La Russia afferma che Viktor Orbán rimane idoneo alla carica di vertice delle Nazioni Unite, ma esclude di candidarlo

Secondo un alto diplomatico russo, l’ex primo ministro ungherese Viktor Orbán rimane idoneo a essere candidato come prossimo segretario generale delle Nazioni Unite, nonostante Mosca abbia affermato che né la Russia, né gli Stati Uniti, né la Cina presenteranno formalmente la sua candidatura.
Viktor Orbán alla guida delle Nazioni Unite?
Alexander Alimov, viceministro degli Esteri russo, ha dichiarato lunedì ai giornalisti a Mosca che il processo di candidatura rimane aperto. Le sue dichiarazioni fanno seguito a un articolo del *Wall Street Journal* secondo cui l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump avrebbe proposto Viktor Orbán per la carica più alta delle Nazioni Unite e lo avrebbe incoraggiato a prendere in considerazione la candidatura. «Non vi sono restrizioni; non escludiamo la candidatura di altri candidati», ha affermato Alimov, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Interfax.
Tuttavia, ha sottolineato che la potenziale candidatura di Viktor Orbán non era stata discussa dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e che i funzionari russi erano venuti a conoscenza della presunta iniziativa attraverso i media. «Né la Russia, né gli Stati Uniti, né la Cina nomineranno Orbán, poiché siamo membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e non proponiamo alcun candidato alla carica di segretario generale dell’ONU», ha affermato Alimov. Ha aggiunto che i promotori della proposta di cui si parla dovrebbero trovare un Paese disposto a presentare la candidatura. Se ciò dovesse accadere, Mosca prenderebbe in considerazione la possibilità di avviare discussioni e consultazioni, ha affermato.
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La rotazione regionale potrebbe complicare le possibilità di Orbán
Alimov ha inoltre sottolineato il principio informale della rotazione geografica nella selezione del segretario generale delle Nazioni Unite. Secondo il diplomatico, il prossimo leader dovrebbe provenire dall’America Latina o dai Caraibi. Ha affermato che la Russia valuterebbe le opzioni disponibili qualora non si riuscisse a raggiungere un accordo sui candidati provenienti da quella regione. Alimov ha inoltre osservato che un paese non è necessariamente tenuto a nominare uno dei propri cittadini, il che significa che uno Stato dell’America Latina o dei Caraibi potrebbe, in teoria, proporre la candidatura di Orbán.
Il Wall Street Journal ha riportato domenica, citando fonti provenienti da tre paesi, che l’amministrazione Trump avrebbe sollevato l’idea con Viktor Orbán. L’articolo suggeriva che la proposta potesse avere il sostegno di Russia e Cina, sebbene le successive dichiarazioni di Alimov abbiano chiarito che nessuno dei tre membri permanenti del Consiglio di Sicurezza intendesse nominarlo direttamente. La posizione di Orbán riguardo alla presunta offerta rimane poco chiara. Secondo quanto riportato, il politico ungherese non ha risposto alla richiesta di commento avanzata dal quotidiano.
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Una lunga fila di candidati per sostituire António Guterres
L’attuale segretario generale, António Guterres, concluderà il suo secondo mandato quinquennale il 31 dicembre. Diverse personalità sono già state prese in considerazione come potenziali successori, tra cui il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica Rafael Grossi, l’ex ministro degli Esteri ecuadoriano María Fernanda Espinosa Garcés e l’ex vicepresidente costaricana Rebeca Grynspan.
Tra gli altri candidati citati figurano l’ambasciatrice della Guyana presso l’ONU Carolyn Rodrigues-Birkett e la diplomatica degli Emirati Arabi Uniti Lana Nusseibeh, entrata in lizza la scorsa settimana a seguito di una situazione di stallo nelle votazioni preliminari del Consiglio di Sicurezza. Un’eventuale candidatura di Orbán dovrebbe quindi affrontare ostacoli sia procedurali che politici. Per il momento, la sua candidatura rimane una possibilità riportata dai media piuttosto che uno sviluppo confermato nel processo di selezione delle Nazioni Unite.
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