L’Ungheria amplia la cooperazione energetica con la Polonia e la Repubblica Ceca grazie a un nuovo accordo regionale

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L’Ungheria ha ampliato la propria cooperazione energetica regionale con la Polonia e la Repubblica Ceca, che hanno aderito a una coalizione più ampia che coinvolge l’Italia e diversi paesi dell’Europa centrale e meridionale. L’accordo è stato firmato a Zagabria, dove i ministri dell’Energia hanno inoltre discusso dell’accesso al gas naturale del Mar Nero, della diversificazione delle fonti di approvvigionamento e dei previsti investimenti dell’Ungheria nell’energia verde.

Il ministro dell’Economia e dell’Energia ungherese, István Kapitány, ha annunciato la notizia domenica in un video pubblicato su Facebook. Secondo la sua dichiarazione, le discussioni si sono concentrate sul rafforzamento della sicurezza energetica, garantendo ai paesi partecipanti l’accesso a un maggior numero di fonti di approvvigionamento e di vie di trasporto.

L’ampliamento della cooperazione porta altri due membri del Gruppo di Visegrád (V4) a far parte dell’iniziativa. La Polonia e la Repubblica Ceca si uniscono all’Ungheria, alla Croazia, alla Romania e all’Italia in un quadro regionale volto a migliorare l’integrazione del mercato energetico.

Uno dei temi chiave è stata la diversificazione delle rotte di approvvigionamento del gas. L’Ungheria intende collaborare più strettamente con la Croazia e la Romania per garantire l’accesso a fonti energetiche alternative, tra cui il gas naturale estratto nella regione del Mar Nero.

«Il nostro obiettivo è che l’Ungheria possa approvvigionarsi di energia da un numero crescente di fonti, in modo sicuro e a prezzi accessibili», ha affermato Kapitány.

L’Ungheria punta sulle forniture di gas dal Mar Nero

Durante l’incontro a Zagabria, Kapitány ha inoltre tenuto colloqui separati con il nuovo ministro dell’Energia rumeno. Le due parti hanno esaminato in che modo l’Ungheria possa svolgere un ruolo più attivo nell’acquisto del gas naturale prodotto nel Mar Nero e nel facilitarne il trasporto verso la regione.

Si prevede che il Mar Nero diventi una fonte sempre più importante di gas naturale per l’Europa centrale e sud-orientale, grazie allo sviluppo di nuovi progetti di produzione. Tuttavia, l’accesso a tali forniture dipende anche dalle infrastrutture disponibili, dalla capacità di trasporto e dagli accordi tra i paesi coinvolti.

Kapitány ha definito costruttivo il colloquio con il suo omologo rumeno e ha affermato che i due ministri proseguiranno i colloqui a Bucarest tra due settimane.

L’incontro di Zagabria ha riguardato anche i principali progetti di sviluppo energetico dell’Ungheria, in particolare i suoi sforzi volti ad ampliare la capacità di energia verde.

Per l’Ungheria, una più stretta cooperazione con i paesi confinanti potrebbe contribuire a diversificare le sue importazioni energetiche e a ridurre la dipendenza da singole rotte di approvvigionamento. Questo accordo denota un approccio regionale più forte, sebbene il suo impatto concreto dipenderà dai progetti e dagli accordi di fornitura che ne seguiranno.

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