I bagni nel Danubio potranno tornare a Budapest in piena estate? — Foto

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Con il costante miglioramento della qualità dell’acqua, un numero crescente di grandi città sta riscoprendo i propri fiumi non solo come scenari suggestivi, ma anche come mete per il tempo libero e il nuoto. A Budapest, il bagno nel Danubio era stato vietato nel 1973, ma oggi tre spiagge fluviali designate sono nuovamente operative. La domanda ora è se anche i luoghi storici di balneazione — un tempo situati di fronte al Parlamento, lungo i maestosi argini di Pest o ai piedi della collina di Gellért — possano tornare in uso, facendo rivivere una tradizione di cui godevano le generazioni precedenti all’inizio del secolo scorso.

Budapest deve gran parte della sua straordinaria bellezza al Danubio, che attraversa la città in modo spettacolare. Le imbarcazioni turistiche scivolano sulla sua superficie, i motoscafi vi girano intorno e gli abitanti lo ammirano quotidianamente dai ponti e dalle passeggiate. Eppure, l’immersione nelle sue acque è stata a lungo negata agli abitanti moderni; quel piacere apparteneva ai loro antenati, che un tempo frequentavano ampie strutture balneari con struttura in legno ormeggiate lungo le rive del fiume — persino proprio di fronte al Parlamento.

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Il Danubio nel centro di Budapest. Foto: Fortepan / Zainkó Géza

Un fiume al centro della vita quotidiana

Non molto tempo fa, il Danubio era ben più di un semplice elemento pittoresco. Era un elemento centrale della vita urbana: un luogo in cui gli abitanti di Budapest nuotavano, facevano esercizio fisico, socializzavano e cercavano sollievo dal caldo estivo. Persino attori e artisti, impossibilitati a rifugiarsi nelle ville sul lago durante la stagione estiva, si recavano agli stabilimenti balneari sul fiume.

All’inizio del XIX secolo, fare il bagno era ormai diventato parte integrante della vita nella capitale. Le prime testimonianze relative al primo bagno sul Danubio a Pest risalgono al 1788, seguite da una proliferazione di piscine galleggianti in legno e stabilimenti balneari. Queste strutture stagionali erano operative da maggio a settembre, per poi essere smantellate o rimorchiate via alla fine dell’estate, per riapparire solo con il ritorno della bella stagione.

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Foto: Fortepan / Lugosi Szilvia

Nel 1836 aprì i battenti il primo bagno pubblico della capitale e, nello stesso anno, si tenne la prima gara di nuoto in acque libere sul Danubio, che si estendeva fino a Csepel. L’evento si trasformò in seguito in un’escursione a nuoto che attraversava la città, una tradizione popolare che durò per decenni, come riporta la newsletter settimanale di Fortepan.

Artisti, operai e industriali

L’epoca d’oro dei bagni sul Danubio si ebbe all’inizio del XX secolo, in particolare negli anni Venti e Trenta. A un certo punto, a Budapest erano attivi contemporaneamente ben nove stabilimenti balneari fluviali, ai quali se ne aggiunsero altri entro la fine del decennio. Tra i più popolari figurava un lido sabbioso in riva al fiume, di fronte all’Isola Margherita, dotato di cabine, chioschi di ristoro e un ambiente piacevole. Testimonianze dell’epoca riportano che molte figure di spicco dei circoli artistici di Budapest ne erano frequentatori abituali.

Per molto tempo, tuttavia, i bagni fluviali rimasero in gran parte appannaggio delle classi più agiate, poiché la maggior parte delle strutture richiedeva il pagamento di un biglietto d’ingresso. Chi disponeva di mezzi più modesti cercava refrigerio lungo tratti più remoti del fiume, spesso in condizioni pericolose. La situazione iniziò a cambiare con l’apertura del predecessore degli stabilimenti balneari Palatinus nel 1919, seguita dall’istituzione di un’area balneare gratuita presso la diga di Kopaszi, che rese l’esperienza accessibile a un pubblico più ampio.

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Foto: Fortepan / Lőrinczi Ákos

Declino e divieto

La Seconda Guerra Mondiale pose bruscamente fine a quest’epoca. Molti stabilimenti balneari subirono gravi danni, mentre il deterioramento della qualità dell’acqua e l’aumento del traffico fluviale ne resero gradualmente insostenibile il funzionamento. L’ultimo stabilimento balneare fluviale rimasto, situato nei pressi del Palatinus e accessibile dall’Isola Margherita, sopravvisse fino al 1949. Nel 1973, la città impose un divieto totale di balneazione nel Danubio.

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L’ultima spiaggia sul Danubio a Budapest nel 1949. Foto: Fortepan / Ember Károly

Una cauta rinascita

Negli ultimi anni, tuttavia, la situazione ha cominciato a cambiare. La qualità dell’acqua del Danubio è migliorata in modo significativo, al punto che i nuotatori ungheresi in acque libere hanno potuto allenarsi nel fiume in vista delle Olimpiadi di Parigi — un vantaggio che essi stessi ritengono decisivo. Bettina Fábián, che si è classificata quinta, insieme al campione olimpico Kristóf Rasovszky e al medagliato di bronzo Dávid Betlehem, hanno tutti affermato che la loro preparazione nel Danubio ha svolto un ruolo cruciale nel loro successo sulla Senna.

Dávid Betlehem and Betti Fábián
Dávid Betlehem e Betti Fábián. Foto: Instagram/Betti Fábián

Hanno inoltre ricominciato a riaprire le aree balneari designate. Attualmente ne sono attive tre a Budapest. La Római-part Plázs è aperta gratuitamente dal 19 giugno al 23 agosto. Presso la diga di Kopaszi, la Flava Beach offre una spiaggia sabbiosa e servizi balneari gratuiti, oltre a una serie di servizi a pagamento, tra cui il noleggio di tavole da stand-up paddle.

The only free Budapest Danube beach Plázs Római Beach
Foto: Facebook/Gergely Karácsony

Lo scorso anno è stata inaugurata anche un’area balneare gratuita ad Árasztó-part, dove i visitatori possono entrare in acqua all’interno di una stretta fascia delimitata da boe lungo la riva. Questa struttura è gestita dalla Budapest Spas and Hot Springs (BGYH) in collaborazione con l’associazione Valyo – City and River.

New free Danube beach has opened in Budapest
Foto: FB/Árasztó Beach Budapest

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Uno sguardo al futuro

Valyo, in particolare, ha svolto un ruolo fondamentale negli sforzi volti a riportare in auge i bagni fluviali nel centro della città — potenzialmente anche in luoghi attualmente occupati da barche-albergo — riprendendo lo spirito dei famosi bagni fluviali degli anni ’20 e ’30. L’organizzazione ha individuato 49 siti potenziali, uno dei quali – Árasztó-part – è già stato realizzato. Sono state avviate le procedure formali di pianificazione e di fattibilità con il sostegno di Dávid Vitézy, la cui proposta ha ottenuto l’approvazione dell’Assemblea Generale di Budapest. Ora in carica come ministro, Vitézy rimane un forte sostenitore del progetto, come riporta Világgazdaság.

Se i lavori proseguiranno a ritmo sostenuto, Budapest potrebbe vedere l’apertura del suo primo bagno fluviale nel centro della città nel giro di pochi anni. Secondo quanto riportato all’inizio di questo mese, tra le possibili ubicazioni prese in considerazione figurano l’Isola di Margherita, l’argine Jane Haining, il versante di Buda dell’Isola di Margherita e l’Isola di Óbuda.

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