La Commissione europea approva il piano di difesa ungherese da diversi miliardi di euro

La Commissione europea ha approvato il piano di investimenti nella difesa dell’Ungheria, del valore di 5,4 miliardi di euro, nell’ambito del programma «Security Action for Europe» (SAFE) dell’Unione europea, aprendo la strada all’esame della proposta da parte degli Stati membri dell’UE.
L’Ungheria potenzierà le proprie capacità di difesa
Thomas Regnier, portavoce della Commissione europea, ha annunciato la decisione nel corso di una conferenza stampa tenutasi mercoledì, confermando che il piano dell’Ungheria era l’ultima proposta nazionale nell’ambito del programma in attesa di approvazione. La decisione della Commissione avalla lo stanziamento di 5,4 miliardi di euro proposto per l’Ungheria.
Il piano sarà ora sottoposto all’approvazione del Consiglio dell’Unione europea, che rappresenta gli Stati membri dell’Unione. Regnier ha aggiunto che, a seguito dell’approvazione del piano del governo ungherese, potrebbero rimanere disponibili poco più di 21 miliardi di euro nell’ambito del programma. Si prevede che la Commissione contatterà gli Stati membri in una fase successiva in merito all’assegnazione dei fondi rimanenti.
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Che cos’è il programma SAFE?
L’iniziativa SAFE è un programma di prestiti dell’UE del valore di 150 miliardi di euro, concepito per rafforzare le capacità di difesa dell’Europa. Esso offre agli Stati membri l’accesso a prestiti a lungo termine a condizioni favorevoli per finanziare investimenti nel settore della difesa e progetti di appalti congiunti. Il programma mira ad aiutare i paesi europei a potenziare le proprie capacità militari e a sostenere la cooperazione in materia di appalti nel settore della difesa.
La quota assegnata all’Ungheria è notevolmente inferiore ai 16 miliardi di euro di prestiti precedentemente previsti per il Paese. Il governo ha successivamente ridotto l’indebitamento previsto a 5,4 miliardi di euro, riflettendo un approccio più cauto nell’assumere ulteriore debito. L’Ungheria non è l’unico Stato membro a richiedere un importo inferiore a quello inizialmente assegnato. Anche altri paesi hanno deciso di non utilizzare appieno le proprie assegnazioni potenziali, lasciando fondi disponibili per la ridistribuzione.
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È previsto un ulteriore ciclo di finanziamenti
La Commissione europea sta pianificando un’altra tornata di richieste per i fondi non assegnati entro la fine dell’anno. Gli importi non utilizzati dovranno essere rimessi a disposizione nel 2026, pena la loro perdita secondo il calendario del programma. Il ministro della Difesa ungherese Romulusz Ruszin-Szendi ha affermato a settembre che le decisioni relative ai prestiti SAFE dovrebbero tenere conto della capacità economica del Paese, sottolineando che il denaro dovrà essere rimborsato.
Ha inoltre suggerito che i prestiti potrebbero essere utilizzati per coprire contratti di difesa esistenti o per anticipare investimenti originariamente previsti per gli anni successivi. Questi potrebbero includere progetti relativi alle infrastrutture di trasporto e alla sicurezza informatica, oltre alla spesa per la difesa. Sebbene la Commissione abbia approvato il piano ungherese da diversi miliardi di euro, la proposta deve ancora essere approvata dal Consiglio prima che si possa procedere con le fasi successive.
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