Migliaia di persone rimangono senza acqua in Ungheria a causa della riduzione della produzione di Paks e dell’emissione di allerte rosse

L’Ungheria sta affrontando una pressione crescente a causa di un’ondata di caldo senza precedenti, con migliaia di residenti temporaneamente privi di acqua potabile, restrizioni idriche introdotte in diversi comuni e la centrale nucleare di Paks costretta a ridurre la produzione di energia elettrica mentre il Danubio raggiunge livelli record di bassa marea.
Il primo ministro Péter Magyar ha avvertito che, qualora le condizioni continuassero a peggiorare, a partire da lunedì potrebbe essere dichiarata una situazione di crisi energetica, sebbene il governo insista nel sostenere che non sussista alcuna emergenza immediata.
Migliaia di persone senza acqua potabile a Szentendre
Diverse migliaia di residenti a Szentendre si sono svegliati senza acqua potabile corrente dopo che un consumo insolitamente elevato ha sovraccaricato la rete idrica locale. Secondo Péter Magyar, le Forze di Difesa ungheresi hanno dispiegato due autocisterne e distribuito 7.000 sacchetti di acqua potabile fino al ripristino del normale servizio.
Il governo e le autorità locali hanno esortato i residenti a sospendere l’irrigazione dei giardini e a utilizzare l’acqua potabile solo per scopi essenziali. Il Comune ha dichiarato che, nonostante i ripetuti appelli al risparmio idrico, il consumo nel quartiere di Pismány superiore è raddoppiato nel corso della notte, superando la capacità dell’azienda idrica regionale e causando interruzioni nell’erogazione.

Le restrizioni idriche si estendono con l’aggravarsi della siccità
Szentendre non è l’unico comune ad aver adottato misure in tal senso. A partire da venerdì, Veresegyház ha introdotto restrizioni di primo livello sull’acqua potabile, chiedendo ai residenti di non innaffiare i giardini con acqua potabile, di non riempire le piscine e di non lavare le auto. L’azienda idrica regionale ha sottolineato che al momento non vi è carenza idrica, ma ha precisato che le misure sono volte a prevenirne l’insorgere.
Nel frattempo, il ministro ungherese responsabile dell’Ambiente, László Gajdos, ha avvertito che il Paese deve prepararsi a un periodo prolungato di scarsità idrica, poiché nei prossimi giorni non sono previste precipitazioni significative nei bacini idrografici del Danubio e della Tisza.
«È giunto il momento di prestare la massima attenzione», ha affermato il ministro, avvertendo che, a meno che l’Ungheria non modifichi il proprio approccio alla gestione delle risorse idriche, entro pochi anni ben un milione di persone potrebbero trovarsi a vivere in condizioni simili a quelle del deserto.
Paks riduce la produzione mentre il Danubio raggiunge livelli minimi record
La prolungata siccità sta interessando anche il settore energetico ungherese. Il livello delle acque del Danubio nei pressi di Paks è sceso a livelli minimi record, costringendo la centrale nucleare di Paks a ridurre la produzione di energia elettrica dai normali 2.000 megawatt a circa 960 megawatt.
Giovedì, Magyar ha annunciato che, se i livelli dell’acqua continuassero a scendere al di sotto delle soglie critiche di sicurezza, la centrale potrebbe essere completamente fermata entro le prossime 24-72 ore per la prima volta nei suoi 44 anni di storia.

Nonostante la situazione senza precedenti, il primo ministro ha sottolineato che tutte le decisioni vengono prese ponendo la sicurezza nucleare come priorità assoluta e che l’approvvigionamento energetico dell’Ungheria rimane per ora stabile. Ha inoltre osservato che
le riduzioni volontarie del consumo di energia elettrica hanno contribuito a mantenere il picco di domanda di giovedì a 151 megawatt al di sotto delle previsioni.
Budapest si appresta ad adottare misure di risparmio energetico
Budapest sta inoltre preparando misure di emergenza nel caso in cui la centrale nucleare cessasse l’attività. Il sindaco Gergely Karácsony ha annunciato che la capitale spegnerà l’illuminazione decorativa di circa 300 edifici pubblici e monumenti qualora Paks smettesse di produrre energia elettrica.
Ha sottolineato che l’illuminazione pubblica, i tram e le infrastrutture di approvvigionamento idrico della città continueranno a funzionare, aggiungendo che l’approvvigionamento di acqua potabile di Budapest non è minacciato dal livello eccezionalmente basso del Danubio.

Allerta meteo rossa con temperature che si avvicinano ai 39 °C
Il servizio meteorologico nazionale ungherese ha emesso l’allerta calore di livello massimo (rosso) per sei contee, dove si prevede che le temperature medie giornaliere superino i 29 °C.
Le massime diurne potrebbero raggiungere i 39 °C a Kecskemét, con temperature intorno ai 38 °C a Budapest e Szeged. Non sono previste precipitazioni significative, mentre rimane in vigore il divieto di accendere fuochi su tutto il territorio nazionale.
Le autorità continuano a esortare la popolazione a mantenersi idratata, a evitare attività all’aperto non necessarie durante le ore più calde della giornata e a non lasciare mai bambini o animali domestici incustoditi all’interno di veicoli parcheggiati.
Le notti tropicali stanno diventando sempre più frequenti
Gli esperti sostengono che l’ondata di caldo metta in luce una tendenza climatica a lungo termine. I ricercatori del Dipartimento di Meteorologia dell’Università Eötvös Loránd (ELTE) hanno rilevato che il numero di «notti tropicali» (in cui le temperature rimangono superiori ai 20 °C durante la notte) è triplicato in tutta l’Ungheria dall’inizio del secolo.
Gli scienziati avvertono che queste notti sempre più calde possono essere persino più dannose del caldo diurno, poiché impediscono al corpo umano di recuperare le energie, aumentando il rischio di disturbi del sonno e di stress cardiovascolare, in particolare tra gli anziani, i bambini, le donne in gravidanza, le persone affette da malattie croniche e i lavoratori all’aperto.
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