Il governo Orbán ha speso 2,2 milioni di euro per un monastero in Slovacchia, ma l’edificio è ancora inagibile

Un complesso monastico storico nel sud della Slovacchia, acquistato con fondi pubblici ungheresi sotto il precedente governo Orbán, rimane inutilizzabile nonostante siano stati spesi centinaia di milioni di HUF per la sua ristrutturazione.
L’amministrazione Orbán ha pagato circa 219.000 euro per gli immobili situati a Šahy (Ipolyság), mentre per il progetto di restauro sono stati stanziati quasi 800 milioni di HUF (oltre 2,2 milioni di euro). Tuttavia, i lavori di costruzione sono in fase di stallo e il suo futuro rimane incerto. Secondo le informazioni fornite dal Ministero dei Trasporti e degli Investimenti ungherese, sono già stati spesi oltre 440 milioni di HUF (più di 1,2 milioni di euro) per i lavori di ristrutturazione. Sarà necessario un ulteriore investimento consistente prima che il complesso possa essere messo in funzione.
In che modo il governo Orbán ha acquisito il monastero?
Come riportato dalla testata giornalistica d’inchiesta Átlátszó, la vicenda ha avuto inizio nel dicembre 2020, quando il politico slovacco-ungherese Örs Orosz ha annunciato che la sua associazione civica Sine Metu aveva acquistato un edificio storico a Šahy. Il complesso comprendeva un ex monastero premonstratense, risalente a circa 800 anni fa, e un edificio adiacente legato ai gesuiti. Nel corso degli anni gli edifici avevano subito un notevole degrado. Orosz si è quindi rivolto ai funzionari del governo ungherese per discutere del finanziamento di un restauro completo.
Nel marzo 2021, Manevi SK, una filiale slovacca della Fondazione per la conservazione del patrimonio dell’Europa centrale (KEOMA), sostenuta dallo Stato ungherese, ha acquisito il complesso monastico e le proprietà circostanti. Il ministero ha successivamente confermato che gli immobili sono stati acquistati da diversi venditori per un importo complessivo di 219.000 euro, pari a circa 87 milioni di HUF (attualmente circa 240.000 euro) all’epoca. Tale importo includeva 99.000 euro versati a Sine Metu per gli immobili collegati al monastero dei gesuiti.
Quasi 800 milioni di HUF stanziati per la ristrutturazione
Il Ministero degli Affari Esteri e del Commercio ungherese, guidato da Péter Szijjártó, probabilmente il ministro più importante dell’esecutivo di Orbán, ha stanziato 774 milioni di HUF (oltre 2,1 milioni di euro) per il progetto, ufficialmente descritto come il recupero dell’ex granaio premonstratense a Šahy. L’accordo di finanziamento è stato firmato nel dicembre 2023 dal viceministro degli Affari Esteri Levente Magyar. La prima fase dei lavori di ristrutturazione è stata affidata alla Pesti Építő Zrt., che nel febbraio 2025 si è aggiudicata l’appalto per un importo netto di 445,97 milioni di HUF (oltre 1,2 milioni di euro).
I lavori hanno compreso riparazioni strutturali, il rafforzamento delle fondamenta e la sostituzione dell’attuale copertura contenente amianto. Sebbene i lavori al tetto sembrino ora completati, la ristrutturazione nel suo complesso rimane incompiuta. I progetti originali prevedevano un ristorante, un hotel di 13 camere con una piccola area benessere e un birrificio. Queste idee erano state illustrate in un post pubblicato su Facebook sulla pagina ufficiale del monastero nel marzo 2025, ma ad oggi quello rimane l’ultimo post pubblicato sulla pagina.
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Il nuovo governo deve ancora decidere il futuro del complesso
I lavori di ristrutturazione sono in fase di stallo, poiché gli operai edili hanno abbandonato il cantiere mesi fa. Il cambio di governo in Ungheria ha aggiunto ulteriore incertezza al progetto. Il governo di Péter Magyar ha sciolto la KEOMA, che aveva acquisito 41 immobili al di fuori dell’Ungheria utilizzando fondi pubblici. La responsabilità delle sue funzioni pubbliche e i diritti di proprietà sulle sue controllate sono stati trasferiti al Ministero dei Trasporti e degli Investimenti.
Il ministero ha confermato che i finanziamenti per la seconda fase rimangono disponibili. Tuttavia, i lavori non sono ripresi poiché le autorità stanno esaminando il portafoglio immobiliare della fondazione e l’assetto proprietario del suo gruppo societario. I funzionari hanno dichiarato di non poter ancora fornire dettagli su quando la ricostruzione potrebbe riprendere o su come il complesso verrà infine utilizzato.
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Dubbi sulla trasparenza
Le circostanze relative all’acquisto e alla ristrutturazione hanno sollevato interrogativi sulla trasparenza della spesa del governo Orbán per immobili situati al di fuori dei propri confini. Orosz non ha risposto alle domande relative al prezzo di acquisto originario pagato dalla sua associazione né alla fonte dei relativi finanziamenti prima della pubblicazione del rapporto originale.
L’ex deputato ungherese Ákos Hadházy ha criticato il progetto, sostenendo che esso riflette preoccupazioni più ampie riguardo alla trasparenza della spesa pubblica per immobili e iniziative nelle comunità ungheresi all’estero. Per il momento, lo storico monastero rimane un progetto incompiuto, con centinaia di milioni di HUF già spesi e la sua destinazione finale ancora da definire.

