L’Ungheria taglierà 4 miliardi di euro dalla spesa pubblica il prossimo anno – Ecco dove saranno invece destinati i fondi

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Il governo ungherese prevede di ridurre la spesa pubblica di 1.465 miliardi di HUF (4 miliardi di euro) nel 2027, eliminando gli sprechi, riformando la spesa pubblica e rivedendo i contratti.

Enormi tagli alla spesa da parte del governo

Il ministro delle Finanze ungherese András Kármán afferma che tali misure contribuiranno a ridurre il disavanzo di bilancio, garantendo al contempo maggiori risorse per salari, pensioni, prestazioni familiari e servizi pubblici. Il primo ministro Péter Magyar e il ministro delle Finanze András Kármán hanno delineato i piani per ridurre il disavanzo di bilancio dell’Ungheria dal 7,5% del PIL previsto per il 2026 al 4,9% dell’anno prossimo.

Il governo afferma di aver individuato significative inefficienze nella spesa dell’amministrazione precedente e intende reindirizzare i fondi pubblici verso il sostegno sociale e i servizi essenziali. Kármán ha dichiarato che i risparmi previsti ammonterebbero a circa l’1,5% del PIL, mentre le modifiche fiscali dovrebbero generare un gettito netto aggiuntivo pari a 665 miliardi di HUF (oltre 1,8 miliardi di euro).

In quali ambiti il governo intende realizzare risparmi?

I tagli alla spesa proposti comprendono 246,1 miliardi di HUF (675 milioni di euro) derivanti da contratti di concessione svantaggiosi, 169,5 miliardi di HUF (465 milioni di euro) derivanti da sovvenzioni per lo sviluppo economico inefficienti e 135 miliardi di HUF (oltre 370 milioni di euro) legati alla prevista abolizione di una sanzione dell’UE in materia di migrazione.

Altre misure comprendono la riduzione del sostegno alle fondazioni pubbliche che sovrintendono alle università, il taglio delle spese governative per la comunicazione e gli eventi, nonché la revisione degli investimenti di prestigio e delle spese relative ai beni immobili dello Stato.

Il governo prevede inoltre di ridurre la spesa per i media pubblici, introdurre un sistema di appalti centralizzati più economico e rivedere i finanziamenti destinati a fondazioni e organizzazioni legate alla sfera politica. Magyar ha affermato che il governo intende rescindere l’attuale contratto di concessione autostradale, sebbene alcuni progetti in corso continuino a generare costi nel 2027.

Aumento delle imposte per i soggetti facoltosi e le grandi imprese

Il governo ungherese prevede che le misure fiscali generino entrate aggiuntive pari a 929 miliardi di HUF (oltre 2,5 miliardi di euro), in parte compensate da sgravi fiscali per le famiglie pari a 264 miliardi di HUF (~724 milioni di euro). Si prevede che la proposta di imposta sul patrimonio generi 200 miliardi di HUF (~548 milioni di euro) all’anno. Altre misure volte ad aumentare il gettito fiscale comprendono l’aumento delle imposte sulle grandi imprese, sui prodotti del tabacco e sulle attività dannose per l’ambiente, oltre a modifiche che interessano i settori del commercio al dettaglio, delle assicurazioni e della pubblicità.

Il governo sostiene che tali misure renderanno il sistema fiscale più equo e ridurranno le possibilità per le grandi imprese di minimizzare il proprio carico fiscale. Tuttavia, Magyar ha riconosciuto che le imprese potrebbero trasferire alcuni costi aggiuntivi sui consumatori, rendendo fondamentali l’applicazione delle norme e la tutela dei consumatori.

Maggiori benefici per le famiglie, i pensionati e i servizi pubblici

Nonostante i tagli previsti, il governo ha annunciato aumenti sostanziali della spesa sociale. Gli assegni familiari sono destinati a raddoppiare, mentre la pensione minima quadruplicherà, raggiungendo i 120.000 HUF (~330 EUR) al mese. È previsto inoltre un nuovo beneficio per i pensionati tramite la carta SZÉP.

Il governo intende destinare ulteriori 510 miliardi di HUF (~1,4 miliardi di euro) alla sanità e 734 miliardi di HUF (~2 miliardi di euro) in più alla previdenza sociale. Un totale di 667 miliardi di HUF (~1,8 miliardi di euro) è destinato agli aumenti salariali settoriali nel 2027, a beneficio dei lavoratori in settori quali la sanità, l’istruzione e l’assistenza sociale. Anche l’aliquota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche per i lavoratori con salario minimo è destinata a scendere al 9%.

La riduzione del disavanzo rimane una sfida

Il governo prevede una crescita economica del 2,4% nel 2027, destinata a salire al 3,1% entro il 2030. Si prefigge inoltre di ridurre il disavanzo di bilancio al di sotto del 3% del PIL entro il 2030. Tuttavia, tali piani comportano il bilanciamento di nuovi e significativi impegni di spesa con misure di risparmio e un aumento del gettito fiscale. Le proiezioni del governo dipenderanno dalla concretizzazione dei tagli previsti, dall’accelerazione della crescita economica e dal fatto che il gettito fiscale aggiuntivo soddisfi le aspettative.

Sebbene l’amministrazione affermi che il proprio approccio ripristinerà la stabilità e renderà più efficiente la spesa pubblica, la legge di bilancio definitiva fornirà ulteriori dettagli sulle modalità di attuazione delle misure.

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