Miliardario ungherese rilasciato dalla custodia cautelare ma sottoposto agli arresti domiciliari in un caso di corruzione

Al miliardario ungherese Dániel Jellinek è stata concessa la liberazione dalla custodia cautelare a condizioni rigorose nell’ambito di un’importante indagine per corruzione che coinvolge l’ex operatore di autobus di proprietà statale del Paese.
Miliardario ungherese sottoposto agli arresti domiciliari in un importante caso di corruzione
Il miliardario ungherese Dániel Jellinek è in procinto di lasciare la custodia cautelare a condizioni rigorose nell’ambito di un’importante indagine per corruzione che coinvolge un’azienda di trasporti statale. Un altro importante uomo d’affari, tuttavia, rimarrà dietro le sbarre.
L’imprenditore miliardario ungherese Dániel Jellinek sarà rilasciato dalla custodia cautelare e posto agli arresti domiciliari con monitoraggio elettronico, mentre prosegue un’importante indagine per corruzione. La decisione è stata presa venerdì dal Tribunale distrettuale centrale di Buda, secondo quanto riportato da 24.hu.
Nel frattempo, il tribunale ha prorogato di altri tre mesi la custodia cautelare di Norbert Szivek, ex direttore della Hungarian National Asset Management.
Entrambi gli uomini sono stati arrestati a settembre in relazione a un presunto caso di corruzione che coinvolge Volánbusz, l’ex operatore statale ungherese di autobus regionali.
Perché a Jellinek è stato concesso gli arresti domiciliari?
Secondo il Tribunale metropolitano di Budapest, che ha reso noti i dettagli della sentenza, Jellinek ha collaborato con gli investigatori e ha fornito una dichiarazione sostanziale nel corso del procedimento.
I giudici hanno concluso che il suo presunto coinvolgimento nella presunta rete di corruzione fosse relativamente limitato, riducendo il rischio che potesse manomettere le prove o influenzare altre persone coinvolte nelle indagini.
Tuttavia, il tribunale lo ha comunque ritenuto a rischio di fuga e ha ritenuto che il rischio di ulteriori attività criminali non fosse venuto meno. Di conseguenza, Jellinek dovrà rimanere in un’abitazione designata, con i suoi spostamenti monitorati elettronicamente.
Il tribunale è giunto a una conclusione diversa riguardo a Szivek, il quale è sospettato di aver svolto un ruolo più centrale nel presunto schema di corruzione.
Gli investigatori stanno ancora esaminando il caso e individuando potenziali testimoni. I giudici hanno pertanto ritenuto necessario mantenere Szivek in custodia cautelare per impedire possibili interferenze con le indagini. La sentenza del tribunale non è ancora definitiva e le accuse penali a carico di entrambi gli uomini rimangono oggetto di indagine.
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In cosa consiste il caso di corruzione Volánbusz?
L’indagine verte su presunte irregolarità finanziarie che coinvolgono Volánbusz e le società di trasporto regionali collegate nel periodo compreso tra il 2015 e il 2018.
Secondo gli investigatori, oltre 600 autobus di seconda mano sarebbero stati acquistati a prezzi gonfiati, causando perdite finanziarie stimate in circa 10 miliardi di HUF.
Le autorità stanno inoltre esaminando altre transazioni relative a beni di proprietà pubblica e a presunti comportamenti finanziari scorretti. Il caso ha suscitato particolare attenzione a causa delle figure di spicco del mondo degli affari coinvolte.
Jellinek è il fondatore del Gruppo Indotek, un’importante società ungherese di investimenti immobiliari attiva nel settore degli immobili commerciali.
Szivek era in precedenza a capo della Hungarian National Asset Management, l’ente statale incaricato di esercitare i diritti di proprietà su numerose imprese di proprietà pubblica. Entrambi sono stati posti in stato di fermo a settembre nell’ambito di un’indagine più ampia su presunti casi di corruzione legati ad appalti nel settore dei trasporti pubblici.
L’indagine prosegue nonostante i cambiamenti relativi alla detenzione
Sebbene la collaborazione di Jellinek fosse stata ritenuta sufficiente a giustificare la sostituzione della custodia cautelare con una misura meno restrittiva, i giudici non hanno ritenuto che i rischi associati al suo rilascio fossero completamente scomparsi.
In particolare, il tribunale ha tenuto conto delle sue vaste relazioni d’affari e delle sue risorse finanziarie nel valutare la possibilità che potesse sottrarsi al procedimento penale. Nel caso di Szivek, i giudici hanno concluso che il mantenimento in custodia cautelare fosse necessario a causa della possibilità che egli potesse influenzare altre persone coinvolte nel procedimento.
L’ultima sentenza modifica quindi le condizioni in cui Jellinek è detenuto mentre le indagini proseguono, ma non rappresenta un proscioglimento dalle accuse. Nessuno dei due imprenditori è stato condannato in relazione al caso.
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