Chi è “Magyar”? Il comandante ucraino dei droni che la Russia ha imparato a temere

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Robert Brovdi, meglio conosciuto con il suo nome in codice militare “Magyar”, è diventato uno dei comandanti più noti nella guerra dei droni dell’Ucraina contro la Russia. Nelle ultime settimane, la sua unità — nota come «Magyar’s Birds» — ha rivendicato una serie di attacchi senza precedenti contro la cosiddetta «flotta ombra» russa nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, interrompendo le forniture di carburante alla Crimea occupata e attirando una crescente attenzione internazionale.
Perché viene chiamato «Magyar»?
Prima di diventare uno dei comandanti militari più in vista dell’Ucraina, Robert Brovdi era un uomo d’affari. È nato in Ucraina all’interno della minoranza ungherese del Paese, nella Transcarpazia (Zakarpattia), una regione confinante con l’Ungheria che da tempo ospita una consistente comunità etnica ungherese. La sua discendenza ungherese gli è valsa il nome in codice «Magyar»— termine ungherese che significa «ungherese» — che ha mantenuto per tutta la durata del suo servizio militare, secondo quanto riportato da 24.hu.
A seguito dell’invasione su vasta scala da parte della Russia nel 2022, Brovdi si è arruolato volontario nell’esercito ed è rapidamente diventato uno dei pionieri della guerra con i droni in Ucraina. Quella che era nata come una piccola squadra di volontari specializzata in droni si è evoluta nei «Magyar’s Birds», una delle unità aeree senza pilota più efficaci dell’Ucraina. Attualmente è al comando delle Forze dei sistemi senza pilota ucraine, dove supervisiona operazioni con droni a lungo raggio sempre più sofisticate.
In che modo i «Magyar’s Birds» sono diventati famosi?
Inizialmente, l’unità ha attirato l’attenzione per aver utilizzato droni commerciali a basso costo per distruggere carri armati, sistemi di artiglieria e postazioni di truppe russe con notevole precisione.
Nel corso del tempo, la forza si è trasformata in una formazione di droni altamente specializzata, in grado di coordinare operazioni su larga scala che coinvolgono droni da ricognizione, droni d’attacco con visione in prima persona (FPV) e sistemi d’attacco a lungo raggio.
L’unità pubblica regolarmente filmati di combattimento che hanno attirato milioni di visualizzazioni online e hanno contribuito a rendere Magyar uno dei volti più noti della guerra con i droni ucraina, in rapida evoluzione.
La campagna contro la flotta ombra russa
L’ultima operazione ha portato l’unità di Brovdi sotto i riflettori internazionali.
Secondo quanto dichiarato dalle autorità militari ucraine, i «Magyar’s Birds» hanno partecipato ad attacchi coordinati contro la cosiddetta «flotta ombra» russa — una rete di petroliere e navi da carico ormai obsolete utilizzate per il trasporto di petrolio russo nonostante le sanzioni occidentali.
💥 Sette navi della flotta ombra russa sono state colpite durante la notte nel Mar Nero e nel Mar d’Azov
NEXTA (@nexta_tv) 20 luglio 2026
Secondo Robert Brovdi (“Madyar”), comandante delle Forze dei sistemi senza pilota dell’Ucraina, durante la notte sono state prese di mira tre petroliere e quattro navi da carico.
In totale, nel mese di luglio sono state colpite 183 navi, poiché… pic.twitter.com/xpHHvdSmdl—
Secondo Reuters, tra l’inizio e la metà di luglio, funzionari ucraini hanno affermato che l’operazione ha messo fuori uso oltre 150 imbarcazioni nel Mar d’Azov e nel Mar Nero. Anziché affondare direttamente le navi, i droni avrebbero preso di mira i sistemi di propulsione e di governo, rendendo le imbarcazioni inabili al funzionamento ed evitando al contempo gravi fuoriuscite di petrolio. Reuters ha riferito che l’obiettivo era quello di paralizzare la logistica marittima che rifornisce la Crimea occupata, piuttosto che distruggere le navi.
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Perché la «flotta ombra» è così importante?
La flotta fantasma russa è diventata uno strumento fondamentale per mantenere le esportazioni di petrolio nonostante le sanzioni imposte dopo l’invasione dell’Ucraina.
Molte di queste navi operano con strutture proprietarie poco trasparenti, cambiando frequentemente nome, bandiera e compagnia assicurativa per eludere le restrizioni. Interrompere queste rotte marittime può complicare le forniture di carburante alla Crimea e aumentare la dipendenza della Russia dalla logistica stradale e ferroviaria, che a loro volta sono vulnerabili agli attacchi ucraini, secondo quanto riferito da Reuters.
Un simbolo della guerra con i droni dell’Ucraina
Che venga considerato un innovatore in campo militare o semplicemente uno dei comandanti più riconoscibili dell’Ucraina, Robert «Magyar» Brovdi è ormai strettamente associato alla trasformazione del Paese in leader mondiale nella guerra con i droni.
Le sue operazioni dimostrano come sistemi senza pilota relativamente economici possano minacciare infrastrutture e logistica un tempo ritenute fuori dalla portata delle tattiche convenzionali di guerra, rendendo i «Magyar’s Birds» una delle unità militari più seguite nell’attuale conflitto.
Come abbiamo scritto in precedenza, ecco perché l’Ungheria potrebbe rivelarsi il vincitore inaspettato nella corsa alla difesa che vede protagonisti Trump, l’Ucraina e l’Europa.
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