Budapest ospita un importante festival cinematografico hollywoodiano — I vincitori potrebbero arrivare agli Oscar!

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Dopo 22 anni passati a sostenere le registe donne a Hollywood, il rinomato La Femme International Film Festival ha ufficialmente inaugurato la sua sede europea. La prima edizione del La Femme International Film Festival Europe (LAFIFFE) ha concluso il suo attesissimo debutto a Budapest, in Ungheria (4-7 giugno 2026), con un festoso gala di chiusura all’Hilton Budapest, dove sono stati assegnati i massimi riconoscimenti e un percorso diretto agli Academy Awards a una rosa internazionale di creatrici visionarie.

Un’eredità di 22 anni arriva in Europa Dal 2005, il La Femme International Film Festival con sede a Los Angeles ha sostenuto oltre 3.000 creatrici in tutto il mondo, fungendo da trampolino di lancio fondamentale per progetti che spesso approdano nei palinsesti delle major e sulle piattaforme di streaming. Con l’istituzione del LAFIFFE, il festival gemello europeo mira ad affrontare il grave squilibrio globale nell’industria cinematografica, dove le donne occupano attualmente solo il 18% dei ruoli chiave, il 16% dei posti di regia e un mero 6% delle posizioni di direttore della fotografia.

Per poter partecipare al concorso, i film dovevano avere una donna in almeno un ruolo creativo chiave (regista, produttrice o sceneggiatrice). Un valore unico e molto ambito del LAFIFFE è la sua “Porta d’accesso a Hollywood”: i vincitori delle categorie Cortometraggio, Cortometraggio d’animazione, Cortometraggio documentario e Documentario beneficiano di una settimana di proiezioni nelle sale di Los Angeles, qualificandosi così per la selezione agli Oscar.

La prima edizione a Budapest Realizzata dalla fondatrice e produttrice del festival Leslie La Page, insieme al team di gestione europeo composto da Fanni Forgács, Judit Parádi e Zita Szécsi, l’evento di quattro giorni a Budapest si è trasformato in un vivace raduno cinematografico internazionale. Il pubblico del Cinema City Mammut 2 ha potuto godere di una programmazione variegata di quasi 80 film provenienti da oltre 20 paesi.

Il festival è stato caratterizzato da intense tavole rotonde, interviste ai registi trasmesse in diretta streaming e un continuo scambio di esperienze tra creatori, produttori e investitori.

Il premio per il Miglior Cortometraggio d’Animazione è andato al film peruviano “Collective Memory”, diretto da Cristina Colmenares. Anche tre produzioni ungheresi hanno vinto dei premi: il premio per il Miglior Cortometraggio è andato a “Immortals”, diretto da Edit Nagyistók; la giuria ha premiato il film di Anna Boglárka VargaYou’re Gonna Kill a Deer!” con un premio speciale nella categoria Cortometraggi studenteschi; mentre il premio speciale offerto da Origo Studios è stato assegnato alla sceneggiatura “Forsaken”, scritta da Fruzsina Fekete e Áron Horváth. Anche il premio per il Miglior Cortometraggio Documentario ha avuto un legame con l’Ungheria, poiché la produzione americana “Rocky’s Story”, diretta dalla regista ungherese Linda Marian, si è aggiudicata l’onorificenza.

Il premio per il Miglior Documentario è stato assegnato al film portoghese “We Are Two Abysses”, diretto da Kopal Joshy, mentre il Miglior Lungometraggio è stato il film in coproduzione portoghese-americana “HoneyJoon” di Lilian T. Mehrel. Il premio per la Migliore Sceneggiatura è stato vinto dall’inglese Jen Lynn Romnes per “No Tell Motel”, mentre il premio per la Migliore Sceneggiatura di un Pilot TV è stato assegnato all’inglese Laura J. Harris per “Flame of the Iceni”. L’ospite d’onore del festival, l’attrice e produttrice kosovaro-albanese Arta Dobroshi, è stata insignita del “Legend Award” per la sua ispirante opera cinematografica e sociale.

I vincitori ufficiali e i vincitori per categoria del LAFIFFE 2026

1. Miglior cortometraggio d’animazione

    Vincitore:Collective Memory” – Regia: Cristina Colmenares (Perù)

    Altri candidati: Till The Sun Sets, Yokaitopia

    Nel 1983, durante i giorni più bui del conflitto armato peruviano, soldati mascherati fecero irruzione nella casa di Adelina e portarono via suo marito con l’accusa che egli appartenesse all’organizzazione terroristica “Sentiero Luminoso”. Lei non lo vide mai più. Dopo aver dovuto affrontare il silenzio e il disprezzo da parte della polizia e dei militari, Adelina unisce le forze con altre donne che hanno perso i propri mariti e figli in operazioni militari che avrebbero dovuto proteggerli. Si uniscono per chiedere giustizia.

