La stagione politica ungherese si surriscalda: Magyar parte in tour mentre Orbán dichiara la «resistenza nazionale»

Sabato scorso, le due figure politiche dominanti dell’Ungheria hanno dato un tono nettamente diverso alla nuova stagione politica. Il primo ministro Péter Magyar ha dato il via a un nuovo tour nazionale a Veszprém e ha invocato la riconciliazione tra i cittadini ungheresi, mentre l’ex primo ministro Viktor Orbán ha dichiarato conclusa quella che ha definito una fase di pazienza e ha affermato che il Fidesz è pronto a «combattere».

I messaggi contrastanti sono stati diffusi mentre Magyar dava il via al suo tour autunnale a Veszprém e Orbán si rivolgeva ai sostenitori a porte chiuse in occasione del tradizionale «Picnic Civico» a Kötcse.

Magyar: Gli ungheresi devono poter tornare a dialogare tra loro

A Veszprém, Péter Magyar ha sostenuto che cambiare il sistema politico ungherese non dovrebbe significare mantenere le profonde divisioni che si sono sviluppate negli anni precedenti.

Ha affermato che chi ha commesso reati deve comunque subirne le conseguenze e che i beni pubblici acquisiti illegalmente devono essere recuperati. Allo stesso tempo, ha esortato i cittadini comuni, anche se schierati su fronti politici opposti, a tendersi la mano.

Gli ungheresi, ha affermato, devono «tendersi la mano» e imparare a dialogare nuovamente tra loro, ringraziando sia i sostenitori di Tisza che quelli del Fidesz che hanno già compiuto passi in tale direzione. Magyar ha inoltre affrontato il tema delle crescenti aspettative relative alle indagini sui presunti illeciti commessi dal precedente governo.

Pur riconoscendo che molti sostenitori attendevano una rapida assunzione di responsabilità, ha sottolineato che «lo Stato di diritto può essere ricostruito e funzionare solo attraverso metodi conformi allo Stato di diritto».

Il primo ministro ha evidenziato quelli che ha definito i risultati ottenuti nei primi mesi di governo di Tisza, tra cui il recupero dei fondi dell’UE, la fine del governo per decreto e la restituzione allo Stato di beni per un valore di circa 1,3 trilioni di HUF da parte delle fondazioni di gestione patrimoniale di interesse pubblico.

Magyar ha inoltre annunciato l’avvio di un nuovo tour nazionale, nel corso del quale i leader di Tisza e i membri del governo visiteranno diverse città e centri urbani in tutta l’Ungheria nelle prossime settimane.

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Orbán sostiene che il partito Tisza abbia vinto le elezioni grazie a «quattro menzogne»

A Kötcse Orbán ha assunto un tono decisamente più conflittuale. Sebbene il suo discorso sia stato pronunciato a porte chiuse, sabato sera sono trapelati diversi dettagli, mentre lo stesso Orbán ne ha successivamente pubblicato un estratto.

«Il periodo di tolleranza nei confronti dei neocomunisti è finito. Ci mettiamo i guantoni e combatteremo», ha scritto l’ex primo ministro.

Nell’estratto pubblicato, Orbán ha affermato che Fidesz aveva concesso al nuovo governo un periodo di prova di circa 100 giorni, ma che tale fase era ormai terminata.

«Siamo stati pazienti, forse anche più del necessario», ha affermato, prima di dichiarare che «è giunto il momento della resistenza nazionale».

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Viktor Orbán al Picnic Civico di Kötcse. Foto: Viktor Orbán/Facebook

Secondo i dettagli del discorso riportati dai media ungheresi, Orbán ha affermato che il Fidesz deve ricostruirsi dall’opposizione e lavorare per tornare al governo. Ha descritto il sistema politico guidato da Tisza come una «repubblica consiliare digitale neocomunista» e ha accusato il partito di governo di aver vinto le elezioni grazie a quelle che ha definito «quattro menzogne».

Tra queste ha elencato le affermazioni relative all’inquinamento presso lo stabilimento di batterie Samsung SDI a Göd, il cosiddetto caso «Zio Zsolti», le accuse di corruzione rivolte al suo ex governo e le promesse economiche di Tisza.

Orbán ha inoltre ripreso diversi temi che hanno caratterizzato i suoi anni al potere, tra cui Bruxelles, l’influenza straniera, le multinazionali e la sovranità dell’Ungheria.

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«Si sono appropriati della politica, ora tocca all’economia»

L’ex primo ministro ha inoltre individuato nell’economia il prossimo grande campo di battaglia. Ha sostenuto che l’Ungheria stia diventando economicamente dipendente da interessi stranieri e ha affermato che il governo Tisza finirebbe per indebolire le imprese di proprietà ungherese e aumentare l’esposizione del Paese alle influenze economiche esterne.

Orbán ha inquadrato il messaggio come la fine di un «periodo di grazia» politico, sebbene il Fidesz abbia già perseguito una strategia altamente conflittuale in Parlamento da quando ha perso il potere. Ciò lascia aperta la questione di cosa significherà in pratica la «resistenza nazionale» recentemente proclamata dall’ex primo ministro.

In definitiva, Orbán è ora tornato in prima linea sulla scena politica, sebbene il Fidesz abbia già perseguito una strategia altamente conflittuale in Parlamento, sollevando la questione di cosa intenda esattamente per «resistenza nazionale». Magyar, nel frattempo, sta cercando di consolidare la propria posizione alla guida del governo, riportando al contempo Tisza in giro per il Paese con un nuovo tour nazionale.

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