Il tetto massimo sui prezzi dei carburanti in Ungheria termina oggi, con la revoca della misura di emergenza da parte del governo

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Il tetto massimo temporaneo sui prezzi dei carburanti in Ungheria giunge al termine sabato, con gli automobilisti che torneranno a pagare i prezzi di mercato per la benzina e il gasolio. Il governo afferma che la misura non è più necessaria poiché i mercati energetici globali si sono stabilizzati, sebbene la nuova legislazione lasci aperta la possibilità di reintrodurre i controlli sui prezzi, se necessario.
Il tetto massimo sui prezzi dei carburanti è stato ufficialmente abolito
La legge che prevede la graduale eliminazione dei prezzi protetti dei carburanti in Ungheria entra in vigore sabato, dopo essere stata pubblicata nell’ultimo numero del *Magyar Közlöny* (Gazzetta ufficiale ungherese).
Il governo ha affermato che la decisione è giustificata dal miglioramento della situazione sul mercato energetico internazionale, sottolineando che i prezzi di mercato della benzina e del gasolio erano già scesi al di sotto dei livelli massimi di 10–15 HUF al litro da oltre una settimana.
Il tetto massimo di emergenza sui prezzi era stato introdotto il 9 marzo 2026, dopo che l’escalation del conflitto che coinvolgeva l’Iran aveva innescato un forte aumento dei prezzi globali del petrolio. In base a tale misura, il prezzo al dettaglio della benzina era stato fissato a un massimo di 595 HUF al litro, mentre quello del gasolio era stato limitato a 615 HUF al litro.
Introdotto durante l’impennata dei prezzi del petrolio
Secondo i dati dell’Ufficio centrale di statistica ungherese (KSH), i prezzi dei carburanti hanno registrato un rapido aumento prima dell’intervento. Tra la fine di febbraio e la fine di maggio, il prezzo di mercato della benzina è passato da circa 550 HUF a quasi 700 HUF al litro, mentre quello del gasolio è aumentato da circa 580 HUF a oltre 700 HUF.
Il governo uscente ha prorogato il tetto massimo dei prezzi dopo le elezioni parlamentari, una mossa che all’epoca era stata sostenuta anche dall’allora leader dell’opposizione Péter Magyar. Il nuovo governo si è impegnato a mantenere in vigore la misura fino a quando i prezzi internazionali del petrolio non si fossero stabilizzati, una condizione che ora ritiene sia stata soddisfatta.

Il governo mantiene i poteri straordinari
Sebbene il tetto massimo dei prezzi sia stato abolito, la nuova normativa consente al ministro responsabile della politica commerciale di reintrodurre in futuro i prezzi ufficiali dei carburanti qualora le condizioni di mercato dovessero subire cambiamenti drastici. Secondo la legge, i controlli sui prezzi potrebbero essere ripristinati qualora si verificasse una perturbazione sproporzionata delle condizioni di mercato che richieda l’intervento dello Stato al fine di tutelare i consumatori.
La normativa conferisce inoltre al ministro l’autorità di regolamentare il rilascio delle riserve strategiche di petrolio dell’Ungheria, compresa la determinazione dello scopo e dei tempi del loro utilizzo, la concessione di accesso prioritario ai settori critici e la fissazione di un prezzo massimo per il rifornimento delle riserve.
Sanzioni severe in caso di violazione dei futuri controlli sui prezzi
Qualora venissero reintrodotti i limiti massimi ai prezzi dei carburanti, il rispetto delle norme sarà monitorato dall’autorità fiscale e doganale ungherese. Le stazioni di servizio che dovessero violare eventuali limiti di prezzo fissati in futuro dal governo potrebbero incorrere in multe comprese tra 100.000 e 150 milioni di HUF. Ai recidivi potrebbe inoltre essere ordinata la chiusura per un periodo massimo di sei mesi. Tali disposizioni esecutive entreranno in vigore 16 giorni dopo la pubblicazione della legge.
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Le stazioni di servizio indipendenti organizzano una protesta
In vista del cambiamento, venerdì molte stazioni di servizio indipendenti sono rimaste chiuse nell’ambito di una giornata di protesta organizzata dall’Associazione delle stazioni di servizio indipendenti, secondo quanto riportato da Telex. Il gruppo ha affermato che le stazioni di servizio a conduzione familiare hanno subito ingenti perdite finanziarie vendendo carburante a prezzi massimali e ha sostenuto di non aver ricevuto il risarcimento precedentemente promesso dall’ex governo Fidesz.
L’associazione ha inoltre criticato la nuova legge per aver consentito a un singolo ministro di reintrodurre in futuro i controlli sui prezzi del carburante senza ulteriore approvazione parlamentare, sostenendo che la normativa conferisca poteri eccessivamente ampi.
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