Finalmente pace tra Ungheria e Ucraina? Budapest firma un’importante dichiarazione a sostegno di Kiev

L’Ungheria ha aderito a un’importante dichiarazione internazionale che esprime solidarietà all’Ucraina e invita la Russia ad accettare un cessate il fuoco e ad avviare negoziati di pace concreti. La mossa arriva dopo un periodo turbolento nelle relazioni tra Ungheria e Ucraina e poco dopo che Budapest e Kiev sono state coinvolte in un’altra disputa diplomatica pubblica.

L’Ungheria è stata tra i paesi che hanno sostenuto una dichiarazione congiunta rilasciata in vista di una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 23 settembre. Il documento è stato presentato dal capo della politica estera dell’UE Kaja Kallas, dal ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot e dal ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha a nome dell’Unione Europea e di 51 paesi.

Secondo Világgazdaság, l’Ungheria figurava tra i firmatari, insieme a tutti gli Stati membri dell’UE e a paesi quali l’Ucraina, la Georgia, la Moldavia, il Regno Unito, il Giappone, l’Australia e il Canada.

Il messaggio iniziale della dichiarazione era inequivocabile:«L’Ucraina vuole la pace. Noi vogliamo la pace».

Le relazioni tra Ungheria e Ucraina prendono una nuova piega

La dichiarazione ribadisce la solidarietà con l’Ucraina, mentre il Paese continua ad affrontare la guerra di aggressione da parte della Russia. I firmatari hanno espresso particolare preoccupazione per gli attacchi russi contro i civili e le infrastrutture civili e hanno chiesto il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario.

Hanno inoltre sottolineato gli attacchi nel Mar Nero e le loro potenziali conseguenze per le esportazioni di cereali ucraini e per la sicurezza alimentare globale. I Paesi hanno sostenuto gli sforzi volti a garantire la libertà di navigazione nella regione e hanno chiesto la protezione della navigazione commerciale e delle infrastrutture critiche.

Cosa ancora più significativa dal punto di vista politico ungherese, Budapest si è unita agli altri firmatari nell’esortare direttamente Mosca a cambiare rotta.

La dichiarazione afferma che la Russia dovrebbe porre fine alla propria aggressione, accettare un cessate il fuoco e avviare negoziati significativi volti a raggiungere una pace globale, giusta e duratura, in conformità con il diritto internazionale.

Chiede inoltre il ritorno sicuro e incondizionato dei civili ucraini che sono stati detenuti, trasferiti con la forza o deportati, compresi i bambini, nonché il ritorno dei prigionieri di guerra e degli internati.

È stata risolta l’ultima controversia tra Budapest e Kiev?

Il sostegno dell’Ungheria alla dichiarazione è particolarmente degno di nota, dato che le relazioni tra Ungheria e Ucraina sono rimaste complesse anche sotto il nuovo governo ungherese.

All’inizio di questa settimana è scoppiata un’altra controversia pubblica dopo che il primo ministro Péter Magyar ha affermato che l’Ungheria non aveva aderito agli «Otto dei Carpazi», un’iniziativa regionale legata al presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy.

Sybiha ha risposto in tono critico a Budapest, affermando che, nonostante il cambio di governo in Ungheria, quella che ha definito la precedente politica di ostruzionismo e isolamento sembrava proseguire. Magyar ha respinto la critica, mentre la ministra degli Esteri Anita Orbán ha sottolineato che l’Ungheria non aveva mai aderito all’iniziativa e che la posizione di Budapest doveva essere rispettata. Dettagli: Péter Magyar e l’Ucraina si scontrano sulla nuova iniziativa degli «Otto dei Carpazi»

Orbán ha successivamente affermato che la controversia è stata risolta a seguito di contatti diplomatici dietro le quinte. Ha dichiarato di essere in contatto quotidiano con il vice primo ministro ucraino e ha indicato che un disegno di legge relativo alla situazione della minoranza ungherese in Transcarpazia (Kárpátalja) potrebbe essere presentato al parlamento ucraino nel mese di ottobre.

I diritti degli ungheresi etnici che vivono nella regione occidentale della Transcarpazia, in Ucraina, sono stati una delle fonti di tensione più persistenti tra Budapest e Kiev negli ultimi anni.

Permangono gravi divergenze tra l’Ungheria e l’Ucraina

L’ultima dichiarazione non dovrebbe tuttavia essere interpretata nel senso che tutte le controversie tra Budapest e Kiev siano state risolte.

L’Ungheria ha continuato a ostacolare i progressi in alcune fasi del processo di adesione dell’Ucraina all’UE. All’inizio di settembre, Budapest ha nuovamente impedito l’approvazione relativa al secondo e al terzo gruppo di negoziati, con il governo ungherese che ha continuato a esercitare pressioni sulle questioni relative ai diritti delle minoranze.

Kiev, dal canto suo, ha sostenuto che gli impegni relativi alle minoranze nazionali sono già stati integrati nel proprio piano d’azione esistente e dovrebbero essere valutati attraverso i meccanismi già previsti, piuttosto che mediante ulteriori condizioni bilaterali imposte al proprio processo di adesione all’UE.

Ciò pone le relazioni tra Ungheria e Ucraina in una situazione insolita: Budapest continua ad avere gravi divergenze bilaterali con Kiev, in particolare riguardo all’adesione all’UE e alla questione degli ungheresi della Transcarpazia, pur unendosi contemporaneamente all’Ucraina e a decine di altri paesi in una dichiarazione internazionale dai toni forti sulla guerra.

La firma dell’Ungheria non equivale quindi a una completa riconciliazione diplomatica. Essa costituisce tuttavia un’ulteriore indicazione del fatto che, nonostante le continue controversie tra Budapest e Kiev, il governo ungherese è disposto ad allinearsi pubblicamente con l’Ucraina e i suoi partner europei su alcune delle questioni fondamentali relative alla guerra.

Come abbiamo scritto oggi, il presidente ungherese Baka contesta all’ONU i doppi standard e la questione ucraina.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *