La rete di disinformazione russa diffonde false affermazioni di assassinio e di colpo di stato su Orbán

Una campagna coordinata di disinformazione legata alla Russia ha iniziato a far circolare video falsificati che sostengono un tentativo di assassinio e un potenziale colpo di stato contro Viktor Orbán, secondo i rapporti investigativi. Sembra che il contenuto faccia parte di uno sforzo più ampio per infiammare le tensioni e manipolare il discorso pubblico in vista delle elezioni parlamentari in Ungheria.

I video falsi imitano marchi mediatici affidabili

L’operazione è stata collegata alla cosiddetta rete Matryoshka, specializzata nel camuffare contenuti falsi utilizzando i loghi e l’identità visiva di rinomati media internazionali. Gran parte dell’attività è stata osservata su X, dove account bot coordinati aumentano artificialmente la visibilità di post fuorvianti, secondo il post dell’outlet investigativo dell’opposizione russa Agents Media.

Un video ampiamente diffuso si è presentato falsamente come un servizio di Deutsche Welle. Sosteneva che un gruppo di rifugiati ucraini era stato ferito mortalmente mentre tentava di far esplodere un ordigno improvvisato vicino all’ufficio del Primo Ministro ungherese. Nonostante fosse completamente inventato, il video avrebbe raggiunto circa 100.000 visualizzazioni grazie all’amplificazione coordinata.

Escalation di narrazioni che prendono di mira l’Ungheria

Altri post attribuiti alla rete spingono narrazioni sempre più aggressive, molte delle quali tentano di inquadrare gli ucraini come una forza destabilizzante in Ungheria. Tra le false affermazioni ci sono messaggi presumibilmente inviati a cittadini ungheresi che li esortano a prendere le armi, a resistere alle autorità e persino ad assassinare il Primo Ministro, ha riferito il giornalista investigativo ungherese Szabolcs Panyi.

Un’altra storia inventata suggeriva che Oleh Tatarov avesse invitato a una “rivoluzione sanguinosa” in Ungheria, mentre un post separato sosteneva falsamente che Yevhen Khmara avesse pubblicato online i dati personali di Orbán insieme a un appello all’azione.

La campagna ha anche tentato di sfruttare la credibilità di organizzazioni e personaggi rispettati. In un caso, un video falso ha utilizzato il marchio The Kyiv Independent per affermare che il Ministero della Cultura ucraino aveva riconosciuto ufficialmente un artista di graffiti che promuoveva la violenza contro Orbán. Un altro ha attribuito falsamente delle dichiarazioni a Eliot Higgins, sostenendo che i servizi di sicurezza dell’Ucraina stavano pianificando una presa di potere violenta in Ungheria.

Collegamenti con operazioni di influenza sostenute dal Cremlino

Le attività della rete sono state analizzate dall’iniziativa Bot Blocker, che tiene traccia delle campagne bot coordinate. I ricercatori affermano che il contenuto si allinea a precedenti operazioni legate alle attività di influenza dell’intelligence russa, spesso finalizzate ad approfondire le divisioni tra Ungheria e Ucraina.

Secondo i risultati citati da Szabolcs Panyi, l’ultima ondata di disinformazione rappresenta una notevole escalation. Mentre le campagne precedenti si concentravano sulla diffusione di narrazioni infiammatorie ma meno dirette, l’introduzione di scenari di colpo di stato e di rivendicazioni di omicidi segna un nuovo livello di intensità.

Preoccupazioni per la disinformazione e l’interferenza elettorale

Gli analisti notano che alcune delle narrazioni suggeriscono che i disordini o addirittura un tentativo di colpo di stato potrebbero seguire la vittoria elettorale di un candidato favorevole al Cremlino: un’angolazione non osservata in precedenza in operazioni simili.

I video sono iniziati ad apparire a metà marzo, e i temi legati alle elezioni sono diventati dominanti in tutti i nuovi contenuti pubblicati nel giro di pochi giorni. Gli esperti avvertono che tali campagne sono progettate non solo per ingannare, ma anche per creare confusione, erodere la fiducia nelle istituzioni e amplificare le tensioni geopolitiche esistenti.

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