L’Ungheria rende accessibili gli archivi della polizia segreta dell’era comunista – Ma la presenza di un nome nel database significa che quella persona fosse un informatore?

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Gli ungheresi possono ora consultare un nuovo database online per scoprire se i propri parenti figuravano nei registri della sicurezza di Stato dell’era comunista. Il lancio di Nyitottaktak.hu, avvenuto il 4 novembre, mantiene una delle principali promesse elettorali del governo del primo ministro Péter Magyar, ma gli storici avvertono che il fatto di trovare il nome di una persona non significa automaticamente che questa abbia lavorato come informatore.

Il sito web, disponibile all’indirizzo nyitottaktak.hu, offre al pubblico l’accesso a copie digitalizzate di tre tipi di documenti conservati presso l’Archivio Storico dei Servizi di Sicurezza dello Stato ungherese (ÁBTL). I documenti riguardano persone che figuravano nelle banche dati della sicurezza di Stato del regime comunista prima della transizione democratica del 1989–1990.

Il lancio ha avuto luogo il 4 novembre, anniversario della repressione sovietica della Rivoluzione ungherese del 1956. Esso segna un passo importante verso l’apertura dei cosiddetti fascicoli degli agenti, una richiesta di lunga data che i governi che si sono succeduti dopo il cambio di regime non sono riusciti a soddisfare.

Cosa è possibile trovare nella banca dati?

Il sito web è una banca dati consultabile, piuttosto che un semplice elenco di nomi. Gli utenti possono cercare parenti, conoscenti o ex colleghi, anche per nome, data di nascita e indirizzo.

communist-era secret service files
Schermata: nyitottaktak.hu

Attualmente sono disponibili tre tipi di documenti storici:

  • Documenti su nastro magnetico: contengono il cosiddetto database H, un registro di rete con i nomi e i dati di base di circa 55.000 persone che sono state oggetto di attenzione da parte del sistema di sicurezza dello Stato. Le informazioni possono includere il nome in codice, il numero del fascicolo di reclutamento, il luogo di lavoro e altri dettagli personali. Tuttavia, il database è incompleto e non contiene i rapporti effettivi né le fotografie.
  • Registri «B»: questi registri di reclutamento, risalenti al periodo dal 1957 al 1962, contengono circa 25.000 nomi e riportano le persone per le quali sono stati aperti fascicoli della sicurezza di Stato.
  • Schede dell’Indice «Form 6»: forniscono informazioni più dettagliate, tra cui dati personali, professione, luogo di lavoro, data di reclutamento e i motivi per cui una persona è stata reclutata. Possono inoltre indicare per quanto tempo una persona è rimasta nei registri della sicurezza di Stato e quale funzionario si è occupato del suo reclutamento.

Tuttavia, esiste un’importante distinzione tra il fatto di figurare in questi registri e quello di operare effettivamente come informatore.

La presenza di un nome negli archivi implica che quella persona fosse un agente?

Non necessariamente. Il termine comunemente utilizzato «fascicoli degli agenti» può essere fuorviante, poiché i documenti riguardano diverse categorie di persone che sono finite nel mirino dei servizi di sicurezza dello Stato comunista.

Alcuni sono stati reclutati e hanno fornito attivamente informazioni, mentre altri hanno resistito ai tentativi di reclutamento, non hanno mai presentato rapporti né fornito informazioni ritenute inutili dalle autorità. Alcune persone sono state semplicemente registrate perché rappresentavano un oggetto di interesse per i servizi.

Secondo la sintesi di Telex, il termine più preciso è quindi «membro della rete». Anche una scheda del Modulo 6 non dimostra automaticamente che una persona abbia collaborato attivamente con i servizi di sicurezza dello Stato.

I rapporti effettivi redatti dagli informatori sulle persone da loro sorvegliate non saranno pubblicati nella banca dati. Le autorità sostengono che ciò sia necessario per proteggere le vittime della sorveglianza, i cui dati personali e la cui vita privata non devono essere resi pubblici. Le persone interessate e i loro familiari possono tuttavia richiedere l’accesso ai documenti pertinenti conservati negli archivi.

A febbraio seguiranno oltre 9.000 fascicoli di reclutamento

Il processo di pubblicazione non è ancora completato. La quarta categoria, potenzialmente la più rivelatrice, ovvero i singoli fascicoli di assunzione, dovrebbe essere resa disponibile entro il 25 febbraio 2027.

Gli archivi conservano oltre 9.000 fascicoli di questo tipo, alcuni dei quali contano decine o addirittura centinaia di pagine. Essi potrebbero rivelare in che modo le persone sono state avvicinate e reclutate, se siano state sottoposte a pressioni o ricatti, quale tipo di attività abbiano svolto e come si sia concluso il loro coinvolgimento con i servizi di sicurezza dello Stato.

La preparazione di questi documenti richiede molto più tempo poiché devono essere digitalizzati e controllati, con la rimozione delle informazioni personali protette. Il processo riguarda circa un milione di pagine di materiale.

Un passo a lungo atteso verso il confronto con il passato dell’Ungheria

L’apertura degli archivi è stata per decenni una rivendicazione politica. Il governo Fidesz-KDNP ha ripetutamente respinto le proposte di rendere pubblici i documenti, mentre Magyar ha promesso durante la sua campagna elettorale che il suo governo li avrebbe finalmente resi accessibili.

Il governo ha inoltre istituito un comitato indipendente e interdisciplinare composto da storici, sociologi, psicologi e altri specialisti, con il compito di aiutare ad affrontare le conseguenze sociali della pubblicazione. Il suo lavoro è inteso a sostenere le famiglie e le comunità nel confrontarsi con scoperte potenzialmente difficili relative al loro passato.

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