Emergono dettagli inquietanti sul caso dell’infermiera americana assassinata a Budapest

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Sono emersi nuovi dettagli scioccanti nel processo a carico di un uomo irlandese accusato di aver ucciso la turista americana trentunenne Mackenzie Elizabeth Michalski a Budapest nel novembre del 2024. Durante un’udienza tenutasi venerdì presso il Tribunale metropolitano di Budapest, i pubblici ministeri hanno presentato prove finora non rese note, tra cui annotazioni tratte dal diario privato dell’imputato e inquietanti registrazioni video recuperate dai suoi dispositivi.
Donna americana brutalmente assassinata a Budapest
Secondo quanto riportato da 24.hu, alla seduta hanno assistito i familiari della Michalski, insieme a un rappresentante dell’Ambasciata degli Stati Uniti. La madre della vittima, vestita di nero, ha incrociato brevemente lo sguardo con l’imputato ammanettato, prima che questi distogliesse lo sguardo.
Secondo le prove presentate in tribunale, il 38enne professionista irlandese del marketing teneva un registro dettagliato dei suoi incontri con le donne. Nelle annotazioni del diario lette ad alta voce durante l’udienza, descriveva come obiettivo personale quello di raggiungere 1.000 seduzioni riuscite. I pubblici ministeri hanno affermato che, appena due settimane prima dell’omicidio, aveva registrato 762 incontri di questo tipo e sperava di raggiungere tale traguardo nel prossimo futuro.
La vittima si trovava in visita in una città che amava
Mackenzie Michalski, un’infermiera altamente qualificata specializzata in terapia intensiva neurologica proveniente da Portland, si era recata a Budapest diverse volte in precedenza e, a quanto riferito, amava la storia e la cultura della città. Durante il suo ultimo viaggio, inizialmente aveva viaggiato con un’amica, ma in seguito era rimasta da sola nella capitale ungherese dopo che la sua compagna di viaggio aveva proseguito per l’Italia.
La notte del 4 novembre 2024, ha frequentato ristoranti e bar nel famoso quartiere dei locali notturni di Budapest. Lì ha incontrato l’uomo irlandese. I due si sono poi recati nel suo appartamento in affitto. L’imputato sostiene che la morte della Michalski sia stata il risultato di un rapporto sessuale consensuale che è andato accidentalmente storto. Tuttavia, i pubblici ministeri sostengono che le prove contraddicano fortemente questa versione dei fatti e indichino un omicidio premeditato.
Le testimonianze degli esperti sollevano ulteriori interrogativi
Le registrazioni video recuperate mostrerebbero la vittima legata e visibilmente in stato di angoscia. Secondo quanto riferito, un filmato riporrebbe l’imputata mentre verifica le sue condizioni prima di esercitare una pressione sul collo della vittima per diversi secondi. Gli esperti psichiatrici hanno dichiarato in tribunale che il materiale suggerisce un’aggressione sessuale e un comportamento anomalo.
Gli esperti hanno inoltre sottolineato le azioni dell’imputato dopo la morte della Michalski. Secondo le testimonianze, egli avrebbe pulito e pettinato il corpo della vittima prima di sdraiarsi accanto a lei nel letto. I pubblici ministeri hanno citato tali azioni come circostanze aggravanti particolarmente inquietanti.
Il suo corpo è stato rinvenuto lontano dalla capitale
Dopo l’omicidio, l’imputato avrebbe acquistato una grande valigia, vi avrebbe nascosto il corpo della Michalski e si sarebbe recato in auto in una zona boschiva nei pressi di Szigliget, vicino al lago Balaton, dove avrebbe seppellito i resti. La polizia di Budapest lo ha arrestato entro due giorni dalla denuncia di scomparsa, dopo averlo identificato grazie alle immagini delle telecamere a circuito chiuso.
Il processo proseguirà il 7 luglio, quando la difesa presenterà le sue argomentazioni conclusive e all’imputato sarà data la possibilità di rendere una dichiarazione finale.

