucina pakistana, ha osservato, rappresenta solo una minima parte di ciò che le nostre cucine producono effettivamente.
Ha inoltre richiamato l’attenzione su un aspetto che riveste maggiore importanza per gli importatori che per i consumatori. Il riso Basmati è protetto dall’Indicazione Geografica, una denominazione che lega il nome al riso coltivato in specifiche regioni del Pakistan e garantisce agli acquirenti sia la sua origine che la sua qualità.
Oltre al riso, l’Ambasciata ha esposto una selezione di altri prodotti alimentari pakistani, in particolare il sale rosa dell’Himalaya, venduto in tutto il mondo sia in forma culinaria che decorativa. Gli ospiti sono stati invitati ad assaggiare le sue diverse varietà, da quella finemente macinata a quella a grana grossa.
Tra i presenti figuravano i maestri chef ungheresi István Asztalos e Péter Korpádi, i quali hanno parlato con grande apprezzamento della ricchezza e della complessità dei piatti proposti, nonché della qualità del riso che ne costituiva l’elemento centrale.

Il biryani, preparato a strati
Il momento clou del pomeriggio è stata una dimostrazione di cucina dal vivo a cura dell’addetto al commercio e agli investimenti dell’Ambasciata, Shehryar Qaisrani, il quale ha preparato e illustrato il procedimento di preparazione del biryani davanti al pubblico presente in sala.
Il biryani è uno dei piatti più celebri della cucina pakistana, nonché uno dei più impegnativi. Il riso viene parboilato anziché cotto completamente, quindi disposto a strati sopra la carne speziata con cipolle fritte, erbe aromatiche e zafferano, senza mai essere mescolato, e coperto con un coperchio per terminare la cottura nel proprio vapore. Questa tecnica, nota come «dum», conferisce al piatto la caratteristica separazione dei chicchi e la tonalità a tre colori che appare quando si apre la pentola.
Ogni ospite è ripartito con un campione di riso basmati pakistano e un breve ricettario preparato dall’Ambasciata in lingua ungherese, contenente una selezione di piatti a base di riso, affinché potessero provare a cucinarli a casa propria.
László Asztalos, titolare di KuktaParty, ha affermato che ospitare l’evento è stato motivo di orgoglio per la scuola. Lo ha descritto come una gradita opportunità per contribuire alla promozione della gastronomia pakistana in Ungheria, sostenendo al contempo lo sviluppo dei legami professionali e culturali tra i due Paesi.

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Dalla cucina alla sala delle contrattazioni
Anche il cibo ha rappresentato una via d’accesso al mondo degli affari. L’Ambasciatore ha invitato i partecipanti a prendere parte a FoodAg 2026, la fiera internazionale pakistana dedicata all’alimentazione e all’agricoltura, che si terrà presso l’Expo Centre di Karachi dal 23 al 26 novembre. La fiera riunisce diverse centinaia di esportatori nei settori del riso, della frutta, dei prodotti ittici e degli alimenti trasformati, e offre agli importatori ungheresi l’accesso diretto ai fornitori pakistani.
L’ambizione commerciale alla base dell’evento non è casuale. Proprio lo scorso anno il Governo del Pakistan ha istituito un’ala commerciale dedicata presso la propria Ambasciata a Budapest, nell’ambito di uno sforzo più ampio volto a instaurare relazioni commerciali nei mercati europei in cui il Pakistan non è stato tradizionalmente attivo.
Prima i manghi, poi il riso
Non è la prima volta che i prodotti pakistani lasciano il segno in Ungheria. Quando l’Ambasciata ha offerto dei manghi pakistani all’inizio di quest’estate, la risposta è stata insolitamente calorosa e il Primo Ministro Péter Magyar ha espresso pubblicamente il proprio apprezzamento.
Parlando delle relazioni più ampie tra i due Paesi, l’ambasciatore Memon ha affermato che il cibo si è rivelato uno dei ponti più naturali tra di essi.
«I rapporti tra il Pakistan e l’Ungheria sono da sempre amichevoli, fondati sul rispetto e sulla fiducia reciproci», ha affermato. «Ritengo che questa relazione racchiuda un notevole potenziale ancora inesplorato, e il mio obiettivo in qualità di ambasciatore è quello di trasformare la nostra fiducia politica in risultati economici concreti e in amicizie durature tra i nostri popoli».
Ha aggiunto che il Festival del Riso è stato un esempio concreto di ciò che ciò significa nella pratica.
«Ci ha permesso di presentare il riso basmati pakistano a chef, importatori e professionisti del settore alimentare ungheresi nel modo più diretto possibile: cucinandolo e condividendolo. La diplomazia si svolge spesso attorno a un tavolo. In questa occasione, è avvenuta proprio attorno a uno di essi».


