Il Primo Ministro Orbán afferma che la minaccia di Zelensky è rivolta all’Ungheria, non a lui personalmente

Il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán ha risposto alle osservazioni del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, affermando che i commenti non erano diretti a lui personalmente, ma all’Ungheria come Paese.
Orbán afferma che la minaccia del Presidente ucraino non è rivolta a lui, ma all’intero Paese.
Lo scambio fa seguito alle crescenti tensioni tra i due leader sulle forniture di energia e sul sostegno finanziario dell’Unione Europea all’Ucraina. Orbán ha dichiarato che l’Ungheria “romperà il blocco petrolifero” che colpisce il Paese, insistendo sul fatto che nessuna minaccia lo dissuaderà dal difendere gli interessi ungheresi, scrive HVG.
La disputa si è intensificata dopo che Zelensky ha suggerito che sperava che nessuno bloccasse un nuovo prestito dell’UE per l’Ucraina, aggiungendo che altrimenti avrebbe potuto fornire l’indirizzo dei responsabili all’esercito ucraino, in modo che potessero “avere una conversazione”. Il commento è stato ampiamente interpretato in Ungheria come riferito al Primo Ministro ungherese.
In seguito, Orbán ha chiarito che le misure da lui menzionate non avrebbero comportato l’uso della forza militare. Secondo il Primo Ministro, l’Ungheria rimane dalla parte della pace e si affiderà agli strumenti finanziari e diplomatici per risolvere la questione.

La chiusura dell’oleodotto è alla base delle crescenti tensioni
Il conflitto tra Budapest e Kiev si è sviluppato a partire dalla chiusura dell’oleodotto Druzhba a fine gennaio, che ha interrotto le consegne di greggio all’Ungheria. In risposta, l’azienda energetica ungherese MOL Group ha richiesto il rilascio delle riserve strategiche di petrolio a metà febbraio.
L’Ungheria ha anche avvertito che potrebbe bloccare un pacchetto di prestiti UE da 90 miliardi di euro proposto per l’Ucraina se le forniture di petrolio non saranno ripristinate. Il Ministro degli Esteri Péter Szijjártó ha descritto le osservazioni di Zelensky come “oltre ogni limite”, sostenendo che minacciare il leader di uno Stato membro dell’UE e della NATO è inaccettabile.
Ecco la cronologia completa del conflitto tra Ungheria e Ucraina:
- L’Ungheria chiede l’aiuto della Croazia per assicurarsi le forniture di petrolio russo, dando la colpa all’Ucraina.
- L‘Ungheria e la Slovacchia si rivolgono a Bruxelles per la disputa sul transito del petrolio con la Croazia e, nello stesso giorno, l’Ungheria interrompe le forniture di gasolio all’Ucraina.
- Il governo ungherese ordina le spedizioni di petrolio russo via mare, mentre l’oleodotto di Druzhba rimane fuori servizio.
- La Commissione Europea terrà una riunione straordinaria dopo la disputa tra Ungheria e Ucraina
- “Niente petrolio, niente soldi”: L’Ungheria minaccia di bloccare il prestito UE di 90 miliardi di euro per l’Ucraina a causa del blocco delle forniture di petrolio, mentre Orbán afferma che il proseguimento della guerra è nell’interesse dell’Ucraina.
- La sicurezza energetica dell’Ungheria è a rischio? Il premier Orbán convoca colloqui d’emergenza per il blocco dell’oleodotto
- L’Ungheria blocca il pacchetto di sanzioni dell’UE per il blocco delle forniture di petrolio ucraino
- Bloccate le sanzioni dell’UE, l’Ungheria e la Slovacchia si rifiutano di appoggiare il 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia – AGGIORNAMENTO
- L’Ungheria viene privata del greggio russo per un mese, mentre l’Ucraina annuncia un nuovo rinvio: quanto resisteremo?
- Orbán al telefono con il premier slovacco Fico: Esperti ungheresi e slovacchi possono esaminare l’oleodotto di Druzhba.
- Orbán accusa l’Ucraina di “blocco petrolifero”, mentre le tensioni in Medio Oriente e le spaccature nel V4 aggravano i timori dell’Ungheria in materia di energia.
- Il Premier Orbán promette di presentare “prove” sulle condizioni dell’oleodotto Druzhba lunedì.
- Zelensky dice che non riparerebbe l’oleodotto Druzhba, l’Ungheria afferma che è in condizioni migliori che mai, poi il Presidente ucraino minaccia apparentemente Orbán.
