L’Ungheria si colloca tra i paesi europei con il peggior livello di Stato di diritto secondo un nuovo indice globale

L’Ungheria ha registrato un ulteriore calo nell’Indice dello Stato di diritto 2026 del World Justice Project, classificandosi al 78° posto su 143 paesi in tutto il mondo e all’ultimo posto tra i 31 paesi dell’UE, dell’EFTA e del Nord America. Il suo punteggio è leggermente diminuito e il rapporto evidenzia passi indietro in materia di libertà fondamentali e di garanzie contro il regime autoritario.
L’Ungheria ha registrato un punteggio complessivo di 0,50 nell’Indice dello Stato di diritto 2026 del WJP, pubblicato dal World Justice Project (WJP) il 21 ottobre. Il suo punteggio è sceso di meno dell’1% rispetto all’anno precedente.
Il Paese si è classificato al 31° posto su 31 nel proprio gruppo regionale, che comprende l’Unione europea, l’Associazione europea di libero scambio (EFTA) e il Nord America. L’Ungheria si è inoltre classificata al 49° posto su 51 tra i Paesi ad alto reddito.
I risultati del rapporto giungono in un contesto di più ampio declino globale dello Stato di diritto, con il 62% dei paesi che ha registrato un peggioramento dei propri punteggi.
L’Ungheria ottiene risultati insoddisfacenti in materia di responsabilità del governo e giustizia civile
I risultati più deboli dell’Ungheria si sono registrati in diversi ambiti legati ai controlli istituzionali, alla trasparenza e al funzionamento del sistema giudiziario.
Il Paese si è classificato al 121° posto a livello mondiale per quanto riguarda i limiti ai poteri governativi, piazzandosi all’ultimo posto nel proprio gruppo regionale. Si è inoltre classificato all’86° posto per la trasparenza amministrativa e al 78° posto per i diritti fondamentali.
La giustizia civile ha rappresentato un altro motivo di preoccupazione. L’Ungheria si è classificata al 100° posto su 143 paesi a livello mondiale, risultando ultima a livello regionale e tra i 51 paesi ad alto reddito inclusi nell’indice. Il Paese si è inoltre classificato all’ultimo posto a livello regionale per quanto riguarda l’applicazione delle normative, occupando il 106° posto a livello mondiale.
Gli altri risultati dell’Ungheria sono stati contrastanti. Si è classificata al 66° posto a livello mondiale per l’assenza di corruzione e al 77° per la giustizia penale, mentre la sua prestazione migliore si è registrata nei settori dell’ordine pubblico e della sicurezza, dove si è classificata al 23° posto a livello mondiale e al 15° nel proprio gruppo regionale.
L’indice misura lo stato di diritto attraverso otto fattori, tra cui la responsabilità del governo, i diritti fondamentali, l’applicazione delle norme e il funzionamento dei sistemi di giustizia civile e penale.
| FATTORE | POSIZIONE GLOBALE | CLASSIFICA REGIONALE* | CLASSIFICA IN BASE AL REDDITO** |
| Limiti ai poteri del governo | 121/143 | 31/31 | 50/51 |
| Assenza di corruzione | 66/143 | 30/31 | 47/51 |
| Trasparenza amministrativa | 86/143 | 31/31 | 46/51 |
| Diritti fondamentali | 78/143 | 31/31 | 47/51 |
| Ordine e sicurezza | 23/143 | 15/31 | 22/51 |
| Applicazione delle norme | 106/143 | 31/31 | 51/51 |
| Giustizia civile | 100/143 | 31/31 | 51/51 |
| Giustizia penale | 77/143 | 31/31 | 47/51 |
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La libertà di espressione e la partecipazione civica sotto pressione
Il rapporto rileva un continuo declino a livello globale delle garanzie contro i regimi autoritari. Oltre l’86% dei paesi ha registrato un deterioramento costante nell’arco di cinque anni in almeno uno dei tre ambiti seguenti: limiti ai poteri governativi, trasparenza amministrativa o diritti fondamentali. L’Ungheria è tra questi.
Anche le libertà che sostengono il dibattito pubblico, l’impegno civico e il controllo sull’operato del governo sono state messe sotto pressione.
Secondo il WJP, la libertà di opinione e di espressione ha subito un declino nel 64% dei paesi, compresa l’Ungheria. La libertà di riunione e di associazione ha subito un deterioramento nel 67% dei paesi, mentre la partecipazione civica si è indebolita nel 65% di essi.
Il rapporto evidenzia inoltre problemi nei sistemi giudiziari di tutto il mondo, individuando nelle pressioni e nelle interferenze indebite da parte dell’esecutivo le principali cause del declino istituzionale.
La giustizia civile si è indebolita nel 64% dei paesi e quella penale nel 58%. Nel contempo, la capacità dei poteri giudiziari di limitare i poteri governativi è diminuita nel 63% dei paesi, sebbene l’Ungheria non fosse inclusa in tale specifica constatazione.
L’accesso alla giustizia civile e la tutela contro la discriminazione sono migliorati in molti paesi, ma l’Ungheria non ha registrato miglioramenti in nessuno dei due ambiti.
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La Danimarca è in testa mentre prosegue il declino globale dello Stato di diritto
La Danimarca è in testa alla classifica mondiale del 2026, seguita da Norvegia, Finlandia, Svezia e Lussemburgo. All’altra estremità della classifica, il Venezuela occupa l’ultimo posto, preceduto da Afghanistan, Haiti, Cambogia e Nicaragua.
All’interno del gruppo regionale dell’Ungheria, la Danimarca ha ottenuto i risultati migliori, classificandosi al primo posto a livello mondiale. Seguono la Norvegia e la Finlandia.
La Grecia e la Bulgaria si sono unite all’Ungheria in fondo alla classifica regionale, con l’Ungheria che ha registrato il punteggio più basso tra i tre.
Il quadro generale rimane preoccupante, sebbene il WJP abbia osservato che quest’anno il numero di paesi che hanno registrato un peggioramento è stato inferiore rispetto all’edizione precedente. Ciononostante, i casi di peggioramento hanno continuato a superare quelli di miglioramento, con il 62% dei paesi che ha registrato un peggioramento.
La Polonia offre un esempio contrastante di ripresa. Ha registrato il miglioramento più significativo a livello mondiale nell’arco di tre anni, con un aumento del punteggio del 4,22% dal 2023, grazie alla ripresa dei controlli democratici e delle garanzie istituzionali. Il WJP ha affermato che è troppo presto per stabilire se l’Ungheria seguirà un percorso simile.
Lo Stato di diritto è legato alla stabilità economica
L’indice evidenzia inoltre una correlazione tra un solido livello di rispetto dello Stato di diritto e le condizioni economiche.
I Paesi con un PIL pro capite superiore alla media, un’inflazione inferiore alla mediana e rating sovrani di livello «investment grade» hanno generalmente ottenuto punteggi più elevati nell’indice.
Sia per i paesi che per gli investitori, i risultati suggeriscono che lo Stato di diritto non sia solo una questione di governance democratica, ma anche un fattore importante associato alla prosperità e alla stabilità economica.
Il punteggio complessivo dell’Ungheria, pari a 0,50, la colloca ben al di sotto dei paesi con le migliori prestazioni e sottolinea le sfide individuate in materia di responsabilità del governo, giustizia civile e diritti fondamentali.
I risultati completi relativi al Paese, compresa la performance dell’Ungheria in tutti i 44 sottofattori, sono disponibili sul sito web ufficiale del World Justice Project.