    2. Miglior cortometraggio

    Vincitore: „Immortals” – Regia: Nagyistók Edit (Ungheria)

    Altri candidati: Our Monsters, A Small Service, Reborning, Dividing Lines

    Dopo la morte della sorella, Zoli deve affrontare pericolose sfide illegali online per mantenere la nipote e il nipote malato, Laci. Quando le condizioni di Laci peggiorano improvvisamente, Zoli deve accettare una sfida che potrebbe costargli la vita.

    3. Miglior sceneggiatura

    Vincitore: „No Tell Motel“ – Scritto da: Jen Lynn Romnes (Inghilterra)

    Altro candidato: Hurricane Huskies

    La storia è ispirata a fatti realmente accaduti. Un dramma toccante e profondamente umano che tratta di famiglia, dipendenza, seconde possibilità e elaborazione del passato.

    4. Miglior sceneggiatura di un episodio pilota televisivo

    Vincitore: „Flame of the Iceni” – Scritto da: Laura J. Harris (Inghilterra)

    Altro candidato: Dream Girl “The Ruth Handler Story”

    La serie drammatica storica racconta una storia di libertà, resistenza e identità attraverso le perdite e la determinazione di una principessa celtica guerriera.

    5. Miglior cortometraggio documentario

    Vincitore: „Rocky’s Story” – Regia: Linda Marian (USA)

    Altri candidati: Searching For Home, My Mum Used To Call Me Sister

    Una storia vera e profondamente commovente su un leone marino speciale di nome Rocky, che ne ripercorre l’incredibile viaggio dal momento in cui viene affidato alle amorevoli cure del Marine Mammal Care Center fino al suo definitivo ritorno nella sua casa nell’oceano.

    6. Miglior documentario

    Vincitore: «We Are Two Abysses» – Regia: Kopal Joshy (Portogallo)

    Altri candidati: Free Daughter of Free Kyrgyzstan, Full Steam Ahead

    Vivendo da solo tra le vette più alte delle montagne portoghesi, Carlos trascorre anni a scrivere lettere alla sua amata moglie defunta, sospeso in un tempo che non esiste più. Il suo mondo solitario viene sconvolto da un regista che si imbatte casualmente in lui mentre sta esplorando un lago misterioso.

    7. Miglior lungometraggio

    Vincitore: „HoneyJoon” – Regia: Lilian T. Mehrel (coproduzione Portogallo-USA)

    Altri candidati: #SaveRose, Satisfaction

    June e sua madre, Lela, di origini persiane e britanniche, si recano nelle romantiche Azzorre in occasione dell’anniversario del loro lutto, cercando di affrontare la perdita in modi radicalmente diversi. Un affascinante surfista le accompagna mentre cavalcano insieme le onde della vita, del lutto e del flirt, in un viaggio indimenticabile.

    8. Premio speciale: Cortometraggio studentesco 

    Vincitore: „You’re Gonna Kill A Deer!” – Regia: Varga Anna Boglárka (Ungheria)

    Il film si distingue per la sua visione appassionata di una giovane coppia, in cui la ragazza affronta la loro relazione vuota, la propria perdita e l’illusione dell’amore, il tutto in equilibrio sul confine tra realtà e immaginazione.

    9. Premio speciale Origo Filmstúdió

    Vincitore: „Forsaken” – Scritto da: Fekete Fruzsina e Horváth Áron (Ungheria)

    Quarantaquattro anni dopo la presunta morte di suo figlio, una donna scopre che egli è ancora vivo ed è stato rapito, e intraprende una crociata di vendetta. È inseguita da una detective alle prese con i propri demoni, e i loro destini si intrecciano in modo inaspettato. La lotta di due donne per la giustizia in una storia assurda, ma genuinamente est-europea, intessuta di bizzarro fascino. Con questo riconoscimento, Origo Studios ha offerto un pacchetto di servizi del valore di 5 milioni di HUF per il completamento del progetto.

    Riconoscimento onorario del LAFIFFE: Legend Award

    Vincitrice del Legend Award: Arta Dobroshi

    La serata di gala ha visto la consegna del Legend Award di quest’anno , ritirato dall’attrice e produttrice kosovaro-albanese Arta Dobroshi. La Dobroshi è la prima attrice kosovara a calcare i tappeti rossi dei festival cinematografici di Cannes, Berlino, Sundance e LA Femme. È nota per film acclamati a livello mondiale quali Lorna’s Silence, Three Worlds e Stray.

    Oltre alla sua attività artistica, è un’impegnata filantropa che difende attivamente i rifugiati in qualità di Ambasciatrice di buona volontà del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP). Per i suoi eccezionali contributi culturali e sociali, è stata precedentemente insignita dallo Stato francese del prestigioso Ordine delle Arti e delle Lettere. L’artista ha condiviso le sue riflessioni e le sue preziose esperienze professionali con il pubblico durante un’esclusiva tavola rotonda tenutasi domenica.

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