Il fiorino ungherese batte ogni record: cosa c’è dietro questo balzo — e potrà durare?

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Il fiorino ungherese ha raggiunto livelli che non si vedevano da quasi cinque anni. L’euro è sceso al di sotto della soglia psicologica dei 350 sia ieri che oggi, mentre la valuta ungherese si è notevolmente rafforzata rispetto al dollaro, alla sterlina e persino allo yen giapponese. La domanda ora è: cosa sta guidando questa ripresa e per quanto tempo potrà durare?

Un rafforzamento indiscutibile

Negli ultimi giorni, la valuta ungherese ha acquisito nuovo slancio, rafforzandosi nuovamente martedì al di sotto di 350 rispetto all’euro. Questa soglia è ampiamente considerata una pietra miliare nei mercati valutari, con il fiorino che ha raggiunto tali livelli l’ultima volta nel settembre 2021. Attualmente si attesta a 349,98, un livello che non si registrava dall’11 settembre 2021. L’apprezzamento è particolarmente sorprendente se si considera che un anno fa il tasso di cambio oscillava intorno a 400, con livelli simili osservati ancora all’inizio di marzo di quest’anno.

Anche nei confronti del dollaro statunitense la valuta ungherese ha registrato significativi guadagni, sebbene questa tendenza sia stata in parte determinata dagli sviluppi della politica americana. Nel gennaio dello scorso anno, prima dell’insediamento del presidente Trump, il dollaro veniva scambiato a oltre 400 fiorini. Da allora, ha registrato un calo costante. Sebbene a marzo il dollaro si sia brevemente rafforzato attestandosi intorno ai 346 fiorini, da allora si è nuovamente indebolito, oscillando ora intorno ai 300, con alcuni analisti che suggeriscono che potrebbe scendere al di sotto di tale soglia.

La situazione attuale del fiorino

Durante la sessione di negoziazione di martedì, il fiorino ha oscillato nei seguenti intervalli:

  • 1 €: circa 350;
  • 1 $: circa 301–302;
  • 1 £: circa 412–415;
  • 100 ¥: circa 211–213.

Cosa sta determinando questo aumento?

Gli analisti indicano una convergenza di fattori favorevoli. Il principale tra questi è il contesto dei tassi d’interesse ancora relativamente elevati in Ungheria, che rimane attraente per gli investitori internazionali. I rendimenti più elevati hanno incoraggiato la domanda di attività denominate in fiorino, sostenendo la valuta, ha scritto Portfolio.

Anche l’inflazione si è notevolmente attenuata negli ultimi mesi, rafforzando la fiducia degli investitori. Un’inflazione più bassa tende a garantire una maggiore prevedibilità economica, migliorando le prospettive generali per la valuta.

Hungarian forint
Foto: depositphotos.com

Tuttavia, la forza della valuta ungherese non è solo una questione interna. Negli ultimi mesi il dollaro statunitense si è indebolito rispetto a diverse valute principali, creando un contesto favorevole per le valute dei mercati emergenti, compreso il fiorino. Di conseguenza, il tasso di cambio dollaro-fiorino è sceso a circa 305.

Anche la propensione al rischio è migliorata in modo più generalizzato sui mercati globali, a ulteriore vantaggio delle valute regionali. In particolare, la valuta ungherese ha sovraperformato molte delle sue controparti negli ultimi mesi. Ciò è in parte attribuibile al cambio di governo avvenuto in Ungheria il 12 aprile, oltre che alla crescente certezza che i fondi dell’UE ricominceranno ad affluire. Si prevede che nei prossimi mesi e anni entreranno nell’economia ungherese miliardi di euro.

Un ulteriore sviluppo si è verificato ieri, con indicazioni di un potenziale accordo tra gli Stati Uniti e l’Iran, che potrebbe essere firmato già venerdì. Un accordo di questo tipo potrebbe portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz alle spedizioni di petrolio e gas, con un potenziale allentamento dei prezzi globali dell’energia.

In sintesi, il rialzo del fiorino è stato determinato meno da un rafforzamento fondamentale dell’economia ungherese che dal miglioramento delle condizioni globali e dalla fiducia del mercato orientata al futuro.

Come si colloca rispetto al resto della regione?

La maggior parte delle valute dell’Europa centrale ha registrato buoni risultati nella prima metà del 2026, sebbene nessuna abbia eguagliato il ritmo di apprezzamento del fiorino.

Lo zloty polacco — tradizionalmente una delle valute più forti della regione — è rimasto stabile sia rispetto all’euro che al dollaro. Sebbene quest’anno il fiorino ungherese si sia talvolta rafforzato più rapidamente, lo zloty è ancora ampiamente considerato una delle valute più stabili della regione.

Anche la corona ceca rimane tra le più forti, sostenuta da un’inflazione più bassa e da una politica monetaria storicamente conservatrice. Ciononostante, il recente rialzo del fiorino ha ridotto il divario.

Anche il leu rumeno è rimasto stabile, sebbene ciò sia in gran parte dovuto a un intervento più attivo da parte della banca centrale — una pratica già osservata in precedenza in Ungheria. Di conseguenza, il leu mostra una volatilità di gran lunga inferiore rispetto sia al fiorino che allo zloty.

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Qual è la valuta più forte?

In termini di stabilità a lungo termine, la corona ceca e lo zloty polacco rimangono in una posizione più forte rispetto al fiorino. Tuttavia, a giudicare dall’andamento di quest’anno, il fiorino è emerso come una delle valute con le migliori performance della regione, guadagnando quasi 45 fiorini rispetto all’euro nel giro di pochi mesi.

Cosa ci aspetta ora?

Gli analisti considerano il livello di 350 rispetto all’euro una soglia psicologica fondamentale. Nel breve termine non si possono escludere ulteriori guadagni, in particolare se il sentiment degli investitori globali rimane favorevole e il dollaro non registra una ripresa significativa. Detto questo, si moltiplicano gli avvertimenti secondo cui un apprezzamento così rapido potrebbe essere seguito da una correzione.

Sono state emesse nuove monete da un fiorino ungherese, sebbene solo in numero limitato

Gli esperti citati da Forbes suggeriscono che l’economia ungherese trarrebbe meno beneficio da una valuta eccezionalmente forte rispetto a una stabile e prevedibile. Mentre gli importatori e i viaggiatori potrebbero accogliere con favore il forint più forte, gli esportatori rischiano di risentirne. Diverse aziende hanno già rivisto al ribasso le proprie previsioni di profitto in risposta a tale situazione.

Per ora, tuttavia, il messaggio proveniente dai mercati valutari è chiaro: il fiorino è diventato una delle sorprese più eclatanti del 2026, tornando a livelli che sarebbero sembrati inverosimili solo pochi mesi fa.

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