La sentenza del tribunale infligge un ulteriore colpo alla campagna di Fidesz, sostiene il leader di Tisza Magyar

Il leader dell’opposizione ungherese Péter Magyar ha dichiarato mercoledì che una sentenza di primo grado del Tribunale Metropolitano di Budapest ha rappresentato una grande battuta d’arresto per la campagna di Fidesz al governo.
Secondo Magyar, il tribunale si è pronunciato a favore del Partito Tisza in una causa contro l’editore di Index per un articolo che presentava un presunto programma economico di 600 pagine come appartenente al partito di opposizione. Magyar ha detto che la sentenza ha confermato che il documento non aveva alcun legame con Tisza, nonostante sia stato utilizzato come base di una campagna governativa su larga scala.
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Riferimenti generati dall’AI e testimonianze
Il Partito Tisza ha presentato una denuncia penale per diffamazione all’inizio di dicembre. Secondo Magyar, il tribunale ha stabilito che alcuni dei riferimenti citati nell’articolo sono stati “allucinati” dall’intelligenza artificiale, il che significa che non esistono nella realtà.
Nel suo post dopo la sentenza, Magyar ha detto che il tribunale ha ascoltato la testimonianza di Zoltán Fekete-Szalóky, caporedattore di Index, e di András Kármán, consulente di politica fiscale di Tisza.
Magyar ha dichiarato che con la sentenza di mercoledì, “la campagna di Fidesz è definitivamente crollata”.

Risposta e appello dell’Indice
Index ha riconosciuto la decisione del tribunale, affermando che il Partito Tisza ha contestato praticamente tutte le affermazioni contenute nell’articolo. L’outlet ha detto che il tribunale ha parzialmente accolto il reclamo di Tisza e ha ordinato una correzione, sebbene la formulazione della correzione sia stata significativamente ridotta rispetto a quanto richiesto dal partito.
Index ha anche annunciato che farà appello alla sentenza di primo grado.
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Secondo caso: un altro documento respinto dai tribunali
Il Tribunale Metropolitano di Budapest si è pronunciato questa settimana anche in un procedimento separato, ripetuto, riguardante un altro articolo di Index allineato al governo. In quel caso precedente, Tisza ha fatto causa dopo che Index aveva attribuito una proposta di aumento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche falsificata al gabinetto economico inesistente del partito.
Sebbene il tribunale avesse inizialmente stabilito nel settembre 2025 che non era necessaria alcuna correzione – sostenendo che l’articolo esprimeva un’opinione – la Corte d’Appello di Budapest ha ribaltato la decisione a dicembre e ha ordinato una nuova procedura.
Nella ripetuta udienza di primo grado, il tribunale ha obbligato Index a pubblicare una correzione, riconoscendo di fatto che il documento non aveva alcun legame con i piani di politica fiscale di Tisza.
Uso da parte del Governo delle richieste contestate
Secondo Magyar, la gravità della presunta falsificazione è stata aggravata dal fatto che il Governo ha successivamente incorporato le false affermazioni del documento in una Consultazione Nazionale, distribuendole al pubblico con un costo di miliardi di fiorini.
Ha anche notato che le figure senior dell’Indice sono state onorate pubblicamente in occasione di un evento natalizio ospitato dall’uomo d’affari Lőrinc Mészáros, i cui interessi commerciali sono ampiamente considerati vicini al Governo.
Ricadute politiche e richieste di responsabilità
Magyar ha ribadito che la creazione, la pubblicazione e la diffusione su larga scala di quelli che ha descritto come falsi assistiti dall’AI costituiscono gravi violazioni legali. Ha detto che in un sistema di stato di diritto funzionante, la responsabilità si estenderebbe ai responsabili politici, ai produttori di contenuti, ai dirigenti dei media e a coloro che finanziano e distribuiscono i materiali.
Ha aggiunto che i recenti sondaggi di opinione mostrano una crescente frustrazione da parte dell’opinione pubblica nei confronti della comunicazione governativa e dell’uso dei fondi pubblici, e ha affermato che gli elettori si stanno allontanando sempre più da Fidesz in vista delle prossime elezioni.
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