ULTIME NOTIZIE: Le autorità ungheresi smantellano una rete criminale responsabile di accordi a prezzi gonfiati per la fornitura di ventilatori Covid legati all’ex governo – Video

L’Amministrazione nazionale delle imposte e delle dogane ungherese (NAV) ha avviato un’importante operazione contro una presunta rete criminale coinvolta nella fornitura di ventilatori e mascherine mediche allo Stato durante la pandemia di Covid-19.

Arrestati e beni sequestrati in due paesi

L’indagine riguarda società che hanno venduto attrezzature mediche al Ministero degli Affari Esteri e del Commercio, allora guidato da Péter Szijjártó, e ad altri enti statali nell’ambito di contratti per un valore di 15,6 miliardi di HUF (40 milioni di euro all’epoca).

Secondo la NAV, i sospettati avrebbero ricavato oltre 3 miliardi di HUF di profitti da tali transazioni, per poi avvalersi di una rete di società e fatture fittizie al fine di evadere oltre 660 milioni di HUF di imposte. L’operazione si è svolta in diverse località dell’Ungheria e, grazie all’assistenza internazionale, in Austria nelle prime ore del 27 ottobre.

Contratti sovrastimati e società sospette

I contratti, firmati nel 2020, hanno portato alla fornitura di 800 ventilatori e tre milioni di mascherine mediche provenienti dalla Cina. Gli investigatori sostengono che la rete abbia creato una struttura di società prive di reale attività commerciale al fine di occultare i profitti e ridurre l’IVA dovuta sulla vendita delle attrezzature.

Secondo l’autorità fiscale, le società facenti parte della rete hanno emesso fatture false relative a presunti servizi informatici, consentendo alle imprese coinvolte di richiedere riduzioni ingiustificate dei propri obblighi fiscali. Parte dei profitti sarebbe stata trasferita a una società registrata negli Emirati Arabi Uniti, mentre il resto sarebbe stato prelevato in contanti in Ungheria.

La NAV ha diffuso il video dell’operazione

Nel corso dell’operazione, le autorità hanno sequestrato o congelato beni per un valore di 1,5 miliardi di HUF. Un uomo è stato arrestato in Austria in base a un mandato d’arresto europeo e posto in stato di detenzione. Altre undici persone sono state interrogate in Ungheria in qualità di indagati, due delle quali sono state anch’esse poste in stato di detenzione.

È stato emesso un mandato di arresto internazionale nei confronti di un altro presunto leader della rete, che secondo gli investigatori potrebbe trovarsi attualmente in Indonesia. La NAV sta indagando su presunte frodi di bilancio su larga scala commesse nell’ambito di un’organizzazione criminale, sul riciclaggio di denaro e su altri reati. Le accuse non sono state ancora accertate da un tribunale.

Indagine separata sui ventilatori venduti a prezzi gonfiati

Il caso solleva inoltre interrogativi in merito alla controversa procedura di appalto delle attrezzature mediche durante la pandemia, quando l’Ungheria ha sostenuto ingenti spese per assicurarsi le forniture in un contesto di carenza globale. L’Ufficio Nazionale di Investigazione sta conducendo un’indagine penale separata sulla procedura di appalto stessa, esaminando sospetti casi di abuso di fiducia, possibili prezzi gonfiati e l’idoneità delle attrezzature allo scopo previsto.

La distinzione è significativa: l’indagine fiscale si concentra sulla presunta occultazione di utili e sull’evasione fiscale da parte delle società coinvolte nelle transazioni, mentre l’indagine separata esamina potenziali illeciti connessi all’acquisto delle attrezzature.

L’ultima operazione segna uno sviluppo significativo nel controllo delle operazioni effettuate durante la pandemia. Tuttavia, le autorità non hanno annunciato che Péter Szijjártó o i funzionari del ministero siano indagati nel caso fiscale, e la dichiarazione disponibile non dimostra che il ministro abbia personalmente diretto o fosse a conoscenza del presunto schema fiscale.

Le indagini proseguono, con le autorità impegnate a rintracciare i flussi di denaro e ad accertare le responsabilità dei soggetti coinvolti.

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