Consulente per le dipendenze di Budapest accusato di aver venduto sostanze stupefacenti ai pazienti; uno di essi è deceduto in seguito all’assunzione di tali sostanze

Un consulente per le dipendenze di 45 anni di Budapest è stato accusato di aver presumibilmente fornito sostanze stupefacenti a persone che cercavano il suo aiuto, tra cui un paziente che in seguito è deceduto dopo aver assunto diverse sostanze e farmaci.
La Procura distrettuale di Budapest per i distretti XX, XXI e XXIII chiede una pena detentiva di almeno 12 anni per l’uomo, che lavorava nel campo della terapia antidroga e della consulenza sulle dipendenze. I pubblici ministeri hanno inoltre richiesto che gli venga vietato di esercitare la propria professione e che i suoi beni vengano confiscati. L’indagato si trova attualmente in custodia cautelare e dovrà comparire in udienza preliminare alla fine di ottobre.
Da operatore nel campo della terapia antidroga a presunto spacciatore
Secondo i pubblici ministeri, l’uomo inizialmente lavorava come assistente sociale presso un’organizzazione che forniva terapia per la tossicodipendenza e sostegno ai giovani. Dopo aver completato un corso universitario di consulenza sulle dipendenze, è diventato operatore terapeutico.
Parallelamente a tale attività, forniva consulenza privata in materia di dipendenze nell’VIII distretto di Budapest a giovani alle prese con una dipendenza da sostanze stupefacenti o da farmaci soggetti a prescrizione medica, nonché a coloro che erano in fase di recupero.
Alcuni dei suoi clienti lo avevano già conosciuto grazie alla sua attività professionale, mentre altri, secondo quanto riferito, lo avrebbero trovato tramite passaparola o ricerche online. La Procura sostiene che il consulente abbia successivamente iniziato a fare uso di sostanze stupefacenti e abbia cominciato a fornire sostanze illegali ad alcuni dei suoi pazienti, come riporta 24.hu.
Un paziente è deceduto in seguito all’assunzione di sostanze stupefacenti e farmaci
Uno dei casi descritti dai pubblici ministeri si è concluso in tragedia. L’uomo avrebbe venduto a un suo ex paziente diversi tipi di sostanze stupefacenti, oltre a un farmaco. Nel febbraio 2024, il giovane ha assunto le sostanze e successivamente ha consumato ulteriori medicamenti.
Secondo l’accusa, gli effetti combinati delle sostanze e dei medicamenti hanno infine causato la morte del giovane. Le autorità sostengono che il consulente non abbia smesso di fornire sostanze stupefacenti dopo l’incidente mortale.
Sostanze stupefacenti presumibilmente vendute a un minore
I pubblici ministeri sostengono che in seguito egli abbia fornito sostanze stupefacenti a un minore che all’epoca era in terapia presso di lui. La condotta contestata avrebbe quindi avuto luogo mentre il giovane avrebbe dovuto ricevere un sostegno professionale per problemi legati al consumo di sostanze.
L’accusa ritiene che il presunto comportamento sia particolarmente grave, in considerazione della posizione professionale dell’uomo e della fiducia riposta in lui da pazienti vulnerabili.
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Presunta relazione con un’altra paziente
Il caso riguarda anche una presunta relazione personale tra lo psicologo e una delle sue pazienti. Secondo l’accusa, i due avevano una relazione e hanno assunto ecstasy e speed insieme in diverse occasioni nel 2022 e nel 2023.
I pubblici ministeri sostengono che la condotta dell’uomo fosse fondamentalmente incompatibile con le responsabilità professionali ed etiche connesse al suo ruolo di consulente in materia di dipendenze e operatore terapeutico.
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Richiesta una pena detentiva di almeno 12 anni
L’uomo è stato accusato di traffico di stupefacenti riguardante una quantità significativa di sostanze, di pericolo doloso commesso nell’esercizio della propria professione e di altri reati. La Procura distrettuale di Budapest chiede una pena detentiva di almeno 12 anni, oltre al divieto di esercitare la professione e alla confisca dei beni.
L’imputato rimane in custodia cautelare in attesa dell’udienza preliminare fissata per la fine di ottobre. Il procedimento è ancora in corso e le accuse a carico del 45enne non sono ancora state accertate da una sentenza definitiva del tribunale.
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