Approvato a Budapest un controverso progetto per 140 abitazioni nonostante le accese proteste locali

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Il consiglio del Distretto XI (Újbuda) di Budapest ha approvato un controverso accordo urbanistico che di fatto apre la strada alla realizzazione di un complesso residenziale di 140 appartamenti in prossimità del famoso lago Feneketlen.
I residenti si sono opposti, ma il consiglio ha affermato che il compromesso fosse l’unica soluzione
La decisione fa seguito a mesi di negoziati tra il Comune di Budapest, il promotore immobiliare Forestay e i residenti della zona, ma non è riuscita a placare l’opposizione della popolazione locale, secondo la quale il progetto eserciterà una pressione eccessiva sulle infrastrutture del quartiere e ne altererà il carattere.
Il complesso sostituirà l’ex sede del Partito Socialista Ungherese (MSZP) in via Villányi, un edificio di rilievo risalente agli anni ’70 che attualmente funge da residenza studentesca. La votazione si è svolta nel corso di una seduta straordinaria del consiglio comunale, durante la quale alcuni manifestanti si sono radunati all’esterno con cartelli recanti le scritte «Újbuda è piena» e «Basta con la lobby del cemento», prima di esprimere le proprie preoccupazioni all’interno dell’aula.
Il consiglio distrettuale di Budapest approva i piani di sviluppo rivisti
L’accordo urbanistico approvato consente a Forestay di costruire sul sito tre blocchi residenziali contenenti circa 140 appartamenti. Sebbene il progetto rimanga altamente controverso, i funzionari del distretto sostengono che le trattative abbiano garantito concessioni significative da parte del promotore immobiliare, scrive Telex.
In base all’accordo, la superficie edificabile massima dell’area è stata ridotta dal 50% al 40%, mentre la quota di spazi verdi richiesta è stata aumentata al 30%. Anche il punto più alto del complesso è stato abbassato a 26,95 metri rispetto alle proposte precedenti. Forestay verserà inoltre 1 milione di HUF (circa 2.800 euro) per ogni appartamento a titolo di contributo allo sviluppo locale a favore del distretto.
Il vicesindaco Attila Erhardt ha sostenuto che il Comune avesse già inasprito le norme urbanistiche, in precedenza generose, ereditate da una precedente amministrazione, affermando che l’accordo attuale rappresenta il risultato più favorevole ottenibile nell’ambito della legislazione vigente.
Il promotore immobiliare afferma che il progetto è stato notevolmente ridimensionato
Secondo Forestay, i piani originari hanno subito diverse revisioni a seguito di lunghe consultazioni con i proprietari degli immobili limitrofi, in particolare con coloro che risiedono sulle pendici della collina Gellért di Budapest, affacciata sul lago Feneketlen.
La società ha dichiarato che, prima di riprogettare l’opera, sono state effettuate indagini fotografiche dettagliate dagli appartamenti vicini per valutare l’impatto sulla vista panoramica. L’amministratore delegato e comproprietario Péter Németh ha affermato che la società ha progressivamente ridotto l’altezza degli edifici nel corso delle trattative.
Ha sottolineato che le attuali norme urbanistiche avrebbero consentito la realizzazione di edifici fino a nove piani con un numero di appartamenti compreso tra 200 e 300. Forestay afferma invece di aver volontariamente limitato il progetto a edifici di cinque piani contenenti circa 140 abitazioni, aumentando al contempo le aree verdi oltre i requisiti normativi. È stato inoltre raggiunto un accordo scritto con i residenti degli edifici limitrofi volto a preservare le attuali vedute sul lago.

L’edificio storico rimane un altro punto di contesa
Il futuro dell’edificio esistente è diventato controverso quasi quanto il progetto residenziale stesso. Costruito originariamente come centro di formazione per la sezione di Budapest dell’ex partito comunista ungherese, è poi diventato la sede del Partito Socialista dopo la transizione politica. Oggi funge da alloggio per studenti.
Diverse organizzazioni civiche e residenti locali hanno sostenuto che la struttura dovrebbe essere preservata anziché demolita e ricostruita. Essi sottolineano la sua architettura distintiva e le preziose opere d’arte presenti all’interno, in particolare un mosaico in vetro unico nel suo genere composto da circa 500.000 tessere singole.
Alcuni residenti hanno persino suggerito che l’edificio dovrebbe essere sottoposto a tutela come bene culturale, sebbene attualmente non goda di tale status. Forestay afferma di aver completato un inventario dei beni culturali dell’edificio e di essere impegnata a preservare il mosaico. Secondo il promotore immobiliare, un museo ha già manifestato interesse ad acquisire l’opera d’arte, sebbene si stia ancora valutando la possibilità di reinstallarla nell’edificio ricostruito.
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Il consiglio comunale afferma di non poter bloccare il progetto
Una delle questioni centrali emerse nel corso del dibattito è stata se il Comune di Budapest avrebbe potuto impedire del tutto la costruzione. Gli oppositori hanno sostenuto che il distretto avrebbe dovuto imporre un blocco edilizio e cercare vie legali alternative per ridurre i diritti di edificabilità del sito. Tuttavia, i vertici del Consiglio sostengono che la legislazione urbanistica ungherese abbia lasciato loro opzioni limitate.
In base alle norme vigenti, i comuni che riducono i diritti di edificabilità di un immobile entro sette anni dall’acquisizione di tali diritti potrebbero essere tenuti a risarcire il proprietario del terreno, con un costo potenzialmente pari a miliardi di fiorini. I funzionari hanno affermato che tale quadro giuridico rendeva le restrizioni unilaterali finanziariamente irrealizzabili.
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Il consiglio comunale si è espresso a favore dei piani dei promotori immobiliari
Il consiglio del distretto di Budapest ha inoltre sostenuto che un divieto temporaneo di costruzione avrebbe probabilmente perso efficacia una volta che i comuni avessero adottato i nuovi documenti di pianificazione locale, che devono essere completati a livello nazionale entro giugno 2027. I funzionari del distretto hanno quindi concluso che negoziare un compromesso con il promotore immobiliare offrisse maggiori vantaggi rispetto al ricorso a misure legali che difficilmente avrebbero potuto fermare il progetto.
Nel frattempo, il consiglio ha inoltre approvato accordi urbanistici separati con il promotore immobiliare Biggeorge Property, relativi a tre ulteriori complessi residenziali situati in altre zone del Distretto XI. Nell’ambito di tale accordo, la società contribuirà con 500 milioni di HUF (circa 1,4 milioni di euro) alla costruzione di una nuova passeggiata lungo il Danubio e verserà al distretto un contributo urbanistico pari a 800.000 HUF (2.250 euro) per ogni appartamento realizzato.
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