L’ex villa di servizio del ministro della Difesa ungherese è costata 1 milione di euro in più rispetto alle stime precedenti

I lavori di ristrutturazione di una lussuosa villa di servizio precedentemente utilizzata dall’attuale ministro della Difesa ungherese, Romulusz Ruszin-Szendi, sono costati circa 650 milioni di HUF (1,77 milioni di euro) nonostante l’immobile fosse già in gran parte completato, secondo i contratti ottenuti dopo oltre un anno di procedimenti legali.

L’ex villa di servizio del ministro della Difesa è costata milioni in più rispetto alle stime

I documenti, riportati lunedì da 24.hu, descrivono in dettaglio 19 contratti di costruzione relativi all’immobile situato a Dunakeszi, nei pressi di Budapest. Essi rivelano notevoli aumenti dei costi rispetto alle stime iniziali, con alcune voci che, secondo quanto riferito, avrebbero raggiunto un prezzo fino a 20 volte superiore al loro valore di mercato stimato.

I lavori sono stati commissionati dalla società del Ministero della Difesa, HM EI Zrt. Secondo quanto riferito, uno studio di architettura aveva valutato che l’edificio fosse completato al 75–80 per cento, stimando che il completamento sarebbe costato circa 250 milioni di HUF (680.000 euro). Invece, i costi di completamento documentati hanno raggiunto circa 640 milioni di HUF (1,74 milioni di euro), mentre la spesa aggiuntiva totale è stata riportata pari a circa 650 milioni di HUF.

Milioni spesi per la sistemazione del paesaggio e i lavori di costruzione

Dai contratti emerge che sono stati versati quasi 500 milioni di HUF (1,36 milioni di euro) agli appaltatori per lavori edili, tra cui impianti tecnici, impianti elettrici, coperture, lavori sulle terrazze e finiture interne. I costi dei materiali hanno superato i 145 milioni di HUF (395.000 euro). Tra le singole voci più consistenti figurano 39,6 milioni di HUF (quasi 108.000 euro) per le piante e 35,5 milioni di HUF (96.700 euro) per l’arredo da giardino. Il progetto comprendeva inoltre 25,6 milioni di HUF (quasi 70.000 EUR) per componenti di recinzione e materiali correlati, nonché 17,3 milioni di HUF (oltre 47.000 EUR) per pannelli in basalto.

Un esempio particolarmente significativo riguarda l’installazione di una rete in fibra di vetro nell’isolamento esterno dell’edificio. Secondo 24.hu, la tariffa oraria concordata era di 38.790 HUF (105,62 euro) al metro quadrato, IVA esclusa, a fronte di una stima di un perito pari a circa 1.600 HUF (4,36 euro) al metro quadrato. Il rapporto afferma che questa voce da sola rappresentava un presunto pagamento in eccesso di 18 milioni di HUF (49.000 EUR). I contratti non indicano che Ruszin-Szendi abbia diretto personalmente i lavori di costruzione. Essi sono stati firmati per conto dello Stato dall’amministratore delegato di HM EI Zrt. o da altri funzionari della società.

Polemiche politiche e domande senza risposta

L’immobile ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica dopo che Ruszin-Szendi, ex capo di Stato Maggiore della Difesa ungherese, è entrato a far parte del partito di opposizione Tisza, che ad aprile è entrato a far parte del governo e lo ha nominato ministro della Difesa. Il precedente governo guidato dal Fidesz aveva messo in evidenza la villa nel contesto delle controversie politiche relative alle spese di lusso.

L’Ufficio di controllo del governo ungherese aveva precedentemente pubblicato un rapporto in cui individuava quelli che definiva acquisti superflui relativi alla proprietà, tra cui arredi e attrezzature. Tale analisi non aveva preso in esame i lavori di costruzione più costosi ora descritti nei contratti. È stato inoltre riferito che è in corso un’indagine della polizia su un presunto abuso d’ufficio a seguito di una denuncia presentata dall’ex deputato del Fidesz Gyula Budai.

Ruszin-Szendi aveva precedentemente affermato che l’ente di riferimento del ministero si era occupato dell’acquisto e della gestione dell’immobile affinché potesse fungere da residenza ufficiale per il capo di Stato Maggiore della Difesa. Egli ha dichiarato di non essere né l’acquirente né il proprietario. I contratti recentemente resi noti sollevano ulteriori interrogativi sul costo del progetto, ma di per sé non costituiscono prova di illeciti penali.

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