Reuters: L’Ungheria potrebbe escludere la russa Rosatom dal progetto nucleare di Paks

Secondo Reuters, il governo del primo ministro Péter Magyar sta valutando la possibilità di sostituire la società statale russa Rosatom come appaltatore principale per l’ampliamento del centrale nucleare di Paks II. Una decisione definitiva è prevista entro la fine dell’anno o all’inizio del 2027, mentre il governo esamina i costi del progetto, la sua fattibilità e le potenziali alternative.
L’Ungheria sta valutando un cambiamento significativo al proprio progetto nucleare di punta; secondo quanto riferito, il governo starebbe sondando fornitori alternativi per sostituire la russa Rosatom nell’ampliamento della centrale nucleare di Paks.
Due fonti informate sulla revisione hanno riferito a Reuters che tutte le opzioni rimangono sul tavolo, compresa la sostituzione dell’appaltatore principale. Il governo sta esaminando le implicazioni giuridiche, tecniche e finanziarie di tale mossa, nonché il suo potenziale impatto sul calendario del progetto e sulla sua fattibilità complessiva.
Una fonte vicina all’amministrazione ha affermato che il governo sta giungendo alla conclusione che l’ampliamento sia di per sé necessario, ma che Rosatom non debba esserne coinvolta.
La decisione è prevista per l’inizio del 2027
Secondo Reuters, il governo del primo ministro Péter Magyar dovrebbe prendere una decisione definitiva sul progetto Paks II entro la fine di quest’anno o all’inizio del prossimo.
Il costo dell’ampliamento era stato inizialmente stimato in 12,5 miliardi di euro. Al momento del primo getto di calcestruzzo, avvenuto nel febbraio 2026, l’Ungheria aveva già speso oltre 2 miliardi di euro per il progetto.
L’appalto è stato aggiudicato a Rosatom senza gara d’appalto nel 2014, sotto l’ex primo ministro Viktor Orbán. Da allora è stato modificato cinque volte, mentre, secondo quanto riferito, un sesto emendamento sarebbe stato preparato ma non ancora firmato.
Sostituire l’azienda russa non sarebbe semplice. Secondo Reuters, l’Ungheria potrebbe dover farsi carico degli 1,1 miliardi di euro già versati a Rosatom, oltre alle eventuali penali previste per la risoluzione del contratto. Non è stato indicato pubblicamente alcun fornitore alternativo.

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Rosatom afferma di non aver ricevuto alcuna notifica di risoluzione del contratto
Rosatom ha dichiarato a Reuters che sta proseguendo i lavori secondo il calendario concordato con lo Stato ungherese. L’azienda ha inoltre affermato che è in corso la produzione delle attrezzature principali per le future unità del reattore.
«Non abbiamo ricevuto alcuna notifica formale da parte del cliente in merito all’intenzione di rescindere il contratto, né ravvisiamo alcun motivo giuridicamente giustificato per una tale decisione», ha affermato un portavoce dell’azienda.
La dichiarazione suggerisce che a Rosatom non sia stata comunicata alcuna procedura formale di risoluzione, nonostante le notizie relative alla revisione del progetto e alle discussioni su fornitori alternativi.
Un fornitore europeo potrebbe rendere il progetto più gestibile in termini di politica estera e sanzioni, ha riferito una fonte a Reuters. Tuttavia, la sostituzione dell’appaltatore non eliminerebbe le sfide tecniche e gestionali del progetto.
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La sentenza della Corte di giustizia dell’UE accresce l’incertezza su Paks II
Il progetto ha già dovuto affrontare complicazioni di natura giuridica e normativa. Nel settembre 2025, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha annullato l’approvazione concessa dalla Commissione europea nel 2017 in merito agli aiuti di Stato per Paks II, aggiungendo un ulteriore ostacolo al progetto di espansione.
Il progetto è inoltre politicamente delicato a causa della stretta cooperazione nucleare dell’Ungheria con la Russia a seguito dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte di Mosca nel febbraio 2022. Sebbene i paesi dell’UE abbiano ridotto la propria dipendenza dal petrolio e dal gas russi, Rosatom ha finora evitato le sanzioni a livello dell’Unione.
Paks II è il progetto di energia nucleare di Rosatom di maggiore rilievo all’interno dell’Unione europea. La Finlandia ha rescisso il proprio contratto con la società russa nel maggio 2022 e da allora le due parti sono coinvolte in controversie legali.
L’Ungheria intende comunque continuare a fare affidamento sull’energia nucleare
Nonostante il possibile cambio di appaltatore, il governo ungherese rimane impegnato a favore dell’energia nucleare, secondo quanto riportato da Reuters. L’energia nucleare fornisce grandi quantità di elettricità a basse emissioni di carbonio 24 ore su 24, contribuendo a bilanciare le fonti rinnovabili la cui produzione varia a seconda delle condizioni meteorologiche.
L’Ungheria prevede un aumento della domanda di energia elettrica, il che rende la produzione nucleare una componente importante del proprio futuro mix energetico. Zsuzsa Beres, sottosegretario di Stato per l’energia nucleare e le relazioni internazionali presso il Ministero dell’Economia e dell’Energia, ha recentemente affermato che l’energia nucleare e la sua catena di approvvigionamento offrono un potenziale significativo per rafforzare le capacità dell’Europa stessa.
Come possibile misura provvisoria, in attesa che venga riesaminato il futuro di Paks II, il governo sta inoltre valutando una proroga di 20 anni delle licenze di esercizio per i quattro reattori esistenti di costruzione russa a Paks. Le loro attuali licenze scadono tra il 2032 e il 2037.

