La popolazione ungherese scende al di sotto della soglia chiave, mentre le nascite toccano il minimo da 14 anni

La popolazione dell’Ungheria è scesa sotto i 9,5 milioni per la prima volta da decenni, in quanto le nascite sono diminuite drasticamente nel 2025 e la perdita naturale di popolazione del Paese si è ulteriormente ampliata, secondo le stime preliminari dell’Ufficio Centrale di Statistica ungherese (KSH).

L’anno scorso sono nati appena 72.000 bambini, il 7,1% in meno rispetto al 2024: un calo di oltre 5.500 nascite in un solo anno. Allo stesso tempo, sono morte 124.200 persone, il che significa che i decessi hanno continuato a superare significativamente le nascite.

Di conseguenza, l’Ungheria ha registrato una diminuzione naturale della popolazione di 52.200 persone, il 4,5% in più rispetto all’anno precedente. Anche se i dati sulla mortalità sono leggermente migliorati, il calo del numero di neonati si è rivelato decisivo, spingendo più a fondo il declino demografico del Paese.

Il tasso di fertilità scende al livello più basso degli ultimi 14 anni

Forse l’indicatore più preoccupante è il continuo calo della fertilità.

Secondo i dati, il tasso di fertilità totale è sceso a 1,31 figli per donna, rispetto all’1,39 dell’anno precedente: il livello più basso degli ultimi 14 anni e molto al di sotto del 2,1 necessario per una stabilità demografica a lungo termine.

Il numero di nascite è diminuito durante tutto l’anno. I cali più marcati sono stati registrati tra gennaio e maggio (-8,9%) e tra agosto e novembre (-8,2%), mentre dicembre ha registrato un calo minore ma comunque notevole del 4,9%.

In media, l’Ungheria ha registrato 7,6 nascite e 13,1 decessi per 1.000 abitanti nel 2025.

A father and son in Budapest, opposite the Parliament building on the Buda side of the Danube Population decline statistics
La popolazione ungherese è appena scesa al di sotto di una soglia chiave, poiché le nascite hanno toccato un minimo di 14 anni. Foto: depositphotos.com

I decessi diminuiscono, ma non abbastanza da compensare le perdite

C’è stato qualche miglioramento sul fronte della mortalità.

Sebbene siano morte più persone nella prima metà dell’anno, i decessi sono diminuiti in modo significativo nella seconda metà, con un calo complessivo del 2,6% annuo rispetto al 2024.

Tuttavia, il miglioramento non è stato abbastanza forte da controbilanciare il forte calo delle nascite, il che significa che il declino naturale della popolazione ha continuato ad ampliarsi.

Solo nel mese di dicembre, sono nati 6.020 bambini mentre sono morte 10.811 persone, lasciando un calo naturale mensile di 4.791 persone.

La migrazione offre solo un sollievo limitato

La migrazione internazionale ha fornito un certo sostegno, con un bilancio positivo che ha leggermente ridotto la perdita complessiva.

Tuttavia, non è stato sufficiente per invertire la tendenza. In base al censimento del 2022 e alle stime aggiornate, la popolazione dell’Ungheria si attesterà a 9,489 milioni alla fine del 2025.

A titolo di confronto, secondo 444.hu, il Paese aveva ancora più di 10 milioni di residenti nel 2010, il che dimostra quanto persistente e a lungo termine sia diventata la contrazione demografica.

Il numero di matrimoni si stabilizza dopo anni di declino

Un piccolo punto luminoso è emerso nelle statistiche sui matrimoni.

Dopo diversi anni di calo, i matrimoni si sono sostanzialmente stabilizzati. Nel 2025, 46.600 coppie si sono unite in matrimonio, praticamente invariate rispetto all’anno precedente, segnando un leggero aumento dello 0,1%.

Il mese di dicembre ha addirittura registrato un aumento notevole, con matrimoni in crescita del 13% rispetto all’anno precedente.

Sebbene questo possa segnalare una rinnovata volontà di formalizzare le relazioni, gli esperti notano che il matrimonio da solo non si traduce automaticamente in un aumento dei tassi di natalità.

Una sfida a lungo termine per l’Ungheria

Le tendenze demografiche dell’Ungheria presentano enormi sfide economiche e sociali, tra cui la carenza di manodopera, la pressione sul sistema pensionistico e l’invecchiamento della popolazione. Nonostante anni di programmi di sostegno alla famiglia e di politiche pro-natalità, gli ultimi dati mostrano che è difficile invertire il declino.

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