Il Fidesz indice una nuova manifestazione antigovernativa dopo la sospensione dei notiziari da parte dell’emittente pubblica ungherese

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Il partito di opposizione ungherese Fidesz ha annunciato una nuova manifestazione a Budapest a seguito della drammatica sospensione delle trasmissioni di notizie sui canali dell’emittente pubblica del Paese, con l’ex primo ministro Viktor Orbán che esorta i sostenitori a «far sentire pacificamente la nostra voce contro il regime autoritario».

La protesta arriva poche ore dopo che M1 ha sospeso il proprio servizio di informazione e Radio Kossuth ha interrotto la programmazione regolare, mentre i nuovi vertici dei media pubblici ungheresi hanno avviato la riorganizzazione dell’emittente statale.

Un gruppo sostenuto da Fidesz indice una manifestazione davanti alla sede centrale dell’MTVA

Secondo quanto riportato da 444.hu, la protesta è stata organizzata per le ore 19:00 di martedì davanti alla sede dell’MTVA in via Kunigunda da Védvonal, un’organizzazione civica fondata dal partito Fidesz. A seguito della sospensione delle trasmissioni di cronaca di M1, l’emittente privata Hír TV ha dichiarato di essere diventata «l’unica voce televisiva rimasta della destra ungherese».

«La nostra voce non tacerà: sta solo diventando più forte», ha scritto l’emittente sul proprio sito web.

I media pubblici sospendono le trasmissioni di notiziari

Martedì mattina, gli spettatori di M1 hanno visto la programmazione ordinaria sostituita da uno schermo nero su cui appariva il seguente messaggio:

«I media pubblici non possono mentire. Ci scusiamo per averlo fatto per anni. I media statali sono attualmente oggetto di una profonda riorganizzazione affinché possano essere indipendenti e credibili in futuro. Il servizio di informazione è temporaneamente sospeso. Restate sintonizzati!»

Contemporaneamente, anche Radio Kossuth ha sospeso le normali trasmissioni, trasmettendo temporaneamente al suo posto Radio Bartók. La programmazione sportiva su M4 Sport, comprese le partite in corso dei Mondiali FIFA, è proseguita senza interruzioni.

L’MTVA ha successivamente confermato che il suo amministratore delegato ad interim di recente nomina, András Horváth, insieme a un team dirigenziale professionale ad interim, aveva ordinato la sospensione immediata di ciò che definiva «propaganda» e interrotto temporaneamente i servizi di informazione su tutte le piattaforme dei media pubblici.

L’organizzazione ha dichiarato che M1 avrebbe ripreso le trasmissioni nel corso della serata con una programmazione temporanea incentrata su film anziché su notiziari.

Orbán indice una manifestazione per giovedì al Palazzo Sándor

Da parte sua, l’ex primo ministro Viktor Orbán, che ricopre anche la carica di presidente del partito Fidesz, ha invitato i propri sostenitori a partecipare a un’altra manifestazione prevista per giovedì alle ore 18:00 davanti al Palazzo Sándor, residenza ufficiale del presidente ungherese.

Si prevede che l’ex presidente János Áder tenga un discorso durante l’evento. In un post su Facebook, Orbán ha scritto:

«Invitiamo ogni ungherese responsabile a unirsi a noi giovedì alle ore 18:00 davanti al Palazzo Sándor, affinché insieme, in modo pacifico, possiamo far sentire la nostra voce contro il regime autoritario.»

Egli ha sostenuto che l’emendamento costituzionale proposto dal governo, che prende di mira la carica di presidente, rappresenta una minaccia di più ampia portata.

«Ciò che oggi sta accadendo al Presidente della Repubblica potrebbe accadere a chiunque domani. Chiunque non sia gradito al Primo Ministro può essere intimidito, minacciato o licenziato dal proprio posto di lavoro.»

Orbán ha concluso esortando i propri sostenitori a «schierarsi insieme a difesa dello Stato di diritto e dei valori democratici».

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Manifestazione legata all’emendamento costituzionale

Secondo gli organizzatori, la manifestazione è diretta contro quello che definiscono il «governo autoritario di Tisza». Essi sostengono che il 17° emendamento alla Legge fondamentale ungherese proposto dal governo minerebbe lo Stato di diritto, consentendo la destituzione del presidente in carica, la revoca dei giudici della Corte costituzionale e l’introduzione di modifiche che, a loro avviso, limiterebbero i diritti democratici.

Gli organizzatori invitano i sostenitori a protestare contro quella che definiscono una «concentrazione di potere politico senza precedenti».

Se ve lo siete perso: Una nuova costituzione all’orizzonte? L’Ungheria discute le riforme che ridisegnerebbero lo Stato: Cosa cambierebbe il 17° emendamento costituzionale?

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