L’Ungheria è scossa da denunce di compravendita di voti di massa in vista delle elezioni del 2026

Un documentario ungherese di recente pubblicazione, A szavazat ára (Il prezzo del voto), ha suscitato un enorme dibattito dopo aver affermato che fino a 500.000 (!) voti potrebbero essere stati influenzati attraverso la compravendita di voti, l’intimidazione e la coercizione, a vantaggio principalmente del partito Fidesz al potere.

Prodotto dal gruppo civile De! Akcióközösség, il film si basa su quasi 60 interviste condotte in 10 contee. Dipinge un quadro preoccupante delle pratiche elettorali in alcune delle regioni più povere dell’Ungheria, in particolare nel nord e nell’est del Paese.

Secondo le testimonianze riportate nel film, gli schemi di acquisto dei voti non sono episodi isolati, ma fanno parte di un modello sistemico più ampio che sfrutta la vulnerabilità e la povertà.

“Li abbiamo convinti, li abbiamo comprati”.

Una delle affermazioni più sorprendenti del documentario proviene da persone presumibilmente coinvolte nell’organizzazione dei voti.

“Li abbiamo persuasi, li abbiamo comprati, letteralmente”, dice una fonte nel film.

Gli intervistati descrivono un’ampia gamma di presunte tecniche utilizzate per influenzare gli elettori, tra cui:

  • Pagamenti diretti in contanti, a quanto pare a partire da un minimo di 1.000 HUF (2,6 euro).
  • Distribuzione di cibo, legna da ardere e persino di bestiame.
  • Fornitura di alcolici a persone vulnerabili
  • Trasporto organizzato e guida ai seggi elettorali
  • “Voto a catena” e pratiche di voto aperto
  • In alcuni casi, presunto coinvolgimento di criminali o trafficanti locali
  • Minacce o intimidazioni per garantire la conformità

Un organizzatore sostiene di aver ricevuto milioni di fiorini per coordinare tali sforzi, compreso il trasporto degli elettori e la supervisione del comportamento di voto.

Un sistema costruito sulla dipendenza e sulla paura

I registi sostengono che il problema va ben oltre il semplice acquisto di voti. Secondo Áron Tímár, uno dei creatori, il vero problema è il controllo sistemico.

"Si tratta di dominazione", ha detto dopo la prima. "L'acquisto di voti è solo la ciliegina sulla torta
“.

Il documentario mostra come i rapporti di dipendenza (spesso legati a programmi di impiego pubblico o di assistenza sociale) possano essere utilizzati per fare pressione sugli elettori. Secondo il rapporto di Telex, diversi intervistati hanno riferito di minacce quali:

  • Rimozione dai programmi di lavori pubblici
  • Esclusione dai programmi di assistenza sociale o di legna da ardere
  • Intervento delle autorità di protezione dell’infanzia
Come spiega Ádám Tompos, l'obiettivo non è sempre quello di mettere in atto queste minacce, ma di instillare la paura. "Si tratta di intimidazione: far sì che le persone si allineino
“.

Non si limita a una parte politica?

Sebbene il documentario si concentri molto sulle accuse che coinvolgono Fidesz, alcuni intervistati suggeriscono che pratiche simili potrebbero essere esistite sotto i governi precedenti o anche tra i gruppi di opposizione. Tuttavia, i registi sottolineano che le loro scoperte indicano un sistema diffuso e radicato che interessa più regioni.

È importante notare che il film non presenta prove dirette e verificabili per ogni affermazione, basandosi invece su testimonianze coerenti di persone in tutto il Paese. Secondo i creatori, la sorprendente somiglianza di queste testimonianze suggerisce un modello ricorrente e non casi isolati.

Risposta civile: “Portatelo alla luce”.

Oltre al documentario, De! Akcióközösség ha lanciato una campagna per contrastare i potenziali abusi in vista delle elezioni parlamentari del 2026 in Ungheria.

Il gruppo sta reclutando volontari che agiscano come “osservatori dei seggi elettorali” nelle aree considerate ad alto rischio. Il loro obiettivo è quello di garantire la trasparenza monitorando i processi di voto durante la giornata elettorale.

Gli organizzatori affermano che sarebbero necessari almeno 10 volontari per ogni seggio elettorale per fornire una supervisione efficace. Tuttavia, avvertono che gli osservatori potrebbero subire intimidazioni verbali o addirittura fisiche.

"Gli abusi avvengono nell'oscurità, nelle zone grigie", ha detto Tímár. "Dobbiamo portarli alla luce. Anche la fotocamera di un cellulare può fungere da deterrente
“.

Gli scandali stanno emergendo uno dopo l’altro mentre ci avviciniamo alle elezioni. Eccone alcuni:

Alta posta in gioco in vista delle elezioni del 2026

L’Ungheria si sta dirigendo verso un voto nazionale cruciale e il documentario ha intensificato il controllo sull’integrità del processo elettorale. I registi sostengono che fino a mezzo milione di voti potrebbero essere influenzati, il che è potenzialmente sufficiente per influenzare i risultati di un’elezione molto combattuta.

Può vedere il filmato con i sottotitoli in inglese qui sotto (deve attivare i sottotitoli):

https://www.youtube.com/watch?v=ZCwQR5HRWR8

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *